PUNTO DI VISTA/ Dio, patria e famiglia

di Tony De Santoli

Un ministro della Repubblica italiana l'altro giorno ha dichiarato in tv di credere in "Dio, patria e famiglia". Benissimo. Il ministro in questione avrà di sicuro le proprie ragioni per pensarla così. Ma da un po' di tempo a questa parte, ogni volta che sento esclamare, in tono inconfutabilmente retorico, quest'espressione ("Dio, patria e famiglia", appunto), non dico che mi venga l'orticaria, ma quasi... Se Dio ci fosse, saremmo stati tutti quanti creati erbivori e quindi, per sopravvivere, noi non dovremmo certo ammazzare vitelli, galline, pesci; animali non sbranerebbero altri animali; animali non inghiottirebbero tutti interi altri animali. Probabilmente, non si sarebbe neppure creato il concetto di "guerra", di "conflitto armato". Se Dio ci fosse, a nessuna madre, a nessun padre toccherebbe lo strazio di sopravvivere al proprio figliolo. Donne indifese non verrebbero aggredite, stuprate, assassinate. Tifoni, cicloni, uragani non spazzerebbero via in un sol colpo decine di migliaia di esseri umani. Se Dio ci fosse, non conosceremmo neanche le malattie mentali che all'individuo tolgono qualcosa di più alto ancora, forse, della vita terrena stessa. Gli tolgono le capacità più elementari, gli tolgono la dignità, il decoro personale.

Se Dio ci fosse...

Ma mi piacciono tanto i Francescani. I quali, a quanto mi risulta, hanno il pudore di citarlo poco il Signore. Pregano, vangano. Soprattutto, aiutano il prossimo e rifuggono lodi, lusinghe, complimenti. Per loro, Dio c'è. Questo sì che è nobile, alto, ammirevole.

La patria. Io voglio bene alla mia patria, che è l'Italia. In Italia sono nato, in Italia sono nati i miei genitori, i miei antenati. Ma mi rendo conto che spesso essa ha fatto di tutto perché non le si volesse granchè bene. Comunque sia, provo attaccamento nei suoi confronti. Ma di lei non parlo molto. Ne parlo, anzi, pochissimo. Non si parla d'una donna che si ama con tutto il cuore. Non c'è poi bisogno di dichiararle a ogni piè sospinto il nostro amore. Lei sa della nostra dedizione. Lo sa così bene che non ha neppur bisogno di chiedercene conto. Dire troppe volte di amare un uomo o una donna o, appunto, la patria, in parecchi casi dimostra l'esatto contrario. Eppoi, conosco tanti miei connazionali tutti "d'un pezzo", nazionalisti al midollo i quali, tuttavia, guarda caso, hanno fatto, in varie epoche, le carte false pur di evitare il servizio di leva... Sono i militaristi dei quali parlavamo mesi fa su questa pagina... Non è gente su cui fare affidamento.

La famiglia. La famiglia - come diceva anche Prezzolini giovane - può diventare un carcere, una galera che mortifica lui e lei. Può fare di lui e lei i peggiori nemici l'uno dell'altra. Ancor più triste la sorte che, nella circostanza, tocca ai figlioli. I figlioli possono uscirne con la psiche debilitata per sempre. Meno male che anche in Italia da oltre trent'anni si ha per legge la facoltà di chiedere, e ottenere, il divorzio. Eppure, da noi c'è ancora gente la quale rimpiange l'Italia nella quale lo Stato negava il divorzio (l'annullamento dei matrimonio era un'altra cosa, e lo prevedeva perfino la Chiesa). Rimpiange un'Italia malsana, ipocrita, gelida. Un'Italia ferocemente arroccata sulle posizioni della Reazione. E' la stessa genìa secondo la quale la famiglia è, per definizione, "cattolica". Come se gli atei o i protestanti non fossero in grado di crearla e proteggerla una famiglia propria.

La verità è che la famiglia, alla stregua della patria, può anche servire come rifugio in cui commettere le peggiori bassezze. Da contrabbandare poi come difesa di quanto di più sacro e nobile ci sia... E' accaduto un'infinità di volte perché ci si debba illudere che non possa più accadere...