SCULTURA/AL CALANDRA PRESENTATO IL LIBRO DEI KOFFLER/ Per liberare la grandezza dei Piccirilli

di Michelina Zambella

Lo sapevate che i leoni antistanti la New York Public Library sulla Fifth Avenue e 42nd street sono stati scolpiti da italiani? Per non parlare di tutte le statue del Brooklyn Museum, dei Quattro Continenti a Bowling Green, della statua di Abraham Lincoln al Lincoln Memorial aWashington D.C. e via dicendo? «Dare credito ai lavori dei Fratelli Piccirilli ma anche onorarli pubblicamente», queste le nobili intenzioni del libro di Jerry e Eleanor Koffler, intitolato Freeing the Angel from the Stone. A Guide to Piccirilli Sculpture in New York City, edito dal John D. Calandra Italian American Institute, 2008.

«La mia prima pubblicazione da quando sono Preside del Calandra», ha ammesso felice il Prof. Anthony Tamburri, di fronte all'entusiasmante presentazione dei due coniugi, 71 anni lei e 81 lui, avvenuta proprio al Calandra, mercoledi 10 dicembre.

Il lavoro di ricerca dei Koffler, entrambi ex insegnati in pensione, è cominciato 45 anni fa «perchè abitiamo nel Bronx, nei pressi dello Studio Piccirilli, situato a East 142nd street vicino Brook Avenue», ha spiegato Eleanor, americana di madre siciliana. La ricerca storico-artistica sui Piccirilli fu incoraggiata, circa otto anni fa, dall'emerito storico Philip Cannistraro, allora Dean del Calandra, e da allora è proseguita fino alla recente pubblicazione da parte dell'Istituto. "Il loro lavoro celebra il legame naturale esistente tra arte e maestria artigianale...quella dei Fratelli Piccirilli che ci hanno regalato dalla loro terra nativa arte, scienza e capacità di liberare l'angelo dalla pietra". Questo è quanto la critica d'arte Adeline Adams scrisse in "A family of Sculpture", The American Magazine of Art, nel 1921 per descrivere una famiglia di scultori. Giusto dedicare quindi anni di studi sui fratelli scultori, per dare il giusto riconoscimento agli autori di opere troppo spesso non riconosciute come "by Piccirilli". Perchè, dunque, celare la grandiosità di questi fratelli scultori italiani? Come si narra nel libro dei Koffler, nel 1888 Giuseppe e Barbara Piccirilli sbarcarono nel porto di Boston assieme a quattro dei loro sette figli, Orazio, Getulio, Masaniello e una bambina, Iole, raggiungendo Ferruccio, Attilio e Furio, che mesi prima si erano trasferiti da Londra. Tutti i figli erano dotati scultori. Attilio e Furio avevano studiato alla R. Accademia di Belle Arti a Roma, Masaniello aveva studiato scultura a Massa, mentre Ferruccio, Getulio e Orazio furono educati dal padre. Attilio, fra tutti, raggiunse una fama di grande successo anche come scultore vero e proprio. Tra le tante strutture pubbliche a New York City, sono sue il Maine Monument a Central Park West, il Firemen's Memorial Monument a Riverside Drive e Youth Leading Industry al Rockefeller Center. L'arrivo della Famiglia Piccirilli, alla fine del XIX secolo, coincise con un momento storico fortuito per la storia della scultura americana e delle arti in generale, in cui si vide proliferare l'arte e l'architettura pubblica in America. Intorno al 1835, alle origini della storia della scultura americana, molti artisti si recavano in Italia per raffinare le proprie doti, realizzando negli studi modelli di argilla. La modellazione era considerata la parte creativa di un lavoro che dotti gentiluomini lasciavano realizzare dagli scultori dello studio. Erano, infatti, gli assistenti italiani a "sporcarsi le mani", a finire, se non a realizzare, l'opera. Ma mentre il nome del modellatore -ideatore veniva immortalato ai piedi della statua, quello dello scultore-realizzatore, ovvero colui che intarsiava il marmo, forgiandolo e donandogli un'immagine, quello veniva raramente ricordato. In breve, questa è la storia dei Piccirilli, fratelli scultori italiani, che hanno realizzato a New York come in tutta l'America opere pubbliche maestose, di cui continuamente ne ammiriamo la grandiosità, ignorandone però la mano creatrice. Merito enorme quello dei coniugi Koffler, che hanno voluto dare lustro ai Piccirilli, ovvero finalmente riconoscere il valore artistico dell'artigianalità italiana.