SPETTACOLO & LETTERATURA/Quiz, cucina e canzoni

di Erica Vagliengo

Ha qualcosa dell’irlandese Jonathan Rhys-Meyers, l’allenatore di "Sognando Beckam" e partner di Scarlett Johansson in "Match Point" di Woody Allen. Non è ancora famoso come lui, ma ci sta lavorando. E bene. Matteo Pelli, volto storico della Tv svizzera dove conduce quiz, programmi di cucina e la finale di Miss Svizzera, a trent’anni si è regalato anche un romanzo. Il suo primo, nato tre anni fa ed inviato a Mina, "alla gentile signora Mazzini", che si è addirittura scomodata a scrivere la prefazione. L’abbiamo contattato per saperne di più…

Com’è che un giorno si alzi, scrive un libro e le passa per la testa di inviarlo proprio a Mina?

«Lei è una donna attenta, meravigliosa e cordiale. Volevo il parere di una donna che stimo in tutto e per tutto».

Come è arrivato al suo indirizzo? Dubito sia presente sulla guida telefonica…

«Conosco molto bene sua figlia Benedetta che è una cara amica. Sapendo dove abita il calcolo è subito fatto…»

So che ha mandato il suo manoscritto a due case editrici italiane. Poi, in assenza di risposta, ha optato per Casagrande, editore svizzero. In quanto tempo le ha risposto e poi pubblicato?

«In pochissimo tempo. Sono stati decisamente veloci nel comunicarmi la loro scelta e poi ci siamo presi il tempo per fare con calma tutto il resto, arrivando così ad un prodotto che soddisfacesse tutti».

Ma passiamo agli ingredienti del suo romanzo: ci racconti chi è Johnny Pio e che fa nella vita.

«Si sorride e si riflette, è un romanzo corto ma scorrevole, non è impegnativo ma nemmeno scontato (spero). Johnny è uno dei tanti ma con qualche fortuna in più. La fortuna però non è eterna e le giornate ad ascoltare De André o la musica rap in cucina durano solo per metà romanzo. Il resto della vita di Johnny è un concatenarsi di eventi e situazioni».

La passione di Johnny per la cucina e la tua trasmissione: quanto c’è di vero?

«Adoro cucinare, mi piace dedicarmi agli ospiti e sperimentare. In tv imparo quello che poi uso sulle mie "cavie" anche se credo che Johnny in cucina sia più bravo di Matteo. Inoltre i programmi di cucina li ho abbandonati qualche anno fa per problemi di tempo e programmazione televisiva».

Ho visto su youtube una puntata di "Attenti a quei due", dove un certo Eros descriveva lo studio: come funziona il programma?

«Venti minuti e due concorrenti che giocano insieme per un montepremi di 30.000 euro. I due protagonisti non si sono mai visti prima e devono però cercare di instaurare un feeling. Così capita che nascano dinamiche molto belle e casuali. L’obbiettivo finale è quello di scoprire un personaggio misterioso».

Fa televisione da diversi anni: come ci è arrivato?

«Per caso, per gioco. Perché spesso sono le casualità a segnare una strada. Avevo 19 anni e pensavo ad un’esperienza sporadica in tv, ora ne ho trenta e sono ancora qui».

Girovagando su internet ho trovato su www.gaywave.it: "Matteo Pelli in Svizzera è una vera star. A ben guardare Matteo è un bellissimo ragazzo. Sorridente, piacevole e sempre garbato. Di lui non si sa molto, soprattutto della sua vita privata. Questo per due motivi: innanzitutto perché non si vedono mai donne al suo fianco; e poi perché in Svizzera non esiste quel divismo eccessivo che accompagna i divi della nostra tv". Com’è possibile?

«E’ possibile, ma non so se sia proprio così, io lo spero. Comunque che non si vedano donne al mio fianco non so quanto sia vero. Francesca, la mia ragazza, mi segue quando può ed entrambi crediamo che sia giusto dividere pubblico da privato. Inoltre se fai tv sei un fortunato, se te la tiri sei solo un fortunato che però non l’ha capito…»

Passiamo alla musica. Nel cd con Maxi-B, qualche tempo fa, cantava "la Rai per carità": ti chiamasse ora, mamma Rai, cosa risponderebbe? Lo sa che è troppo giovane per lavorare in Italia, come presentatore di quiz, concorsi di miss, speciali storici sulla tv e robe simili?

«Quel pezzo, in realtà, l’ho cantava il rapper Maxi-.B. Io non posso escludere nulla nel mio futuro, pur avendo una posizione molto bella nel mio paese che amo. Non nascondo di aver ricevuto qualche "attenzione estera" quindi non scarto nessuna opzione per il momento, pur sapendo che lasciare quello che ho costruito con cura semplicità e buona sorte in questi anni, sarebbe difficile. Sulla giovane età non sono così convinto che a trent’anni si sia troppo giovani per condurre i programmi importanti».

Senta, mi tolga una curiosità: se alla tv svizzera non esistono telepromozioni né televendite, e c’è pure poca pubblicità come vi finanziate?

«Con il canone ed altre cose tra cui le pubblicità ma non durante i programmi».

E ci sono anche da voi i reality, le "soubrette" scollacciate, gli opinionisti della rava e della fava, i politici onnipresenti, l’arena di Giletti, il Sanremo di Pippo Baudo, gli amici della De Filippi, uomini e donne della De Filippi, c’è posta per te (sempre della De Filippi) etc…?

«No, ci sono altri programmi e altri mezzi. Non butterei via però la tv italiana generalizzando. Secondo me ci lavorano dei professionisti straordinari e maestri del piccolo schermo. Basta saper scegliere».