MUSICA CLASSICA/Magìe barocche con Vivaldi e Bach

di F.B.

Barocco magico, leggero e luminoso, grazie agli incantevoli violinisti Viktoria Mullova, Giuliano Carmignola e Anne-Sophie Mutter (nella foto) a mediare (e meditare per\con noi) Vivaldi e J.S. Bach. La Mullova e Carmignola, accompagnati dalla Venice Baroque Orchestra (in gennaio alla Carnegie Hall) per la Archiv Produktion (della Deutsche Grammophon, gruppo Universal Classics) interpretano con passione e trasporto «Vivaldi - Concertos for Two Violins», sei poetici e coloratissimi poemi del Prete Rosso; la Mutter invece, per la stessa Deutsche, si fa deliziosa interprete, in «Bach-Gubaidulina», di due concerti per violino di J.S. Bach (con i Trondheim Soloists) e di “In tempus praesens” di Sofia Gubaidulina (nata nel 1931), in compagnia della London Symphony diretta da Valery Gergiev.

Giovane e spigliata virtuosa, la Mullova si trova veramente a suo agio insieme con il compassato e più “maturo” Carmignola. La simbiosi artistica dei due ci passa un Vivaldi divino per accenti e fraseggio. Non di meno si può dire del Bach della Mutter (qui davvero al suo meglio), e della Gubaidulina (il poema, dedicato alla stessa violinista, è inciso in prima mondiale).
Barocco e oltre, quindi; anche con un altro album, questa volta del pianista Rafal Blechacz che, in «Haydn, Mozart, Beethoven Sonatas» (pure della Deutsche) mostra versatilità e padronanza di diversi stili ed epoche.

Qualche parola in più per il Vivaldi di Mullova-Carmignola, non certo per campanilismo, quanto per sottolineare ancor una volta quanta ricchezza e quanta passione ci siano nelle pagine del Nostro. Fu uno dei violinisti più virtuosi del suo tempo, sicuramente il più ammirato, e uno dei più grandi compositori di musica barocca. Considerato unanimemente il più importante, influente e originale compositore della penisola italiana della sua epoca - come recitano le enciclopedie -, Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto (ne compose a centinaia), soprattutto solistico, genere iniziato da Giuseppe Torelli, e della tecnica del violino e dell'orchestrazione.
Non trascurò inoltre l'opera lirica (decine e decine di composizioni).

Vastissima la sua opera compositiva che comprende inoltre numerosi concerti, sonate e brani di musica sacra. Le sue opere influenzarono numerosi compositori del suo tempo, soprattutto tedeschi, tra cui lo stesso Bach. Come avvenne per molti compositori del Barocco, dopo la sua morte il suo nome e la sua musica caddero nel dimenticatoio. Fu grazie alla ricerca di alcuni musicologi del XX secolo, come Arnold Schering, Marc Pincherle, Alberto Gentili e Alfredo Casella, che egli uscì dall’oblio. Il suo capolavoro in assoluto? “Le quattro stagioni”.