MOSTRE/ARTE/ Specchi di provocazione e riflessione

di Gaia Torzini

E' tornato a New York dopo dieci anni. Le nuove opere di Michalengelo Pistoletto saranno esposte fino al 20 dicembre alla Luhring Augustine Gallery (531 west 24esima Street), dal martedì al sabato, dalle 10 a.m alle 6 p.m.

In linea con il suo stile, e in attesa della retrospettiva che si terrà al Philadelphia Museum of Art nel 2010, ancora una volta Pistoletto propone una serie di opere specchianti che simboleggiano, allo stesso tempo, il passato, il presente e il futuro. Nato a Biella nel 1933, Michelangelo Pistoletto ha alle spalle una lunga e fiorente carriera. Dopo essersi formato in famiglia (tutti dediti alla restaurazione di mobili e oggetti) e alla scuola di pubblicità di Armando Testa, Pistoletto si afferma negli Anni Sessanta con i suoi Quadri specchianti, opere che includono direttamente la presenza dello spettatore, della dimensione reale del tempo e riaprono la prospettiva, rovesciando quella rinascimentale. Sempre a metà degli Anni '60 aderisce al movimento dell'Arte Povera fondato da Germano Celant e ne diventa uno dei massimi esponenti. Con il passare del tempo l'Arte Povera, basata sull'idea di utilizzare materiali umili, si stacca sempre più da questa accezione per trasformarsi in una corrente che mira a ribaltare la prospettiva e il ruolo sociale dell'arte. «Le opere -ha scritto più volte Pistoletto- non devono riflettere un'immagine commerciale, ma devono essere piuttosto specchio dell'uomo e della sua diversità».

Pistoletto è insomma contrario ad un'arte sinonimo di omologazione e anche la sua ultima mostra, New Mirror Paintings, si conferma in linea con le sue convinzioni.

I lavori specchianti proposti, infatti, hanno come obiettivo quello di far riflettere l'uomo e le sue caratteristiche. Il sottotitolo dell'esposizione (Trans Border Trans Limit Tran Gression) segnala la provocazione delle opere specchianti, dalle quali l'uomo comune ricava un nuovo punto di vista. Gli specchi (che altro non sono che lamine di acciaio specchianti) permettono di collegare passato, presente e futuro: le immagini sopra rappresentate fotografano un istante esatto del presente destinato a diventare passato con il trascorrere degli anni. E la possibilità di specchiarsi nelle opere non fa che accrescere l'irripetibilità del momento presente.

Da notare, inoltre, che la maggioranza delle figure fotografate sulle opere specchianti ci rimandano alle strade appena fuori città che circondano i centri abitati italiani: sulle lamine di acciaio sono così riprodotte donne in abiti succinti, cartelli stradali, cantieri. Il tutto in un continuo rimando di citazioni temporali e spaziali che solo l'arte della fotografia, con la sua qualità di pittura statica, può regalare.