OPERA/ GLI INCONTRI DI PLOTKIN ALLA ZERILLI MARIMÒ/ Marcello Giordano e la fedeltà al Met

di Gina Di Meo

Abbiamo ritrovato una nostra vecchia conoscenza... e abbiamo scoperto con piacere che non è detto che la notorietà spesso fa perdere il senso della realtà. A distanza di quasi due anni dalla lunga intervista pubblicata su Oggi7, ci imbattiamo di nuovo in Marcello Giordani. Lo ritroviamo "in borghese", alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della NYU, ad inaugurare il ciclo Adventures in Italian Opera: Fred Plotkin in conversation with leading singers and conductors. Nessuno meglio di lui, in particolar modo in questo momento, poteva essere più adatto a questo ruolo. Già due anni fa lo avevamo presentato come "il tenore del momento", in scena al Metropolitan Opera Theater con quattro ruoli e prossimo all'inaugurazione della stagione 2007/2008 con la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti. Attualmente, invece, oltre ad essere impegnato nel difficile ruolo di Faust ne La Damnation de Faust di Hector Berlioz, è reduce da un'impresa che solo pochi tenori possono compiere, quella di cantare due ruoli principali in un solo giorno. Il mese scorso, Peter Gelb, il general manager del Met gli ha chiesto di esibirsi nel ruolo di Faust in una matinée iniziata all'1pm e trasmessa dal vivo in sale cinematografiche di tutto il mondo e dopo un intervallo di poche ore, Marcello è tornato sul palco per cantare nel ruolo principale di Pinkerton in Madama Butterfly. Ribadiamo non è da tutti. Di solito per esigenze vocali i cantanti si esibiscono solo un paio di volte la settimana e non più volte lo stesso giorno, eppure Marcello, quando il critico Fred Plotkin ha sollecitato la domanda a riguardo, lui ne ha parlato con la solita umiltà che lo contraddistingue.

Del resto questa sua versatilità gli ha permesso di coprire un vasto repertorio che va dal Belcanto di Bellini e Rossini, al liricismo del repertorio operistico francese, e alle opere di Puccini e Verdi che esigono qualità vocali da lirico-spinto. E proprio non ci sta quando alcuni critici, soprattutto in Europa, lo definiscono tenor of the house. «Per me è un privilegio essere tenor of the house (tenore residente, ndr), non vuol dire che non sono né carne, né pesce. E poi non sono così avido da voler ricoprire qualsiasi ruolo a tutti i costi». Marcello non ha nascosto neanche tutta la riconoscenza che ha per il Metropolitan. «L'Italia mi ha sempre considerato poco - ha detto - qui mi hanno dato un'oppurtunità. Io adoro questo teatro, mi ha dato così tanto e ho deciso di diventare parte di esso, rinunciando a ruoli in altri teatri importanti, perché sento che devo contraccambiare la loro generosità». E chiude la serata esprimendo un desiderio, quello di poter cantare un giorno nel ruolo di Don Ottavio nel Don Giovanni di Mozart.

Il ciclo Adventures in Italian Opera: Fred Plotkin in conversation with leading singers and conductors. continuerà il prossimo 16 dicembre alle 6pm alla Casa Italiana Zerilli-Marimò con il soprano Maija Kovalevska.