ARTE-PERSONAGGI/LA MOSTRA ALL’ONU DI STEFANO LOSI/ L’imperfetta dialettica dell’esperienza
Ci sono volte in cui osservi un dipinto e vi leggi dentro della poesia. Questo in senso figurato. In "The imperfect dialectis of experience" mostra di Stefano Losi inaugurata questa settimana presso le Nazioni Unite, la poesia la si legge davvero.
Stefano Losi nasce a Como nel 1969 e fin da bambino fu circondato dalle tele ad olio di suo nonno. Dopo essersi laureato alla Bocconi collabora con diverse istituzioni internazionali e nel 2005 viene nominato dal Presidente Ciampi Cavaliere della Repubblica. Attualmente lavora presso il Segretariato delle Nazioni Unite.
Ma a questa vita diplomatica qualcosa manca. Qualcosa chiede di essere soddifatto.
E' l'animo dell'artista che difficilmente può essere messo a tacere, soprattutto se in quest'animo convivono un pittore e un poeta. Sì, perché Stefano Losi dipinge e conosce l'arte del disegno, ma i suoi dipinti sono in realtà illustrazioni per le sue poesie.
«Ho iniziato negli anni '90 e all'origine i miei disegni facevano parte di un Magazine chiamato "Violent Dances Fade" vol.I e II», ci racconta l'autore quando riusciamo a ‘rapirlo' ai numerosi ospiti ansiosi di congratularsi. «Poi il formato del Magazine si dimostrò non essere più sufficiente e allora sono venuti i quadri. C'è sicuramente l'influenza di mio nonno che ho filtrato con la mia propria sensibilità». Un'influenza classica, quella del nonno, paesaggi come tema principale che Losi ha preservato nelle line decise, nei colori caldi, nelle ombre e in un eco di antichità che risuona nelle sue figure di guerrieri vestiti solamente di lance e scudi. Ma appunto la figura umana, il corpo, la fisicità, sono i suoi soggetti primari.
«Il corpo è il perfetto complemento alle parole», spiega Losi a un pubblico attento durante la presentazione della mostra introdotta da Michael Cassandra, Vicepresidente del Circolo Culturale Italiano. E continua: «Attraverso i dipinti riesco meglio ad esprimere me stesso ma la poesia è fondamentale. È un vero bisogno fisico di scrivere che nasce da una sofferenza interiore. Il mio intento è quello di legare immagine e parola. I primi disegni raffiguravano maggiormente temi di natura sociale e/o politica. La fame nel mondo, la povertà e in particolare la sofferenza femminile nel Sud del mondo, dalla discriminazione fino alla violenza sessuale».
Le opere di Stefano Losi, infatti, sono un vero omaggio alla donna. Ricche di sensualità e sensibilità le linee dei corpi danno colore agli occhi dove le parole toccano il sensibile che è in ognuno di noi. E la sofferenza si colora di sabbia rossa e il silenzio si scrive sul bianco e nero di una litografia.
Silencio Escrito (2008)
cammino nudo
lungo la strada del Sud
come una donna
che tenta di intuire
l'origine del dolore
percossa da una violenza
che nasconde i ritmi primitivi
intrisi di istinto
in grado di segnare
lo scorrere del tempo
adesso orologi
dissolvono l'idea stessa di armonia
la osservo in lacrime
perderne il linguaggio
ma fissarne il ricordo
in silenzi scritti
Stefano Losi
Il Circolo Culturale Italiano, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura, presenta "Stefano Losi. The imperfect Dialectis of Experience", Segretariato delle Nazioni Unite (First Avenue at 46th Street), 1-12 Dicembre 2008.





