ARTE/MOSTRE A CHELSEA/ Segno delicato e incisivo

di Samira Leglib

All'invidiabile età di 85 anni, l'artista che alle grandi tele ad olio ha prediletto tratti sottili, linee precise e un universo fatto di segni, sceglie di festeggiare con la prima personale mai vista in assoluto sul suolo Americano. Dopo aver esposto in tutta Europa, Pier Achille (Pirro) Cuniberti, nato a Padulle di Sala Bolognese nel 1923, studente di Giorgio Morandi, ammiratore di Paul Klee, approda finalmente oltre oceano con l'esposizione allestita a Chelsea presso la Esso Gallery da Jennifer Bacon e Filippo Fossati, Pirro Cuniberti. Born Out of a Rib of Graphite.Niente male per uno che, salvo i trasferimenti forzati in tempo di guerra, si può dire non abbia mai lasciato l'amata Bologna, come lui stesso dichiara in un'intervista relativa alla presente mostra: «Non andrò là [New York] ad inaugurarla. Resto in questa Bologna che mi pare una città finita». (Società. La Repubblica del 4 Novembre 2008)
Alla serata inaugurale, c'era invece una larga rappresentanza della sua famiglia. A partire da due delle tre figlie, Barbara ed Emanuela, il nipotino Luis, il piccolo artista di famiglia che con il nonno ha un rapporto così speciale e a cui Pirro dedicò l'opera "Una favola per Luis" (2007), fino a un lungo ramo della famiglia che si snoda parte in New Jersey e parte in Ohio. Tutti lì riuniti sotto il segno -questa volta è proprio il caso di dirlo- dell'Arte, a raccontarsi gli ultimi eventi o a ricordare qualche aneddoto. Si respirava proprio l'aria di una riunione familiare, tra risate ricordi e il piccolo Luis che scattava fotografie a tutti quanti. Ed in fondo in fondo c'era anche lui a fare capolino tra i ventisei lavori che compongono questa mostra, il grande Pirro, come ci racconta sua figlia Barbara: «Sai, mio papà è un omone alto quasi due metri, con mani e piedi grandi. Ma ha sempre prodotto opere non più ampie di un metro e lavora solo con pastelli, acquerelli e matite che tratteggiano un segno sottilissimo».

Ci siamo così ‘intrufolati' anche noi tra queste chiacchiere familiari e un po' da ognuno ci siamo fatti raccontare di questo artista che ha fatto viaggiare le sue opere in tutto il mondo aspettandone il ritorno sulla soglia di casa. Emanuela, mamma di Luis, inizialmente è discreta: «È meglio che lasci parlare mia sorella che ha seguito da vicino l'organizzazione della mostra». Poi però, nel clima confidenziale che si era creato tutto intorno, si lascia andare anche lei. «Pirro (come lei stessa chiama il padre, ndr), da buon Bolognese la sua città non la lascerebbe mai. E fortuna che hanno aperto le mura altrimenti neanche dal centro si usciva! In questo era come Morandi che quando gli chiedevano dei suoi viaggi rispondeva "Si, viaggio, ma non mi sono mai fermato a dormire"». Anche il piccolo Luis ha qualcosa da dire e quando gli chiediamo, tra queste, qual è la sua opera preferita, risponde deciso «Il libro», riferendosi all'opera intitolata "La partenza di Adamo alla ricerca della certezza" (1999), che l'artista espone per la prima volta perchè, come ci spiega sua figlia Barbara «Mio padre non si separa mai dai suoi libri, per lui sono come dei feticci, quasi dei figli, qualcosa di viscerale. Questo in particolare gli era stato riportato dal Giappone da un amico e in esso Pirro vi ha messo insieme i diversi tipi di ricerche che aveva fatto in quel periodo. Mio padre è così, lavora sempre su ricerche parallele, favole, nudi, paesaggi, sculture che non realizzerà mai». Una curiosità: questi particolari lavori, che abbiamo chiamato libri e che di fatto consistono di una sequenza logica di disegni apposti su quei quaderni a fisarmonica che si trovavano un tempo nelle tipografie, sono gli stessi che hanno ispirato Matteo Pericoli, amico personale di Cuniberti, per la sua Manhattan Unfurled. Come precisa anche Filippo Fossati, organizzatore di questa esposizione insieme alla moglie Jennifer, «I libri sono estremamente interessanti dal punto di vista artistico perchè ci aiutano a capire questo artista che non segue un filo logico nella presentazione dei suoi lavori. In realtà sono tutti tasselli che fanno parte delle storie che lui stesso inventa. Ha un mondo infinito in testa e in questi libri abbiamo l'opportunità di vederne la progressione».

In due piccole sale laterali è poi esposta un'appendice costituita da alcuni lavori di artisti che erano amici o che in qualche misura hanno influenzato l'opera di Cuniberti, quali Giorgio Morandi, Fausto Melotti, Saul Steinberg, Jean Fautrier, Henri Michaux, Piero Manai e Carol Rama.
Chissà allora se questo artista che non lascia mai la sua Bologna eppure viaggia in mille mondi fantastici grazie alle sue favole e ai suoi segni, chissà dunque se innamorerà anche l'America come ha fatto con gli occhi del piccolo Luis. Io non ho dubbi a riguardo, perché seguire Adamo alla ricerca della certezza è stato come viaggiare in compagnia di un ‘piccolo principe' delle terre emiliane.

Pirro Cuniberti Born Out of a Rib of Graphite
Dal 22 Novembre 2008 al 10 Gennaio 2009
Esso Gallery 531 West 26th Street, New York