CONVEGNI/ECONOMIA/ Produttività con più meritocrazia

di Michelina Zambella

A distanza di un anno, in uno scenario economico globale completamente mutato, abbiamo rincontrato NOVA, l'Associazione Italiana Studenti MBA negli Stati Uniti, alla sua nona Conferenza intitolata "Accelerare lo sviluppo della produttività italiana: i motori chiave della crescita". Tra sabato 22 e domenica 23 novembre, tra la Columbia University e la NYU Stern School, studiosi, ex studenti e rappresentanti delle istituzioni politiche-economiche italiane si sono confrontati su innovazione tecnologica, meritocrazia, finanza e governo quali agenti propulsori della crescita italiana. Un'agenda ricca di contenuti, frutto dell'ennesima presa di coscienza del fatto che l'Italia di oggi non funziona e va cambiata. Tema secolare, dunque, in un momento storico-economico delicato in cui l'espansione a macchia d'olio della crisi dei mutui e finanziaria ha rivelato un'Italia ancora in grande difficoltà, in bilico tra pessimismo dilagante e speranze su un futuro ancora da forgiare.

«Spetta ai giovani italiani, ovvero a voi MBA - ha detto il console generale Francesco Maria Talò- cambiare il volto e il futuro dell'Italia, non più emigrante, ma mobile». La mobilità come chiave di una società aperta e moderna, dove non bastano più le 3 F (food, fashion,furniture) ma dove bisogna investire altrove.
Ad inaugurare i lavori il panel sull'innovazione tecnologica che, moderato dal Professor Massimo Colombo, si è aperto con la videoconferenza di Gabriele Galateri di Genola, Presidente di Telecom Italia, secondo cui: "Bisogna digitalizzare e modernizzare la pubblica amministrazione e il sistema bancario italiano, stimolando le iniziative imprenditoriali, sia nel pubblico che nel privato". "La realtà italiana, fatta di piccole imprese, ha bisogno di un forte supporto finanziario e politico, onde evitare le grandi acquisizioni i cui risultati tecnologici alla fin fine si rivelano scarsi" - ha spiegato Colombo, cui il Sen. Lucio Stanca ha risposto: "La crescita va supportata anche e soprattutto con riforme politiche che consentano di: ridurre i debiti; aumentare la qualità della spesa pubblica; responsabilizzare maggiormente i governi regionali e locali; incentivare in maniera meritocratica le aziende a competere; investire nella R&D, attraverso un'allocazione selettiva ed efficiente delle risorse economiche, con successiva applicazione pratica in settori chiave; cambiare la struttura industriale italiana; arrivare primi, perché la chiave del successo è la velocità, attraverso progetti di lungo e medio termine".

Di competitività ha anche parlato Paolo Timoni, Piaggio US, secondo cui bisogna rischiare e investire, tra gli altri, nel settore dell'energia e dei trasporti, così come si è fatto in passato con le telecomunicazioni. Nicola De Blasio, Eni Spa, azienda che ha sponsorizzato principalmente l'evento NOVA 2008, ha sottolineato quanto sia fondamentale la collaborazione tra i dipartimenti scientifici e tecnologici, nonchè lo sfruttamento di carburanti fossili. Stefano Aversa, Alix Partners, ha invece spiegato come l'Italia deve saper sfruttare la sua natura distrettuale come asset, e non più come limite, potenziando il Made in Italy e innovandosi. "L'innovazione tecnologica intesa come cooperazione finanziaria tra settori economici e spazi geografici mondiali, stimolando la nascita di venture capital" - precisa Aversa.
Dalla tecnologia alla meritocrazia col successivo panel moderato da Tommaso Stefani, Oxygen Spa, nonchè membro fondatore di Nova. "Il gap meritocratico italiano è da attribuire alla struttura aziendale tipicamente familiare, dove solo l'appartenenza determina le possibilità di successo e di raggiungimento del potere. In quanto membri di Nova, dovremmo evitare di cadere in questo circolo vizioso e puntare sulle responsabilità, valori ed etica individuale, sul network come meccanismo di condivisione di valori e conoscenze" - ha affermato Aversa. Ma, per quanto spiacente sia ammetterlo, un quadro triste emerge dalle parole di Roger Abravanel, autore del libro "Meritocrazia: 4 proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese più ricco e più giusto", che in videoconferenza ha così parlato: "Credo che l'Italia sia pronta a cambiare. La meritocrazia concerne la leadership. L'italia manca di leadership e questo spiega le ragioni del nostro declino. Ciò che ha fatto la fortuna degli Usa sono intelligence ed effort. In Italia non abbiamo nessuno dei due valori, manca una leadership capace di portare avanti il sistema italiano".
Cosa fare dunque? Migliorare la leadership e tener conto del potere dei consumatori, mettersi alla prova, anche rischiando e fallendo. Queste le chiavi del successo, sebbene l'Italia sembra ancora esser lontana dall'autodefinirsi meritocratica. Di fronte al condiviso pessimismo, degli speaker ma anche dei giovani italiani in sala, Marco Alverà, Eni Spa, ha suggerito quattro trucchi, che a suo dire sembrano funzionare. "Essere umili e far crescere in maniera intelligente il proprio team; essere responsabili della propria carriera, discutendo con i propri superiori le proprie ambizioni ed obiettivi; trovare un mentore, un senior che vi guidi nella carriera; lavorare con tutti e a tutti i livelli sporcandosi veramente le mani".

