CALANDRA/PRESENTATO “A FREEWHEELIN’TIME” DI SUZE ROTOLO. Nel Village col ragazzo chiamato Dylan

Marco Gulieri

Il 19 novembre presso il Calandra Institute del Queens College-Cuny di Manhattan Suze Rotolo, ex fidanzata del leggendario Bob Dylan, ha letto alcuni passi dal suo nuovo libro, A Freewheelin’ Time: A Memoir of Greewich Village in the Sixties, raccontando la sua relazione con il cantante e gli anni 60 a New York.

Un salto indietro nel tempo di 40 anni, in una New York fatta di lotte per i diritti civili, di musica ed arte, grazie alla testimonianza autentica di chi ha vissuto quegli anni sulla propria pelle, a fianco di una delle personalità più famose di tutti i tempi. È questo che si è verificato questa sera, mercoledì 19 novembre, nelle sale del John D. Calandra Institute del Queens College-Cuny di Manhattan.

È Suze Rotolo, pittrice contemporanea e, per un periodo della sua vita, compagna del leggendario cantautore Bob Dylan, a riportare i presenti in sala nelle strade del Greenwich Village, negli anni in cui conobbe e frequentò l’autore di canzoni passate alla storia come Like a Rolling Stone e Blowin’ in the wind, grazie alla lettura e al commento di alcuni passi del suo nuovo libro A Freewheelin’ Time: A Memoir of Greewich Village in the Sixties, edito da Brooklyn Books.

Lo spirito da cui nasce l’idea di scrivere il libro, spiega la Rotolo, è quello di raccontare in modo non stereotipato anni segnati da importanti eventi sociali, quali la lotta per i diritti civili, la guerra fredda e il maccartismo. Il Greenwich Village era al tempo la Little Italy di New York, con ristoranti con le tovaglie bianche e rosse e frequentato da artisti e cantanti che si ritrovavano a Washington Square Park per fare sentire la loro voce e per difendere le loro idee.

Suze proviene da una famiglia italo-americana, immigrata in America prima che lei nascesse, il cui credo politico era fortemente comunista. Questo aspetto ha significativamente influenzato la formazione culturale di Suze, che da sempre ha sviluppato un interesse e una passione per tutto ciò che è proibito, e che l’ha portata a frequentare artisti e personalità che si sono distaccati dal pensiero comune e che si sono ribellati alla società del tempo.

Nel 1961, a 17 anni, conosce il 21enne Bob Dylan, con il quale instaura una relazione, proprio negli anni in cui lui incontra il successo. Con i primi soldi guadagnati Bob Dylan prende casa nel Village, e Suze vive insieme a lui, nonostante l’opposizione della famiglia. La scrittrice racconta infatti di come Bob Dylan non fosse ben accettato, soprattutto da parte di sua madre, e di come lei si sia ritrovata a vivere nel mezzo di uno scontro di culture: da una parte una famiglia italiana con valori e tradizioni ancorate in un passato quasi provinciale, e dall’altra il ribelle cantante di cui condivide ideali, sogni e passioni.

La passione di Suze per il teatro, e in particolare per Brecht, la porta a fare conoscere le sue opere anche a Dylan, che si appassiona all’idea di libertà che permea l’opera del drammaturgo, tanto che questa influenza è chiara e percepibile in molte delle sue canzoni del primo periodo.

Il crescente successo del cantante si ripercuote anche su Suze, che come reazione si sente in obbligo di proteggere la propria privacy e quella del proprio uomo; racconta infatti, nelle prime pagine del libro, che Dylan "diventò un elefante nella stanza della mia vita. Io, riservata per natura, tentai di proteggere la mia intimità, e di conseguenza anche la sua".

Il libro parla anche della esperienza di Suze in quanto donna, in un ambiente che, sebbene rivoluzionario ed anticonformista, vedeva ancora gli uomini al centro della battaglia, relegando le donne al ruolo di loro compagne. Suze ricorda quanto non le piacesse essere definita " la ragazza di Bob Dylan" e quanto disprezzasse l’appellativo chick (letteralmente, pupa) che spesso veniva usato nei suoi confronti. Quella di Suze è stata una battaglia non solo per i diritti civili, ma anche per il femminismo, in una società fortemente maschilista.