Che «Incanto» questo Bocelli

Franco Borrelli

Fortemente poetico, davvero al meglio della sua arte l’Andrea Bocelli di «Incanto» [“progetto” della Caterina Caselli Sugar, distribuito qui negli Usa dalla Decca (gruppo Universal Classics)], album di notevole calda passionalità e partecipazione, dai toni tenorinali che gli consentono, a buon diritto, di far compagnia ai grandi del secolo, da Caruso in qua. Un Bocelli in gran forma che si misura qui con la grande tradizione leggera italiana, patrimonio del collettivo universale, con, su tutto, le canzoni di una Napoli senza storia e di là dalla storia.

Perle di quest’album giustamente balzato in testa alle classifiche di mezzo mondo (non solo dei “crossover” americani), motivi assoluti come “O surdato ’nnammurato”, “Voglio vivere così”, “Santa Lucia”, “Mamma”, “Era de maggio”, A Marechiare”, “Non ti scorar di me” e altre. L’accompagna il maestro Steven Mercurio alla direzione dell’Orchestra Sinfonica di Milano “GiuseppeVerdi”.

Un’alchimia vocal-strumentale che più coinvolgente di questa è difficile immaginare e ottenere, con una voce incantevole, matura e rotonda, grazie a cui Bocelli davvero merita tutti i consensi di critica e di pubblico che quest’album sta aggiungendo alla sua fama e grandezza. Non ci eravamo mai trovati a fare tanti elogi al cantante toscano, anche perché si era in questi ultimi tempi misurato testardamente con la lirica dalla “L” maiuscola, e ciò non ci aveva quasi mai convinto. In questo tipo di repertorio, invece, impegnato ma tuttavia leggero, per bellezza degno di stare alla pari con quello delle più blasonate e trascinanti arie operistiche, Bocelli è invece inimitabile, per calore e colore di toni, nonché fedeltà emotiva ai testi.

Nato a Lajatico, in provincia di Pisa, nel 1958, Bocelli è interprete di un vasto repertorio pop ed operatic pop, ed è uno dei più famosi cantanti italiani al mondo: si considera abbia venduto oltre 60 milioni di copie di Cd (!). Affetto da cecità dall'età di 12 anni a causa di un incidente di calcio e di un glaucoma congenito - come recitano enciclopedie e biografie -, è diventato una delle star musicali internazionali più apprezzate e popolari grazie al successo riscosso da molti suoi album discografici, come “Romanza”, “Sogno”, “Cieli di Toscana”, “Andrea” e “Amore”.

Nel repertorio classico ha inciso “Viaggio Italiano”, “Aria”, “Arie Sacre”, “Verdi”, “Sentimento”, “Verdi Requiem” e anche opere come “La bohème” di Puccini, “Il trovatore” di Verdi e il “Werther” di Massenet. Nel 1994 ha vinto il Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con “Il mare calmo della sera”. L'anno dopo si è classificato al quarto posto con il brano “Con te partirò”. In breve tempo è diventato uno dei cantanti italiani più famosi e amati nel mondo anche grazie al duetto con Sarah Brightman di “Time to Say Goodbye” versione inglese di “Con te partirò”. Tra le sue canzoni più note c'è anche “Vivo per lei” cantata assieme a Giorgia.