Libera

Il regalo più bello

di Elisabetta de Dominis

Il regalo più bello – in senso spirituale - che ho ricevuto a Natale, e che voglio condividere con voi, è un libricino blu con le pagine azzurre dal titolo: ‘Centaura’. Quando ho aperto il pacchetto postale, mi è venuto un tuffo al cuore leggendo il titolo e ho pensato: ma centaura sono io… Non quale motociclista, che non lo sono, ma nel senso che sono nata sotto il segno del sagittario e mi sono sempre sentita una cavalcatrice del cielo. Perché il segno astrologico del centauro tende alle stelle: un essere metà uomo e metà cavallo che lancia una freccia verso il cielo. Mira ad elevarsi dalla condizione terrena verso una meta superiore.

Ma ‘Centaura’ per Marcello Veneziani (politologo, giornalista, scrittore) che l’ha scritto è solo per gli amici. Difatti l’ha fatto stampare in 1000 esemplari numerati e dedicati di suo pugno. Nella prefazione c’è scritto: "Metà poesia metà filosofia. Cento raggi attorno a un’aura. Per raggiungere la vita e combaciarla al destino". Quindi cent-aura, che non c’entra niente con una centaura. Invece sì, frecce e raggi sono arnesi simili in cielo. E di cose del cielo parla questo libretto, una frase per pagina ma che racchiude molto più pensiero di una pagina stracolma di parole. Ora vi trascriverò le frasi che mi hanno colpito di più. Ci serviranno per entrare bene nel nuovo anno. Auguri!

"Avere diminutivo di Essere. Fare, abbreviativo di Conoscere. – Si muore sempre a qualcuno. Chi muore a nessuno, muore di meno. La sua morte fu scontata già in vita. – La vita di cui circola voce da tempo è destituita di ogni fondamento. Priva di senso, fu inventata di sana pianta. In commercio solo copie contraffatte. – La felicità è attesa o ricordo, sogno o amnesia. Se è presente non è cosciente, se è cosciente non è presente. La felicità ha gli occhi chiusi. – Libertà, ebbrezza delle possibilità, vertigine delle passività. La libertà è lo spazio grandioso tra l’origine e il destino. – L’uomo ha un destino. L’eroe fa un destino. Il dio è un destino. All’apice, eclissi di vita nel fato. – Il sogno supremo del poeta è curare il commercio tra il tempo e l’eternità: eternizzare l’attimo, attualizzare l’eterno. Esporta la terra in cielo, importa il cielo in terra. – Si scrive per rammentare o per dimenticare, comunque per liberarsi dal peso della memoria offrendo sacrifici agli dei e doni agli umani per godere la riconoscenza di entrambi. – Scrivere è rifare la vita a ritroso. Poetare è fare il verso alla vita. Ogni testo è un appello d’amore, invoca di non dimenticarci. – Viviamo volando di errore in errore. Uno sbaglio corregge l’altro, ma non lo estingue. E’ il solo equilibrio per farfalle erranti ma non evita il cumulo degli errori. - Partire per conoscere. Partire per tornare, Partire perché inquietum est cor nostrum. Partire perché non hai da patire alcun commiato. Ogni partenza tradisce una carenza. – La miglior vita è quella che ci sfuggì di mano, quella di cui non ci restò nulla, quella che ci saziava solo vivendo. – L’attivismo è figlio dell’inerzia spirituale. Quanta pigrizia d’essere dietro ogni frenesia d’agire. – La filosofia indaga il prima e il dopo. La poesia esala durante. Sfinite, si danno appuntamento dove il mai volge al sempre. – Emigranti di prua, dall’onda emerge il filo verso la terra promessa. Emigranti di poppa, la scia sommerge il cordone con la terra lasciata. - Allontanarsi è il solo modo d’abitare il cuore inviolato dei luoghi che altrimenti vedremmo morire intorno a noi. – Perfetto è il cerchio della vita quando il volere tramonta nell’essere e l’approdo raggiunge l’origine. – La musica è il respiro armonioso del cosmo che discende dalle sfere celesti. Inonda la terra di maree immateriali e gli dei invisibili si fanno sonori".

E poi l’ultima, sul retro di copertina: "Passerò solitario e non vi accorgerete di nulla perché nulla in fondo è accaduto. Solo un’ombra di vita che si fece scrittura".