SPECIALE/EVENTI/Una casa per quella memoria

di Mary Giuffré

Un sacrificio collettivo e silenzioso che ha portato al successo sociale degli italo americani. Con questo spirito è stata inaugurata una settimana fa la mostra "Ellis Island: Italiani d’America" alla Casa della memoria di Roma, dedicata appunto a tutti gli emigranti che con la loro valigia di cartone, sono giunti ad Ellis Island con nel cuore il grande sogno americano e tanta speranza, la stessa che in questi giorni di crisi economica continua a supportare questa grande comunità.

La mostra articolata in tre sezioni: partire, arrivare e vivere in America, rimarrà esposta alla Casa della memoria, nel cuore di Trastevere, fino al 28 febbraio 2009.

Un percorso ideato dal Generale Nino Di Paolo che illustra il cammino degli emigranti. Dall’arrivo ad Ellis Island, in quegli edifici rosso mattone, in quel piccolo lembo di terra vicino Manhattan, fino all’umiliazioni subite dai nostri compaesani, dalle ispezioni per verificare possibili malattie o menomazioni fino alla registrazione e ammissione negli Stati Uniti. La perdita dei bagagli rappresentava un dramma molto comune, perché ogni giorno venivano ispezionate migliaia di persone ed era molto difficile riconoscere i propri effetti personali. Le formalità ad Ellis Island consistevano, in una visita medica, la disinfestazione e la compilazione della inspection card che conteneva tutte le informazioni sull’emigrante.

Cosa ha spinto Nino Di Paolo ad allestire questo spazio? I suoi antenati emigranti.

"Un giorno, molti anni fa – dice Nino Di Paolo – trovandomi a New York, visitai casualmente il Museo di Ellis Island, e ritrovai le tracce di lontani parenti fra i seicentomila nomi incisi sui pannelli di metallo posti sul muro circolare che affaccia sulla Statua della Libertà. Rimasi profondamente turbato – continua e da quel giorno iniziai a scavare fra le atmosfere evocative di quelle storie lontane".

All’interno della mostra si possono ammirare numerose foto d’epoca che raffigurano i volti disperati e speranzosi di quella gente, appena approdata ad Ellis Island. Le valigie e i documenti d’identità di alcuni emigranti, ma anche i test psicologici, in legno, che adulti e bambini dovevano fare per evidenziare le loro capacità intellettive, ma spesso il problema maggiore era la non comprensione della lingua.

"Nel momento in cui molti continuano a vagare di Paese in Paese – precisa Di Paolo – potrebbe sembrare futile voler evocare, ancora una volta, queste storie di immagini vecchie ed ingiallite, ma io credo, invece, che il tema sia molto attuale, poiché c’è ancora una Ellis Island intorno a noi e che appartiene a tutti coloro che per varie ragioni non scelgono, ma sono costretti a dover abbandonare i luoghi in cui sono cresciuti".

La mostra è stata inaugurata con la lettura di alcuni brani sull’emigrazione, interpretati dagli attori Michele Placido e Giorgio Albertazzi.

Il programma che rende omaggio agli emigranti italiani in America, non si ferma alla semplice esposizione di materiale fotografico, ma continua con una serie di eventi collaterali. Dall’8 al 10 gennaio inizierà la rassegna cinematografica "Cinema, storia e…Il sogno dell’emigrante", dove saranno proiettate una serie di pellicola a tema, tra queste: "Nuovomondo" di Emanuele Crialese, "Lamerica" di Gianni Amelio, il documentario "Emigranti" di Roberto Olla, "Partire, ritornare – in viaggio con Tahar Bel Jelloun" di Francesco Conversano e Nene Grignaffini ed infine "Occhi sgranati" di Italo Moscati.

Mentre il 19 gennaio sarà dedicato al convegno "Migrazioni di ieri e di oggi". Una giornata di confronto sull’emigrazione italiana nel Mondo e sulla trasformazione del nostro Paese da luogo di emigrazioni in terra di approdi

Le varie iniziative si concluderanno il 26 febbraio con una serata musicale che ha come protagonisti Giovanna Marini e Mariano De Simone. I due artisti ripercorreranno in musica le vicende degli emigranti.

E’ una mostra che fa riflettere, soprattutto, gli italiani rimasti in patria. Tra musica ed immagini, la gente si commuove. Gli emigranti che passavano per Ellis erano quelli che viaggiavano in terza classe, al di sotto della linea di galleggiamento, in grandi dormitori, gli stessi raffigurati in alcune foto esposte. Nello spazio alla Casa della memoria, incontriamo, una coppia di professori italiani che osservano il materiale con particolare attenzione.

"Sono commossa – dice Brunella De Angelis - sembra di vedere dei nomadi, è incredibile quello che questa gente ha passato. I giovani d’oggi non hanno idea dei sacrifici fatti dai loro antenati emigranti. Io e mio marito insegniamo in una scuola media e conosciamo bene i ragazzi di questa generazione. E’ un problema che non li tocca e anche verso gli stranieri in Italia, non mostrano sentimenti. In famiglia abbiamo degli emigranti, mio fratello ha lavorato per una società petrolifera, in Pennsylvania, per diversi anni e proprio per questo siamo molto sensibili al fenomeno dell’emigrazione".