Se la strada da fare verso la mericrotazia è ancora lunga da percorrere, non bisogna comunque scoraggiarsi. "L'MBA rappresenta un investimento per coloro che ancora credono nella meritocrazia. La soluzione consiste nella sfida manageriale, ovvero creare veri leader, e nel governo, che dovrebbe stimolare trasparenza, con attività, di respiro internazionale, guidate dalla ricerca di risultati concreti" - ha ammesso Roberto Crapelli, Roland Berger Italia. "Il merito consiste in: creare e condividere obiettivi e progetti che vanno poi implementati; disponibilità a scommettere sulle proprie abilità e motivazioni; abbandonare l'azienda che non è adatta a sè stessi, senza temere il cambiamento e cercando meritocrazia ovunque e altrove" - ha aggiunto Gianluigi Russo, Alexander Hughes.

L'Italia tecnologicamente avanzata e meritocratica sarebbe, dunque, la sola capace di competere nel sistema Europa e mondo. Ma quali sono i punti nodali da dover sciogliere? Come poter superare quest'impasse che non consente al Bel Paese di progredire? Moderato da un acuto osservatore del settore, il giornalista di "Milano Finanza" Andrea Fiano, il panel sulla finanza ha toccato il nocciolo della questione. Come ha osservato Alessandro Pansa, Finmeccanica, l'attuale sistema finanziario presenta un grande ammontare di credito a tassi bassi, si concentra su risultati di breve periodo, mostrando un forte gap tra management e azionisti, con conflitti di interesse. Come possono dunque rimediare le banche? Fabio Cané, Intesa Sanpaolo, Paolo Pellegrini, Paulson&Co, e Carlo Calabria, Merrril Lynch, sembrano raggiungere l'unanimità su alcuni punti. Le banche hanno bisogno di essere maggiormente selettive, guardando ai bilanci; bisogna indurre le aziende ad essere maggiormente competitive; internazionalizzare il mercato del capitale; investire in progetti di lungo termine; ridurre le maturita. "Le banche devono diventare lo strumento attraverso cui estendere il credito. La superleva finanziaria è la nuova sfida, con bilanci difficili da leggere. Per cui è necessario deflazionare il sistema, forzando le banche ad avere bilanci più forti riducendo attivi rischiosi'- ha spiegato Calabria. "Essere veloci e intraprendenti senza contare sul supporto politico" ha specificato Canè, cui Paolo Pellegrini ha aggiunto: "Bisognerebbe rispettare due regole per superare l'attuale crisi: semplificare le regole,realizzando transazioni semplici, laddove rischiose, registrandole, monitorandole; dare liquidità al settore immobiliare".
Fondamentale sarebbe quindi la semplificazione del sistema italiano. Non solo finanziario, ma anche burocratico, legislativo- giuridico. Le difficoltà del nostro governo vengono, infatti, in evidenza con l'ultimo panel, moderato dal Prof. Eugenio Anessi Pessina che ha spiegato come l'Italia sia un paese vecchio, con tassi di crescita bassissimi, caratterizzato da una mania legislativa e da un alto debito pubblico che non facilitano l'ambiente imprenditoriale. Tra i programmi governativi, come presentati dalla Parlamentare Elena Centemero, e parole non troppo confortanti, l'unico ottimista sembra essere Fernando Napolitano, Booz&Co. Italia, autore del libro "Megacommunities: How Leaders form Government, Business and non Profits Can tackle today's global challenge together". Secondo Napolitano è necessario stabilire un dialogo con il governo, puntando sulla comunicazione a tutti i livelli. La risposta a tutti i mali sarebbe, secondo il Prof. Gianluca Clementi, la riduzione del ruolo interventista dello stato in un'economia dei monopoli, privatizzando tra l'altro il settore dell'istruzione.

Pillole di saggezza, dunque, che ciascun panel ha voluto dispensare sulla base di saperi ed esperienze personali per salvare l'Italia. Abbattere le minacce interne di quel sistema e di quella mentalità che hanno fatto il bello e il brutto della storia italiana. Nononostante il quadro dipinto sia triste, la speranza risiede nei giovani. In quei MBA che viaggiando, confrontandosi e aprendosi al mondo possono apportare ricchezza ad un'Italia non ancora pronta a morire. Quei giovani, come gli organizzatori di NOVA 2008, Dario, Myriam, Vito, Davide, Isabella, Luca, Angelo, Andrea, Lucia. Pronti a mettere le proprie abilità e potenzialità al servizio del Bel Paese, terra madre da cui son partiti per ritornarvi, un giorno, con idee e progetti rigeneranti.