SPECIALE/EVENTI/ Natività spettacolari all’IIC

di Olivia Fincato

Per augurare Buon Natale a tutti i suoi fedeli, l'Istituto Italiano di Cultura non ha deluso.

Niente alberi addobbati e lucine colorate però. Niente cori natalizi. All'Istituto, lo scorso mercoledì, si è festeggiato qualcosa di molto più prezioso, molto più raro, rispetto alla New York che finge d'essere felice, colorandosi di rosso, solo perché è Natale.

È la Natività la protagonista della serata. La nascita di Cristo, rappresentata dalla Vergine con il Bambino, uno dei temi più diffusi e interpretati dagli artisti di tutte le epoche.

Il direttore Renato Miracco ha fatto un bel regalo: per la prima volta negli Stati Uniti i "Capolavori della Natività", 35 incisioni originali provenienti da un'unica inestimabile collezione italiana con opere da Albrecht Dürer a Giambattista Tiepolo Secc.XV-XVIII.

La mostra in visione fino al 7 gennaio 09, frutto della preziosa collaborazione del Direttore dell'Istituto con Giovanni Morello, Presidente della Fondazione per i Beni e le Attività Culturali della Chiesa e con l'Architetto Angelo Molfetta, responsabile della pregiata collezione, è stata realizzata grazie all'accurata organizzazione del Dott. Paolo Bedeschi.

A inaugurare la serata un concerto di musica classica da far venire i brividi, opera della Chamber Orchestra di New York, diretta dall'italiano Salvatore Di Vittorio con la straordinaria partecipazione della violinista Kelly Hall e della pianista Alexandra Snyder. Nella sala gremita, il suono pareva toccare il cuore del pubblico. A fiato sospeso tutti si lasciavano trasportare, grazie alla vicinanza fisica dell'orchestra, che per questioni di spazio era lì, accanto, in un tutt'uno di armonia e devozione.

La musica, magnifico collante sonoro della serata, ha condotto quindi il pubblico alla contemplazione delle opere esposte, quasi un pre-avvicinamento alla sacralità protagonista assoluta delle incisioni. Queste divise in tre sezioni "Adorazione degli Angeli", "Adorazione dei Pastori" e "Adorazione dei Magi" alternano l'opera e la follia del genio artista che, come un messaggero divino, divulga universalmente l'amore di Dio.

«Amore, arte, fede e verità sono un'unica cosa» spiega Angelo Molfetta, emozionato come se vedesse quelle opere per la prima volta, «Nell'arte sacra il messaggio è universale, l'artista si rivolge a tutti, rendendo la sua mano, segno divino».

I 35 capolavori esposti all'Istituto vanno apprezzati con calma, hanno bisogno di tempo per essere colti nella loro profonda espressione di raccoglimento e devozione.

Sono opere di estrema rarità . Si passa da scene di spiccato carattere intimo con la figura della Vergine maternamente vicina al Bambino, adagiato sul suo grembo, a scene dinamiche, con contrasti decisi e forti di grande intensità emotiva. Consigliamo a tutti questo Natale, di prendersi del tempo per godere di questo prezioso regalo.

Il regalo di una bellezza eterna, universale, che non si compra, ma si contempla.

E tra i saloni dell'Istituto si sussurra che presto le inestimabili opere potrebbero essere ospitate in altre prestigiose istituzioni newyorkesi.