CONFERENZE/ARCHITETTURA. Palladio: innovazione nel classico

Olivia Fincato

All’Italian Academy della Columbia University The Project of Andrea Palladio: in occasione dei 500 anni dalla nascita del maestro veneto un’intera giornata tra relazioni e dibattiti con accademici di tutto il mondo

n occasione dei 500 anni dalla nascita di Andrea Palladio (1508-1580), uno degli architetti più influenti e più conosciuti degli ultimi cinque secoli, il 14 novembre presso l’ Italian Academy della Columbia University si è svolta una giornata in suo onore. La conferenza, organizzata grazie al supporto della Regione Veneto e del Centro di Studi di Architettura Andrea Palladio (CISA) è trascorsa tra interventi e dibattiti moderati dal professore di Archeologia e Storia dell’Arte dell’ateneo newyorkese Francesco Benelli. La giornata sviluppatasi sotto il nome The Project of Andrea Palladio ha unito accademici e specialisti da tutto il mondo creando un evento unico per mondo universitario e di ricerca americano e di risonanza internazionale.

Sigillo dell’importanza e densità dei contenuti trattati è stata l’introduzione di Achille Varzi, Direttore dell’Italian Academy, e del Console Generale Francesco Maria Talò che ha concluso il suo saluto con le parole:«Desidero sottolineare l’importanza e il livello di questo incontro internazionale dedicato ad una delle grandi eccellenze italiane. Palladio ha lasciato un segno indelebile che continua a influenzare nel modo di assaporare e percepire la vita attraverso l’architettura».

All’incontro accademico, hanno tenuto la relazione In Situ Reconstructions of Palladian Facade Projects for San Giorgio, San Petronio, Bologna and the Redentore il Professore di Harvard James S. Ackerman, membro del Consiglio Scientifico del Centro di Studi di Architettura a Vicenza dal 1970 e recentemente proclamato, oltre che cittadino onorario di Padova, Leone d’Oro dell’Undicesima Biennale di Architettura di Venezia insieme all’architetto Scott Schiamberg dello studio Perkins+Will, responsabile della sezione per la New York City Police Academy.

Punto interessante del loro intervento è uno dei grandi e irrisolti misteri dell’architettura del rinascimento: quali sono state le vere progettazioni di Andrea Palladio per la facciata di San Petronio a Bologna? Palladio infatti ha speso gli ultimi otto anni della sua vita dedicandosi allo studio della facciata di San Petronio e, come i relatori spiegano, nel 1958 scrisse di aver cominciato a disegnarne il portico e di aver mandato il progetto a Bologna nel 1579. Il progetto nel 1580 anno della sua morte venne rifiutato e la facciata ancora oggi è incompleta. Solo nel 1971 fu trovato un disegno di Palladio che potrebbe essere quello perduto della facciata di San Petronio. Grazie alle odierne tecnologie e allo studio di questo enigma, durante la mattinata alla Columbia è stata mostrata una fedele ricostruzione della facciata disegnata da Palladio.

È seguito l’intervento del Professore di Storia dell’Architettura alla Normale di Pisa, Howard Burns focalizzato sull’importanza e la perfezione dei disegni di Palladio. La sua relazione intitolata Andrea Palladio: Drawing the Building; the Building as Drawing ripercorre le tappe della carriera artistica dell’architetto che, come ha evidenziato il professore, sosteneva :«Devo essere un buon disegnatore per diventare poi un buon architetto».

La giornata è poi continuata con le relazioni Scenographic Principles: Palladio, Barbaro, Veronese e Palladio and the Politics of Magnificence rispettivamente dei Professori David Rosand della Columbia Univeristy e Tracy E. Cooper, docente di Arte e Architettura Barocca e Rinascimentale Italiana presso la Tyler School of Art della Temple University. Entrambi gli interventi enfatizzavano l’elevazione classica e la trasformazione dello spazio urbano come teatro sociale,
Segue la relazione Palladio and the Architecture of Battle ad opera di Guido Beltramini, Direttore del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio dal 1991. Con Howard Burns è curatore dell’importante retrospettiva sull’artista”PALLADIO 500 ANNI” in visione fino al 6 gennaio 2009 presso il Museo Palladio di Vicenza e dal 31 gennaio al 14 aprile 2009 presso la Royal Academy of Arts di Londra. La mostra presenta oltre 200 opere originali tra disegni, libri, manoscritti, mappe, bronzetti e un gran numero di modelli architettonici.

Passa poi la parola a Fernando Marías, Professore di Storia dell’Arte all’Università autonoma di Madrid e Vice Presidente di CISA di cui redige i periodici “Annuali di Architettura” con la relazione 1550-1650. The Search for Early Palladian Architecture in Europe e a Kurt W. Forster, Professore alla Yale School of Architecture e Direttore del Getty Research Institute che continua la conferenza con il titolo One, No one, and One Hundreds Thousand: Palladio’s Many Guises.

A concludere il denso incontro accademico, fonte di contenuti e ispirazione soprattutto per gli “addetti ai lavori” la relazione finale ad opera dell’organizzatore dell’evento, il Professore Francesco Benelli con Rudolph Wittkower’s Studies on Palladio’s Villas.