EVENTI/MOSTRE/L’arte apre la porta di casa

di Olivia Fincato

E' durata solo cinque giorni, dal 12 al 16 dicembre. E già si prepara ad attraversare l’oceano. Cinque magici giorni, di più sarebbe stato difficile, il padrone di casa, probabilmente, si sarebbe lamentato.

The Influence of Fish Tails on the Breaking Waves, curata dall’Italiana Irina Zucca Alessandrelli, ha portato i visitatori tra le mura di uno spazio intimo, domestico, luogo insolito, ma profondamente evocativo, per scoprire il lavoro di nove artisti contemporanei, provenienti da tutto il mondo. E tra questi, anche l’italiano Andrea Galvani, con "La morte di un’immagine, 2008", lavoro che si staglia contro il muro della stanza d’ingresso.«Ho scattato questa immagine nel deserto libico, affascinato da come i copertoni abbandonati segnano il passaggio e il pericolo nell’immensità del paesaggio» ci rivela l’artista di fronte a quell’immagine nuova, estremamente potente. Una schiera geometrica di ruote, in bilico tra assenza e presenza, nel tentativo di ordinare l’infinito e pronte per essere sconvolte, nuovamente, dalla prossima tempesta di sabbia.

E, passando dall’ingresso alla camera da letto, tutti i lavori esposti colpiscono, trascinandoci intimamente nel vivido immaginario degli artisti. Catturati da questa insolita e riuscitissima mostra, abbiamo incontrato la curatrice Irina Zucca Alessandrelli durante la gremita inaugurazione dello scorso venerdì 12 dicembre.

 

Parlaci del titolo della mostra The Influence of Fish Tales on the Breaking Waves, preso dalla novella di Jules Verne, "The Green Ray" (1882). Cosa ti ha colpito di questa novella? E perchè ha deciso di chiamare così questo progetto?

«Il titolo è tratto da una frase pronunciata da uno dei tre protagonisti del romanzo di Verne: un artista e un geologo, innamorati della stessa donna, partono per un viaggio avventuroso alla ricerca di questo mitico fenomeno atmosferico rarissimo da vedere, il raggio verde appunto. Il romanzo termina con la storia d’amore tra la donna e l’artista a scapito del geologo, che aveva cercato di spiegare il raggio verde con termini puramente scientifici, rovinando tutto l’aspetto poetico di questo fenomeno e non considerando la sua aura misteriosa e leggendaria. L’artista, con tono di scherno, invita il geologo ad andare a studiare l’influenza delle code di pesce sulla rottura delle onde, come dire che le spiegazioni puramente scientifiche degli eventi sono aride e non arricchiscono di emozioni la propria vita. Questo progetto di mostra, si schiera dalla parte dell’artista e delle emozioni a scapito del calcolo».

Questa mostra dici sia quasi un avvertimento di fronte l’apatia che esiste nell’arte contemporanea, in che senso?

«Con questa mostra, volevo dar valore alla componente di meraviglia e alla capacità di suscitare associazioni e riflessioni dell’arte contemporanea. Mi capita troppo spesso di andare a mostre che non mi lasciano niente, organizzate con il solo scopo di vendere o di ostentare grandi nomi, con lavori che non hanno niente da dire e non fanno pensare, ma lasciano tutta la superficialità dell’operazione commerciale. E allora mi sento di aver buttato via il mio tempo. Lo scopo di questa mostra, invece, era quello di catturare l’attenzione dello spettatore, sorprendendolo».

Con che criterio hai coinvolto gli artisti? Puoi darci una breve loro descrizione?

«Ho scelto tutte opere con un potere. Quello di colpire e di incantare allo stesso tempo, con mezzi diversi».

Come desideri coinvolgere lo spettatore nello show? Soprattutto in questo luogo non convenzionale, portandolo dentro una vera e propria casa (loft) di Williamsburg ?

«Lo spazio suddiviso in tre piani aiuta lo spettatore a gustare la mostra un poco alla volta e a incuriosirlo, opera dopo opera, e si svela in un’atmosfera magica, in una specie di caccia al tesoro. Lo spettatore deve infatti attraversare la stanza d’ingresso e salire sulla scala a chiocciola per trovarsi al secondo piano, dove scopre due opere nell’armadio e nella stanza da bagno. Poi deve salire ancora di un piano per andare nella camera da letto dove lo accoglie un nuovo scenario da esplorare, ancora più intimo e unico Fotografie appese sul letto come nella stanza di un adolescente e una stampa di Mark Dion di fronte alle finestre che si affacciano sul tetto. Una piramide da scalare, diversa in ogni suo gradino, densa e toccante».

The Influence of Fish Tales on the Breaking Waves è un progetto itinerante? Quali le prossime tappe ?

«Questa mostra ha creato una bellissima energia tra gli artisti e le opere e voglio che vada avanti ad emozionare altri luoghi con la forza che si è creata tra di noi. Andrà tra circa un anno in 3 diversi musei finlendesi, prima però,spero che riesca a fare altri viaggi. Fatevi avanti Musei!».

 

 

Irina Zucca Alessandrelli vive e lavora a New York dal 2005. Inizialmente assistente curatore per lo spazio no profit Art in General lavora in seguito per quasi un anno al P.S.1 /MoMA come assistente del capo curatore Klaus Biesenabch. Vince la borsa Fulbright e comincia il Master in Curatorial Studies alla Columbia. Nell’estate del 2007 lavora come assistente ricercatrice del Curatore di Arte Moderna per il Philadelphia Museum of Art. Nel maggio scorso termina il Master alla Columbia con il progetto The Influence of Fish Tails on the Breaking Waves come tesi.

www.theinfluenceoffishtailsonthebreakingwaves.com