Libera

Mandiamoli a lavorare

di Elisabetta de Dominis

Tutti gli esponenti del potere temporale e secolare italiano hanno chiuso l’anno guardando la crisi dall’alto in basso, come roba del popolo, e azzardando qualche ricetta. A nessuno è passato per la testa d’aver contribuito a diffonderla. Pensano si possa curare, ma non pensano di fare la propria parte per debellarla. Quasi fosse un morbo strano che colpisce solo quelli che non detengono il potere.

Vediamo. Per il presidente Napolitano "serve più equità sociale e di reddito. Dalla crisi può uscire un paese più giusto". Sono d’accordo. Ma lui personalmente è disposto a rinunciare a qualche privilegio, che gli paghiamo noi, tanto per dare il buon esempio? Per il Papa "bisogna riscoprire sobrietà e solidarietà". Ma è disposto a spendere un po’ meno per le sue toilette, non dico a svendere i candelabri d’oro, e versarne il risparmio in beneficenza? Per Gasparri, presidente del gruppo del Pdl al Senato, "la crisi economica si affronta con la fiducia e l’ottimismo proprio come sta facendo il governo". Infatti il ministro della Difesa La Russa è ai Tropici, come ha denunciato il ministro Maroni lamentandosi che non è al lavoro per affrontare l’emergenza degli sbarchi degli extra-comunitari. Deve "dedicare qualche giorno alla famiglia". Le feste natalizie non si celebrano più stando raccolti a conversare tra le mura domestiche, ma allineati come sardine sotto il sole o muti come pesci nuotando sott’acqua.

Invece il ministro degli Esteri Frattini è talmente ottimista non solo sulla crisi economica, ma pure su quella bellica tanto da farsi intervistare nel suo chalet di montagna in tenuta da sci, anziché andare a Parigi al vertice Ue. "Non si dovevano prendere decisioni né approvare risoluzioni. Sfortunatamente non ho il dono dell’ubiquità: quello che mi interessa è la sostanza".

Ah, questo l’avevamo capito. La sostanza di avere, per quanto possibile, le sostanze di Berlusconi: case, viaggi, vacanze. Sfortunatamente non ha il suo aereo personale, perciò è stato costretto a rimanere sulla neve. E’ recidivo: quando ci fu la guerra in Georgia, rimase ad abbronzarsi alle Maldive.

Insomma, le meritate vacanze. Questi politici non hanno capito che hanno l’onore ma anche l’onere di essere al servizio del Paese 24 ore su 24. Si sentono speciali e si comportano da tali, ma non vogliono servire il Paese in modo speciale. Si comportano da impiegati della politica, perché questo erano, solo che hanno avuto la fortuna di essere assunti da Berlusconi.

"Basta cafoni arricchiti", come ha detto il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, di "chi gestisce il potere in termini di promozione personale, lontano dai modi di vita dei cittadini normali… Basta con viaggi di piacere a spese delle istituzioni. Appiedare chi circola nelle auto con lampeggiante… gente che non rappresenta neppure se stessa".

Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, ha tuonato che aveva degli assessori "sfrantummati" (incapaci, smidollati). Ma lei è meglio? Cosa faceva invece di vigilare? E’ candida perché se n’è stata all’oscuro di tutto? Comodo.

Gente simile non è capace di fare il proprio mestiere. Se fossero dei medici, sarebbero responsabili della vita delle persone e verrebbero processati e radiati. E questi politici non sono pure responsabili della sopravvivenza dignitosa degli italiani, del loro sostentamento economico? E’ vita anche questa. Si uccide in tanti modi.

Cominciamo a guardare al governo come ad un ospedale, dove ci si aspetta dei medici efficienti, e vedrete che la cura ai politici la troviamo noi ammorbati. Quando saranno in grado di dare il buon esempio, guariremo tutti dalla crisi. La commessa del supermercato che ha trovato 160 mila euro e si è precipitata a consegnarli ai carabinieri dovrebbe governarci. Purtroppo il gesto di una semplice commessa non viene preso come buon esempio. Buono è diventato sinonimo di conveniente. I vari Frattini si comportano in termini di convenienza ma non sono convenienti per noi. Né siamo capaci di mandarli a casa. Ha ragione Giovanni Sartori quando scrive sul Corriere della Sera che "dobbiamo tornare a capire come nasce il denaro, cosa fa ricchezza. I soldi non piovono dal cielo come la manna". Perché li fanno gli uomini che lavorano, non quelli che si atteggiano a dei.