MISSIONE DEL CdS ONU IN AFGHANISTAN/ Terzi: la sfida si può vincere

di Alessandra Baldini

L'Afghanistan è una battaglia che il Consiglio di Sicurezza "può e deve vincere": è questa la valutazione improntata a "prudente ottimismo" dell'ambasciatore italiano all'Onu Giulio Terzi che giovedì ha fatto rapporto in Consiglio sulla recente missione dei 15 a Kabul.

Gli ambasciatori del Consiglio, a guida italiana, sono stati in Afghanistan dal 21 al 28 novembre incontrando il presidente Hamid Karzai, numerosi ministri, rappresentanti del parlamento, di organizzazioni dei diritti umani, dell'Isaf, della Nato e della Ue a Kabul. "L'Afghanistan è in una situazione difficile di sicurezza, ma non sta attraversando una crisi di sicurezza", ha detto Terzi: "L'insurrezione è concentrata in regioni specifiche e non offre alcun modello alternativo di governo nonostante l'impressione che dà di essere onnipresente".

L'ambasciatore italiano ha osservato che, a fronte delle molteplici e difficili sfide, è importante evitare frustrazioni o peggio l'inclinazione a discussioni sterili tra Kabul e i suoi amici della comunità internazionale: "E' invece importante raddoppiare gli sforzi in uno spirito di partnership" perché "ci sono importanti segnali di progresso che invitano a un senso di prudente ottimismo per il futuro".

Terzi ha citato a questo proposito il miglioramento delle relazioni con il Pakistan che è stato sottolineato nei colloqui con Karzai e con il ministro degli esteri Dadfar Spanta, le recenti nomine di governo che hanno portato nuova energia ad esempio nella lotta alla corruzione; la significativa riduzione nell'area coltivata a oppio - 19 per cento - l'impegno a migliorare la governance sub-nazionale e la registrazione di quasi due milioni di afghani nelle liste elettorali senza che venissero segnalati incidenti significativi". Secondo Terzi questi sono "progressi su cui nel 2009 è necessario costruire".

E a questo proposito proprio in un'intervista al settimanale "Panorama", il ministro degli Esteri Franco Frattini ha annunciato che l'Italia sta lavorando a una grande conferenza regionale per stabilizzare Afghanistan e Pakistan da tenersi in giugno - presumibilmente a Trieste - a cui parteciperanno, oltre ai due interessati, i Paesi del G8, gli emergenti del G5 e, auspicabilmente, l'Egitto, grande paese moderato con un ruolo chiave in Medio Oriente e in Africa.