LIBRI/ Montalbano Amleto

di Franco Borrelli

Un po' Amleto un po' Maigret in salsa sicula, Montalbano comincia a sentire il peso degli anni e, più che all'immediatezza dell'intuito e all'impulso dei sensi, dà spazio ora alla ragione e ai dubbi che essa genera. Un commissario, quindi, assai più di prima piegato su di sé, alla ricerca dei perché delle sue emozioni e sensazioni, ma padrone sempre delle giuste capacità intuitive nel risolvere casi che, per intrichi e intrighi internazionali, sembrano difficili a... districarsi. «L'età del dubbio», la più recente puntata della popolare saga di Andrea Camilleri (accanto al titolo), comunque, a scanso d'equivoci, è segno di maturità e di intelligenza, oltre che di umanità e di... adolescenziali fantasie. Il cerchio esistenziale comincia a chiudersi e gli estremi cominciano infatti a congiungersi.

Qui, in particolare, Montalbano si trova nel bel mezzo del traffico internazionale di diamanti, un gioco che all'apparenza sembra troppo grande per lui, ma in cui finisce col trovarsi poi perfettamente a suo agio, come un giocatore provetto di scacchi che conosce le sue mosse e prepara per gli altri la trappola giusta ad incastrarli. E, infatti, non manca nemmeno stavolta di raggiungere il suo scopo di giustizia, malgrado si trovi ad operare in un mondo di connivenze e di violenze inaudite, tra conflitti di potere (anche all'interno della questura in cui agisce) e di competenze, e quindi a dover necessariamente mettere in luce gelosie e invidie, cercando tra esse un equilibrio non sempre facile a trovarsi.

Il suo è personaggio umanissimo e, per questo, anche debole. Resta sempre un po' dubbia la sua relazione con Livia, donna sempre presente nella sua quotidianità ma fisicamente e illogicamente lontana (a parte qualche alterco telefonico); cosa che lascia così spazio a "intruse" che sconvolgono la mente e il cuore di un Montalbano vicino alla sessantina, e che lo riducono assai spesso a comportarsi come un teenager che spera, s'illude, s'infiamma e che resta poi, purtroppo, tragicamente deluso non solo dalla piega del nuovo innamoramento, ma dal modo in cui "l'altra" esce fuori dalla sua vita. Un bacio quasi casto è tutto quel che egli riesce ad avere da questa sua ennesima storia di cuore.

Non gli manca la voglia del buon vino e del cibo genuino a tavola, soprattutto pesce appena uscito dal mare; non gli fa difetto la logica, e nemmeno del suo buon senso può lamentarsi; anzi. Tutte qualità, queste, grazie alle quali pian piano sdipana l'aggrovigliata matassa che s'è trovato tra le dita, e che lo portano a scoprire i mandanti degli omicidi e le ragioni che stanno dietro a tante efferatezze. Un gioco internazionale in piena regola è questo di Montalbano, quasi alla James Bond, ma in versione meno "cinematografica" e più sapientemente paesana. Con la Sicilia di sempre a far da sfondo alle sue indagini ed avventure, a dar sale agli imprevisti che paiono intralciarne il cammino, e con una lingua che Camilleri sa rendere avvincente e coinvolgente, magico intreccio com'è d'italiano e di siciliano, di cultura - con la "C" che dovrebbe essere maiuscola - e di tradizioni da piccola provincia isolana, non a combattersi ma a completarsi a vicenda.

Lettura piacevole ed eccitante, quindi, quella che ne scaturisce, con la verità che finisce col prevalere, e quel senso di giustizia che resta qui piuttosto amaro per via della morte di un personaggio determinante divenuto caro al commissario. Si tratta, ovviamente, di un giallo, e non si possono dare perciò troppi particolari su come la vicenda vada a finire; quel che resta, è la soddisfazione di conoscere un po' di più questo Montalbano avanti ormai negli anni, ma pur sempre capace di cavarsela nel migliore dei modi (e gli si perdonano così, sorridendo bonariamente, anche quelle sue improvvise e imprevedibili fiammate adolescenziali).

«L'età del dubbio»,

di Andrea Camilleri,

pp. 267, Sellerio Editore,

Palermo, 2008, Euro 13,00