SPECIALE/TURISMO/ Venezia, operazione qualità alta

di Gina Di Meo

Trattandosi delle Serenissima, non poteva che essere un evento in grande stile. Questa volta gli ingredienti giusti c'erano tutti e la delegazione veneziana che qualche giorno fa (25 novembre per chi legge, ndr) ha presentato al Parker Meridien le proposte turistiche per il prossimo anno è riuscita a comunicare nell'essenziale, come di solito non avviene con gli italiani, il proprio programma. L'evento si è svolto sotto l'egida di Riccardo Strano e dell'Italian Government Tourist Board, ma questa volta la location non erano gli uffici sulla Quinta Strada, bensì, appunto, l'elegante Parker Meridien, con una delle sue conference room piene di tour operator, travel agent e giornalisti, equipaggiati anche con device per la traduzione simultanea.

Con il direttore dell'Enit sul palco c'erano Michele Vianello, vicesindaco di Venezia, Giuseppe Bortolussi, assessore al commercio e alle attività produttive, Carlo Pagan, direttore generale del Casinò di Venezia, mentre tra il pubblico erano presenti una quindicina di operatori turistici veneziani che per la prima volta sono venuti negli Stati Uniti accompagnati dall'amministrazione comunale. Venezia ha incontrato New York per presentare in esclusiva fuori dall'Italia un nuovo brand che è la sintesi di due iniziative: Suite Venezia e Venice Connected. «Vogliamo riqualificare il turismo veneziano all'insegna della qualità - ha introdotto Vianello -. Come amministratore io sento una grande responsabilità perché Venezia è una città che appartiene all'umanità intera ed il lascito che ci è stato fatto secoli fa lo dobbiamo mettere a disposizione di tutti. Per noi il turismo rappresenta la maggior risorsa economica, ma una città superaffollata non può offrire qualità a tutti. Ed è per questo che noi, come amministrazione comunale, insieme agli operatori turistici, abbiamo costruito questi due progetti».

Suite Venezia, il cui significato gioca sull'assonanza tra Suite, intesa come camera di lusso di un albergo e sweet, dolce, ha l'obiettivo di offrire un pacchetto turistico esclusivo che mette insieme dodici alberghi a cinque stelle, 70 a quattro e 22 ristoranti che rispondono alla caratteristica di rappresentare il meglio dell'offerta enogastronomica veneta e italiana. Al top degli alberghi e dei ristoranti vanno ad aggiungersi anche altri settori, come quelli della lavorazione del vetro, del ricamo, tutti rigorosamente con un marchio di qualità. «Solo chi ha un marchio di qualità entra nel nostro circuito - continua Vianello - e tra le altre cose che offriamo ai nostri visitatori, ci sono gli spazi per ormeggiare yacht, crociere nel Mediterraneo, sfruttando i collegamenti diretti che abbiamo sia con alcune città degli Stati Uniti, che nel resto del mondo, ed il Casinò, di proprietà del Comune ed il più antico del mondo. Risale, infatti, al 1638 e si trova in un edificio del 1500. Noi siamo in grado di organizzare cene esclusive nelle stanze in cui soggiornò Wagner, oppure, nell'ambito dell'offerta museale, organizzare visite individuali a Palazzo Ducale, fino a riprodurre una cena tipica del Doge la notte di Natale». Nel circuito Suite Venezia rientra anche il Teatro La Fenice, completamente restaurato nel 2003 dopo il terribile incendio che lo distrusse nel 1996. Venice connected, invece, a partire dall'anno prossimo, sfruttando la rete, vuole consentire ai turisti di programmarsi la propria vacanza esclusivamente online, offrendo suggerimenti su anche quando è il momento migliore per visitare Venezia. Carlo Pagan ha presentato Venezia Marketing & Eventi, la società mista costituita un anno fa che si occupa dell'organizzazione degli appuntamenti cult veneziani, come il carnevale, la Festa del Redentore, il Capodanno, la stagione remiera, la Regata ed i concerti.

E a proposito dell'organizzazione impeccabile della serata, Riccardo Strano ha commentato: «Venezia è al top delle destinazioni turistiche dagli Stati Uniti, ogni anno è pluripremiata e ci voleva un'organizzazione delle più attente. Con la presentazione di stasera abbiamo voluto unire innovazione ed antichità. Venezia è una città antichissima ma allo stesso tempo che si modernizza sfruttando l'efficacia delle nuove tecnologie».

Al vice sindaco Vianello, a fine serata abbiamo chiesto se Suite Venezia non rischia di trasformare Venezia in una destinazione riservata esclusivamente ad una élite.

«No - ci dice - perché, e qui sarebbe più giusto parlare di turismi, ogni turista ha delle proprie esigenze e promuovere a Venezia un turismo generico vuol dire offrire invivibilità. È vero che nel 2007 abbiamo avuto 21 milioni di visitatori, ma è anche vero che nel 2008 abbiamo avuto un calo del 20% di presenze americane. Noi vogliamo recuperare questa quota rivolgendoci soprattutto alla fascia alta».

Ma in tempi di crisi...

«Abbiamo messo insieme questi progetti proprio nell'anno della crisi perché questo è il momento di cambiare. Noi vogliamo fare sistema e per il 2009 vogliamo alzare la qualità del turismo. È una sfida, speriamo di avere successo».