ARTE/MARIA PIA TAVERNA ALL’AGORA GALLERY DI CHELSEA/ Simboli femminili tra intimo e sociale

di Filomena Troiano

Ancora una volta New York City apre le porte all'arte italiana rappresentata da una categoria sempre più folta e interessante di tecnici abili e geni notevoli. Gente di carattere che non teme il palcoscenico complesso della Gande Mela, dove la concorrenza la fa da padrona, ma anzi vi aspira e lo sfida e quasi sempre lo cavalca con conferme positive e forti acclamazioni. Questa settimana è la volta di Maria Pia
Taverna, artista di Torino che espone le sue opere all'Agora Gallery, diretta da Angela Di Bello, 530 West 25th St. a Chelsea fino al 2 gennaio, con una mostra collettiva dal titolo "The Odissey Within".

Cresciuta nei laboratori di artisti significativi, tra i quali spicca la figura del maestro Luigi Achille Boccardi, Maria Pia si distingue tra i pittori emergenti di Torino ed è annoverata tra i più abili esperti della cosiddetta arte immaginativa figurata, tecnica innovativa per cui l'arte della pittura si fonde con quella digitale, in cui frammenti di colori ad olio prendono forma e si amalgamano con soggetti elaborati con diversi espedienti tecnici, la forma digitale appunto. Queste due espressioni, tradizionale una, contemporanea l'altra, confluiscono in un continuo alternarsi su una doppia tavolozza. Risultato dei suoi tanti viaggi in giro per il mondo e della sua capacità di immedesimarsi con una visione senza vincoli, audace e brillante dell'arte, la tecnica pittorica di Maria Pia Taverna si ricollega a quella avviata agli inizi del XX secolo dagli Espressionisti e da una parte dei Surrealisti e quella più propriamente classica del pennello.

Le tele esposte a New York City fanno parte di una selezione accattivante di opere davvero uniche in cui i colori che si dimenano a ritmo continuo sulla tela e le atmosfere incantate costituiscono l'esplorazione evocativa della psiche umana, una fonte di meditazione sul "fine" dell'uomo. Definita dai critici metapittura proprio perché da fisica e apparente diventa oggetto di riflessione e di pensiero. I quadri della Taverna, i cui tratti sono quelli del surreale, descrivono il disagio interiore prodotto dalla società contemporanea che emargina e rende sterili, ma ad una più attenta visione, si individuano i segni che conducono a nuove prospettive, positive, liberatorie.

La peculiarità e la linea di maggiore interesse di Maria Pia però si scorge nello stile e nel linguaggio figurativo che esplora i concetti e i simboli del femminile. La donna è la protagonista principale e l'artista si dedica al suo interiore e da un punto di vista universale e da uno personale. I colori con cui rappresenta i suoi soggetti, i toni del grigio lucente e del grassetto audace sono quelli generalmente considerati appartenenti ai tratti del femmineo , l'espressione emotiva, la sessualità, la fertilità e la passione.

Inoltre la doppia tecnica del pennello e del digitale costruiscono un dialogo continuo tra il concetto dell'indole femminile nel rapporto interpersonale sociale e quello dell'esperienza personale intima.

L'opera "Il nuovo oltre" ad esempio, in esposizione all'Agora, minuziosamente descritta dal maestro Luigi Achille Boccardi, ritrae l'immagine femminea che appare solida e protesa in avanti, e in prossimità dell'uscita della caverna, bagliori potenti investono la figura. Il rosso che rappresenta l'energia del cambiamento, di avanzamento verso nuovi orizzonti. Le ultime esposizioni di Maria Pia Taverna sono state allestite in molti paesi europei tra questi la Francia con una mostra al "Carrousel du Louvre" a Parigi, una lunga serie di personali, spicca quella al Centro Studi San Carlo a Torino ad esempio e le sue tele inoltre sono state selezionate per una rassegna alla Biennale d'Arte Contemporanea di Firenze nel 2009.