Libera

La pillola dell'amore

di Elisabetta de Dominis

Potremo decidere di chi e quando innamorarci. Il biologo Larry Young ha dichiarato alla rivista scientifica Nature che "medicinali che manipolano i sistemi del cervello per aumentare o diminuire i sentimenti per un’altra persona potrebbero non essere lontani".

La spontaneità, insita nella natura, è una condizione imponderabile. Considerata oggi temibile e, dunque, insopportabile. Voler dominare i sentimenti è la più grande debolezza dell’uomo. Siamo messi molto male se dobbiamo pilotare i sentimenti. La pillola dell’amore porterà alla morte dell’amore.

Ma forse l’amore è già morto, come mi sembra tra le generazioni in età da matrimonio. Quando la scelta del partner è condizionata dal calcolo, dalla convenienza, dall’interesse, Amore è abortito dentro di noi. Non avendo quindi alcuna possibilità di partorirlo, non ci resterà che impasticcarci. Una bella pillola ed ecco che ci innamoreremo di quell’uomo tanto ricco che ci faceva schifo. Ecco che ci sentiremo attratti da una donna che prima avremmo preso in considerazione solo come domestica. Certo con i tempi che corrono, le finanze familiari migliorerebbero. Insomma la scelta di convenienza che fino a fine ‘800 era imposta dalla famiglia, adesso verrà risolta dalla pillola dell’amore. Da non confondersi con il viagra, la pillola del sesso. (La quale si dice non produca erezione in assenza di desiderio, benché chi la prende, la prenda proprio per farsi venir la voglia… In effetti causando un aumento del sangue, migliora l’erezione. A questo punto ci sarebbe da discutere su cosa realmente provoca il desiderio e come si manifesta, ma questa è un’altra storia).

Questa pillola dell’amore sarebbe a base di ossitocina, un ormone che produce nel cervello un sentimento di soddisfazione, contentezza e fiducia, simile a quello delle madri per i figli. Anzi, bombolette spray di fiducia liquida sembra siano già in commercio e si pensa che potrebbero essere usate anche dai consulenti familiari per le coppie in crisi.

Normalmente ci si innamora perché si è attratti dall’odore del feromone, una sostanza chimica che si produce quando si suda. Il feromone fa aumentare il livello di ossitocina nell’altra persona. Siccome sembra che ciò avvenga sempre più di rado, anche a causa dei calcoli d’interesse di cui sopra, e non potendo peraltro incontrarsi e spruzzarsi a vicenda fiducia liquida, la pillola indubbiamente sarebbe più discreta. Mi viene però il dubbio che se uno la prendesse e l’altro no, succederebbe un bel guaio: chissà dove porterebbe un amore artificiale non corrisposto… Forse bisognerebbe giungere a stipulare un contratto ad hoc. Almeno una volta quando una decideva di somministrare un filtro magico, era innamorata e poi l’amore sbocciava anche nell’altro. Con un po’ di fortuna.

Ma la pillola dell’amore, se funziona così, salterà a piè pari anche la fase dell’innamoramento, reputato troppo stressante. L’innamoramento non è fiducia, tranquillità, sicurezza, è timore, tremore, emozione, gelosia… (e chimicamente sono altri gli ormoni interessati).

Scriveva Saffo: "A me beato sembra come un dio l’uomo che siede a te dinanzi, ed ode da vicino le tue dolci parole ed il tuo dolce riso amoroso. E subito nel petto sbigottisce il mio cuore: se io ti vedo solo un istante, subito la mia voce si spegne. Mi si spezza la lingua, ed una fiamma sottile mi trascorre per le membra, ed io non vedo nulla più con gli occhi; romban gli orecchi. Freddo sudore m’inonda, ed un tremore tutta mi prende, e più verde dell’erba io sono, e non mi sembra esser lontana dalla mia morte. Ma sopportare tutto si può…"

Per non sentire, ci siamo condannati a non sentire più nulla. Dopo aver distrutto il clima, distruggiamo noi stessi. L’uomo può darsi non sparirà. Si riprodurrà sotto altre forme. Chissà cosa diventeremo. Forse ci vuole proprio la meteorite tanto temuta per distruggere tutto e salvare l’umanità. Ricominciare da Adamo ed Eva…