L’INIZIATIVA DI SALVATORE COTTONE PRESENTATA AL NAIMA DI NYC/Beneficenza con l’arte in bottiglia

Michelina Zambella

La grandiosità di una bottiglia di vino si vede dall’etichetta. Non parliamo di D.O.P. o D.O.C, attestante origine e qualità, ma di quella “artistica”, ovvero quella che, proprio come il vino, è frutto di un complesso lavoro fisico, che fonde passione ed emozioni, rendendo speciale quella bottiglia, sia dentro che fuori. Questo è il concetto alla base di WineAppeal: L’Arte in una bottiglia, presentato da Vanvakys di Salvatore Cottone, Studio 71 Gallery e Naima Italian food & wine.

Siamo a Chelsea, il distretto dei locali, in una fredda notte di novembre. È li che Roberto Vuotto e Alessandro Passante, la cui amicizia nasce sull’isola che li ha visti nascere, Capri, decidono di aprire nel 2005 Naima (www.naimanyc.com). Ristorante-bar molto chic, dove la cucina italiana, ma soprattutto napoletana, e il buon vino servono uno scenario rilassante e particolare. «Mia madre, che possedeva un ristorante a Capri, è venuta per un pò ad insegnare nelle cucine agli inizio»- ammette Alessandro, da sempre impegnato nel settore della ristorazione e servizi. La musica, il legno alternato ai muri di pietra e la maschera di pulcinella creano un effetto accogliente in quel vecchio garage, il cui nome richiama quello di un buon vino rosso campano. Quest’ultimo, a sua volta, fu così soprannominato dall’omonimo brano jazz di John Coltrane.

«Naima anagrammato significa Anima, ovvero il luogo ideale in cui lo spirito italiano e quello di Chelsea si incontrano» precisa Roberto che, laureatosi al DAMS di Bologna, parte alla volta dell’America dove realizza col suo amico – gemello (entrambi sono nati il 12 agosto) la sua avventurosa opera d’arte. In quel garage, dove idee, creatività e grande simpatia sono di casa, Salvatore Cottone ha trovato ospitalità per presentare Wine Appeal, L’arte in una bottiglia (www.wineappeal.it), idea nata dal lavoro con Marcello Scorsone di Studio 71. «L’arte e il vino in Sicilia –dice Salvatore, che è siciliano- hanno radici molto antiche e l’accostamento risulta giusto e naturale. L’arte, così come il vino, soddisfano bisogni immateriali che solo lo spirito umano, sensibile e aperto, può ben apprezzare in una meditazione-degustazione che trascende la materia stessa di cui vino e opera d’arte sono composti».

Le etichette sono state dipinte da 34 artisti italiani, che hanno prodotto 68 bottiglie di vino che, dunque, rappresentano pezzi unici ed originali. «Parte del ricavato delle vendite sarà donato in beneficenza» afferma Cottone, che intende portare queste bottiglie di vino in giro per Manhattan in una mostra itinerante che consentirà ai bevitori di vino siciliano di acquistare le bottiglie, per ora esposte al Naima fino a dicembre. L’asta, che parte da un minimo di 100 dollari a bottiglia, può avvenire in silenzio, mentre gli ospiti degustano il menu siciliano appositamente creato per l’occasione (da sottolineare, per i golosi, la deliziosa cassata siciliana della Pasticceria Villabate Alba di Brooklyn!!) o scommettendo direttamente sul sito (www.wineappeal.it).