FOTOGRAFIA/ALE FORMENTI ALLA ELK GALLERY DI SOHO/ Da Milano “sangue, sbocco e tipe” a NY

di Enzo Miglino

La periferia milanese, che può essere triste e monotona. La passione per lo skate e la musica punk. La vita ripresa nella sua naturalezza, con i suoi eccessi e i suoi sbandamenti. C'è un po' di tutto questo in "Sangue, sbocco e tipe", mostra fotografica di Ale Formenti, giovane fotografo milanese, alla Elk Gallery di Soho.

C'è, come dice l'autore, «la realtà che vivo ogni giorno a Seregno, il mio paese, senza peli sulla lingua, le scene autentiche della quotidianità suburbana».

Quasi tutte le foto sono scattate a Seregno, molte a casa di Ale, molte ritraggono i suoi migliori amici. In "Depla" c'è Marco, che indossa uno dei suoi completi in pelle preferiti, con una maschera nera, e sta in un angolo della camera di Ale, tra i poster dei gruppi punk. "Igor" è un bimbo che andava in skate al parco,un bullo di periferia che ha cominciato presto ad avere problemi con la giustizia: un giorno Ale lo vede con una maglietta nuova, con su scritto "criminal", e gli scatta una foto. Poi c'è "Chiste", in cui un ragazzo allarga le braccia tese in avanti, come a dire "e che posso fare, se è così e così!".

Formenti nasce come fotografo-skater, trascinato dallo skateboard, la sua grande passione. «Andare in skate in Italia significa frequentare le periferie - dice Ale - perché è lì che ci sono le piste». La cultura skate, a cui si associa la musica punk, diventa per lui un modo per evadere dal grigiore della quotidianità. «Con le mie foto voglio mostrare che c'è qualcosa di diverso in periferia, non solo la criminalità e lo squallore che tutti conoscono». E l'evasione può diventare estrema, finire nella droga ad esempio, come si vede in "Crack #5". Ma a Formenti non importa, anche quello è realtà.

Jocko Weyland, curatore della mostra, racconta di aver conosciuto Ale via web, grazie alle fanzine, riviste online sullo skateboard, di cui anche lui è grande appassionato. «Nelle sue foto ho visto la subcultura skate-punk trasposta nella periferia di una metropoli italiana, un fenomeno globale immortalato in una dimensione locale europea, meraviglioso! E poi mi ha stupito quella periferia, a tratti ha un'angosica pasoliniana». Così i primi contatti, fino all'invito a Soho. «Una soddisfazione enorme - confessa Ale - anche perché non avevo mai esposto queste foto a Milano, in Italia spesso è difficilissimo emergere se fai qualcosa un po' fuori dai canoni».

Mancano tre elementi per chiudere il cerchio, proprio quelli del titolo della mostra. Il sangue è quello della violenza della periferia, che non si vede ma si percepisce, ad esempio nel grigiore di una foto del parco. Ma è anche quello di "Homoplastik", un cantante punk che a fine concerto si riga il torso con un coltello. Lo sbocco è il vomito, lo sballo totale, quello che si legge sulla faccia di Simone, preso mentre urlava mezzo nudo. Le tipe sono le ragazze, che non possono mancare. Le "Punkettes", ad esempio, sono due adolescenti vestite da punk, cioè esattamente come tutte le adolescenti punk. Formenti non ne fotografa il volto, tanto non ce n'è bisogno, il corpo dice già tutto di loro.

Jocko indica una foto, un poster in bianco e nero, come sua foto preferita. C'è una bici Bmx, una di quelle da performance freestyle di strada, appoggiata a una finestra bianca, su un pavimento a piastrelle a quadretti. «Nulla di più americano, cioè la bici, associato a qualcosa di tipicamente italiano, quella finestra e quel pavimento. È lì -dice - che sta l'essenza della mostra».

Ale Formenti , "Sangue, Sbocco e Tipe"

Elk Gallery, 33 Crosby st., New York

Hours: Wednesday-Saturday 2-7 pm, until December 20th.