La bella scommessa “quasi” vinta

Donatella Mulvoni

Una scommessa vinta solo a metà. Il Consolato non è riuscito nell’intento di portare gli italiani di Manhattan nel teatro del Queens, per assistere al tributo a Fabrizio de Andrè. Numeroso però il pubblico in sala. Secondo stime approssimative, erano più di ottocento, arrivati per la maggior parte dalle zone vicine al teatro, ma anche da Brooklyn e Staten Island.

La Federazione italiana di Brooklyn e Queens si è impegnata perchè i suoi iscritti fossero presenti. Ed infatti, era una atmosfera goliardica quella che si respirava prima e dopo l’esibizione. Gruppi di amici accorsi per passare una serata diversa, in compagnia di Mauro Pagani e la sua band. Molti di loro non lo conoscevano : “Quando ho saputo di questo tributo non me lo sono fatto scappare. Pagani è stato bravo a interpretarlo. Ma, infondo, si vedeva subito che il loro stile era simile.- ha raccontato uno spettatore, Tommaso Garziano- Io ho conosciuto personalmente Fabrizio quando ancora il cognome De Andrè non diceva niente a nessuno. Ho un bellissimo ricordo di quegli anni. Giocavamo sempre ai dadi nei carugi, le strade piccole che caratterizzano Genova”.

La maggior parte dei presenti conosceva poco Fabrizio e tanto meno Pagani, ma a giudicare dagli applausi, le percussioni di Joe Damiani, la chitarra di Giorgio Cordini e le melodie di Mauro, sono state ampiamente apprezzate. Anche da chi, come Margherita, ha confessato che: “Sono qui solo per sentire “La Canzone di Marinella”. Molti di questi pezzi non li conosco, ma la musica è davvero molto bella”. “Io sono contento – ha detto a fine serata il viceconsole Maurizio Antonini- Oggi siamo riusciti a coinvolgere un pubblico che raramente segue gli eventi organizzati dall’Istituto di Cultura Italiano.

La prossima volta, invece di organizzare due serate, una a Manhattan e l’ altra fuori dall’isola, ne faremo solo una. A Brooklyn, nel Bronx o in altri posti dove la presenza italiana è ancora molto forte”.