FOTOGRAFIA/La New York di Gisella

di Silvia Forni

Sono un riflesso che fotografa un altro riflesso nel riflesso".

Le parole del fotografo americano Duane Michals riflettono il lavoro dell’artista romana Gisella Sorrentino, la quale risiede negli Stati Uniti da circa tre anni e gran parte del suo lavoro si basa sull’autoritratto.

La Sorrentino inizia ad esplorare il mondo della fotografia all’età di diciotto anni. Cresciuta in un ambiente artistico, dopo essersi laureata in biologia nel 2004, si diploma alla scuola romana di fotografia nel 2006. Per l’artista tutto ciò che riguarda l’arte, la musica o l’immagine si unisce in un processo naturale, un gioco.

«Avevo una camera oscura che dividevo con degli amici e mi divertivo a provare e riprovare diversi tipi di stampa. Nel frattempo ero legata moltissimo alla danza, era parte di me, un bisogno quotidiano, primordiale e di divertimento. Ad un tratto ho unito le due cose, fotografia e danza, lavorando con una mia amica e scattando fotografie delle sue "performances". Il mio carattere è sempre stato molto emotivo e la fotografia mi ha aiutato ad esprimermi al meglio».

Gisella è entrata pian piano in contatto con altri artisti, sia in Italia, che negli Stati Uniti e il primo lavoro, nel 2004, è stato a Roma con Fabiana Yvonne Lugli, danzatrice, pittrice, performer e coreografa. Dopo aver collaborato con lei un anno, scattando diverse fotografie di scena anche per uno dei suoi spettacoli più famosi: "Il balletto di Roma", la Sorrentino decide di trasferirsi a New York, dove la comunità di artisti è molto radicata e dove la fotografa inizia a sperimentare diverse idee come il bianco e nero nel fotoritratto, i colori e le situazioni nella metropolitana e nel quartiere di Brooklyn.

«New York mi ha aiutato a capire meglio me stessa fuori dal normale contesto familiare. Ho lavorato con l’artista Vera Lutter, dopo aver fatto diversi corsi all’Icp, International Center of Photography ed essere stata un’assistente fotografa per diversi anni. New York mi ha anche aiutato a capire che la strada della biologia non era esattamente per me e anche se essere fotografa significa la maggior parte delle volte essere freelance e non avere un futuro molto stabile, era quello che volevo fare».

La Sorrentino è sempre stata circondata da artisti in famiglia, il nonno era regista, la nonna era una pittrice rumena, la zia, Graziella Scotese, è una pittrice che ha vissuto venti anni in Messico specializzandosi in murales e reinterpretazione della simbologia maya.

Uno dei momenti più importanti della carriera di Gisella è stato il momento dell’autoritratto, nato come esperimento ed esplorazione personale su piano introspettivo, per arrivare ad una trasformazione totale e ad uno strumento che potesse far vedere e capire i sentimenti dell’artista ad altre persone, a tutti coloro che guardavano incuriositi.

Dal rapporto con lo specchio ("Gaze" - 2006), al rapporto con la famiglia, la società, fino ad arrivare all’unione con la città, New York è un luogo che rappresenta meglio la capacità di reinventarsi ("Flow" - 2006).

«La sensazione di alienazione che si ha nella grande città è molto lontana dalla sicurezza familiare che si può trovare nella propria casa. Quando ho incontrato il mio attuale ragazzo, Garon, ho deciso di esplorare un lavoro sulla coppia, due persone, un uomo ed una donna, hanno dei momenti dove sentono il bisogno di essere una cosa sola e le mie fotografie, ad un certo punto, hanno cercato di esprimere questo sentimento. Ho esplorato tanti formati fotografici: il 35 mm, il digitale, il 6x6 e le mie macchine fotografiche preferite sono la Olga, Yashica nel formato medio e la Canon 5d, che mi accompagna anche oggi durante i miei numerosi viaggi di esplorazione. Le mie fonti di ispirazione sono sempre state le artiste Francesca Woodman e Maya Deren, il movimento, i visi sfuocati, sono le cose che preferisco».

Nel 2007 Gisella partecipa ad una mostra collettiva di fotografia "Her Humanity" in una galleria di Harlem. Dopo questa esposizione l’artista inizia un progetto sul ritratto, collaborando anche con altri artisti.

«La fotografia serve per mostrare delle cose personali. Uno dei miei progetti futuri è raccontare l’autoritratto in forma di videoarte».

Gisella crea, nel 2006, insieme ad un gruppo di amiche italiane il sito: www.gazephotography.com e di conseguenza la sua "photography company" a Roma