RESIDENZE PER ARTISTI A NY/HARLEM STUDIO FELLOWSHIP/Sotto il segno sottile dell’acquerello

di Samira Leglib

Torna nuovamente per proporci giovani artisti meritevoli di attenzione e di una vetrina spettacolare come quella di New York, Harlem Studio Fellowship (HSF), il programma di residenza concepito da Ruggero Montrasio e curato da Raffaele Bedarida che ogni tre mesi seleziona artisti a livello internazionale e provvede loro un alloggio e uno studio ad Harlem. Al termine dei tre mesi, le creazioni vengono poi esposte dando la possibilità agli artisti di farsi conoscere a un pubblico cosmopolita.

Lo scorso Martedì, 6 Gennaio, è stata la volta di Nicola Magrin, trentenne originario della provincia di Monza che ha scoperto nell’acquerello la sua dimensione. Nicola è stato ben disponibile a raccontarci qualcosa di sè, della sua pittura, del suo rifugio tra le montagne della piccola frazione di Senevedo in Valmalenco.

«Ho iniziato a disegnare prima ancora che sapessi parlare. Fin da piccolissimo disegnavo sui sassi con quei fantastici pennarelli che si trovavano in omaggio nei fustini del detersivo Dixan. Vivo vicino a Milano ma spesso sento il bisogno di rifugiarmi tra le mie montagne, quello con la natura è un legame speciale. Io vado là, immagazzino tutto quello che vedo e poi torno al mondo e butto di getto le emozioni su carta». Nicola ci racconta che ha sempre lavorato con pigmenti naturali, a base d’acqua, che gli davano la possibilità, che diventava al contempo sfida, dell’immediatezza, un segno veloce, deciso, che non ammette esitazioni nè errori, pena il dover ricominciare da capo. «La freschezza del disegno è essenziale per me, difatti io li chiamo schizzi e in queste opere che ho realizzato a New York non vi è nemmeno un disegno a matita. Con NY sono arrivato a un punto di svolta. Le immagini sono più pulite, essenziali appunto, sono immagini quasi sognate e alcune di queste le ho veramente sognate durante la notte. Andavo in giro per la città, Central Park, Harlem, Chelsea, ma non scattavo fotografie. La mia macchina fotografica interiore, è il mio cuore e la mia testa».

Nicola Magrin dopo essersi diplomato al Liceo Classico si iscrive all’Accademia di Belle arti di Brera terminata la quale inizia il suo lavoro di artista scrivendo e illustrando favole per bambini. Chiuso il capitolo favole, Nicola dedica la sua arte ai ritratti, uno in particolare quello di Tiziano Terzani, scrittore e giornalista corrispondente dall’Asia per più di 30 anni. Terzani, nell’arte di Magrin che ne fa un modello a cui tendere, diventa un vecchio seduto ai piedi dell’Himalaya con intorno a sè uno stormo di corvi neri.

Nelle opere esposte ad Harlem invece uno dei suoi modelli è curiosamente un’altra artista Italiana che ha partecipato e tuttora co-espone all’interno del programma: Susanna Pozzoli in arte Susy Blu, attraverso le pennellate di Nicola Magrin diventa una leggera figura blu che volteggia o si siede tra e sugli alberi dell’immaginazione dell’artista. In realtà susanna è una fotografa che ci presenta il suo lavoro "On the block", un ritratto fotografico del quartiere in cui lei stessa risiede attraverso l’utilizzo dei soli interni. «È un progetto ormai giunto a conclusione, vi è una versione stampata e una digitale che si può vedere sul mio sito www.susyblu.com. Ora mi auguro di pubblicare».

Abbiamo chiesto un commento su HSF al suo ideatore, Ruggero Montrasio:«Quella di un programma di residenza a NY penso sia un’ottima opportunità per questi giovani talenti. A Milano non c’è neanche un museo di arte contemporanea. Noi vogliamo lavorare con artisti ancora in formazione come Nicola in cui ho visto subito il talento e un bel segno che sprecava in ritratti osceni, ora le sue immagini sono più libere e questo probabilmente lo deve a una città che ti bombarda con una quantità di inputs indescrivibile».