Che si dice in Italia

Non è reato ministeriale...

di Gabriella Patti

Un ministro della Repubblica dileggia l'inno nazionale, alzando il dito medio della mano. E, ovviamente, trova subito un giudice che lo assolve. Il fatto è noto, come noto è il protagonista che non poteva essere altro che il leader della Lega, Umberto Bossi. La novità è che ora il procuratore aggiunto di Venezia sul cui tavolo è finita la denuncia per l'episodio avvenuto lo scorso luglio ha sentenziato: "Non c'è reato ministeriale" . La decisione, per la verità, è pilatesca in perfetto stile da vecchia Italietta. Il magistrato, infatti, non ha detto un "no" definitivo; ha solo detto che lui non è competente in materia e, in più, che della questione non deve occuparsene il tribunale dei ministri. Come Ponzio Pilato se ne è lavato le mani, rinviando la decisione a un altro collega, quello di Padova, visto che il presunto (presunto?) reato è stato commesso in questa città.
   MUOIONO LE PALME SICILIANE. A Palermo e Catania ma anche in altre città dell'isola un insetto venuto dall'Egitto le sta decimando, svuotandole dall'interno. Già novemila sono le piante distrutte e la "mattanza" non accenna a diminuire. Si corre ai ripari, con drastiche potature. Ma sembra che per ora il punteruolo rosso, così si chiama l'insetto, non riesca ad essere fermato. Molte delle piazze storiche stanno cambiando aspetto. E' un vero peccato. In compenso i siciliani che ci credono possono rallegrarsi: sul tavolo del governo è tornato il Ponte sullo Stretto. Opera gigantesca, di cui si parla da decenni e che alla fine il buon senso sembrava avere definitivamente accantonato. Perché costa troppo, perché è pericolosa - visti i fondali della zona che, tra l'altro, è a rischio sismico. E perché per collegare la Sicilia al resto del Paese basterebbe potenziare i collegamenti via traghetto esistenti - a costi molto inferiori. Ma tutto ciò lo dice il buon senso.
   IL DAVID DI DONATELLO è tornato al suo antico splendore. Il celebre bronzo alto un metro e mezzo, grazie uno straordinario lavoro di restauro, ha persino recuperato l'oro dei capelli che da secoli non si vedeva più, sepolto dalla patina del tempo e dalla cera annerita e indurita di numerose lucidature che, anzicché fare meglio, avevano fatto peggio. Da ieri, al museo fiorentino del Bargello, il capolavoro si potrà nuovamente ammirare così come era uscito dall'ultima colpo di cesello e dalla fusione realizzata dallo scultore a metà del Quattrocento. Mi sembra una buona notizia.
   PER CHI HA UNA CERTA ETA' le elezioni all'Università romana della Sapienza hanno davvero riservato una sorpresa. Gli studenti dell'ateneo più grande d'Europa (140mila iscritti) e uno dei simboli della contestazione giovanile, hanno infatti votato a destra. Azione universitaria, lista che fa capo ad Alleanza Nazionale, ha infatti ottenuto il maggior numero di consensi. La debacle per la sinistra è completata dal fatto che le liste che si sono piazzate al secondo e terzo posto sono pure di destra. Sì, il vento è proprio girato.
  INCONGRUENZE DELLA GIUSTIZIA. I giudici del tribunale di Genova ammettono - e lo scrivono in un documento ufficiale - che nel 2001 nella caserma di Bolzaneto dove vennero portati i manifestanti arrestati durante il G8 "la tortura ci fu". Ma siccome il reato di tortura non è contemplato nel codice italiano, allora non se ne fa niente. Le forze dell'ordine "tennero condotte inumane e degradanti, tradendo il giuramento di fedeltà alle leggi della Repubblica italiana e della Costituzione" dicono i magistrati. Comportamenti che "a pieno titolo avrebbero potuto senza dubbio ricomprendersi nella nozione di tortura adottata dalle convenzioni internazionali" scrivono. Ma l'Italia, evidentemente, non fa parte del consesso internazionale delle nazioni. Capito a che punto siamo?