EVENTI/NEW YORK. Business + creatività = design

Michelina Zambella

Al Living the Italian House in SoHo, fino a dicembre un susseguirsi di incontri e rassegne sull’innovazione, con una particolare sessione intitolata “Feeding the Body and Soul”. La scorsa settimana tra i protagonisti anche il celebre stilista Elio Fiorucci

Vivere la casa secondo il design italiano. Questa l’idea di Living the Italian House in Soho, sviluppata da Promos (Agenzia specializzata della divisione della Camera di Commercio focalizzata sullo sviluppo delle attività internazionali) e Regione Lombardia per promuovere l’alta qualità del design e del mobile Made in Lombardia.

Nato con l’obiettivo di rafforzare i risultati ottenuti con l’esperienza di Fuori Salone, a maggio 2008, Living racconta il nostro design attraverso gli oggetti che abitano la tradizionale casa italiana e i suoi cinque spazi: cucina e sala pranzo, salotto e giardino, ufficio, bagno e camera da letto. Uno showroom permanente di 600 mq, situato nel cuore di Soho, a 172 Mercer Street, che da novembre a dicembre 2008 metterà in vendita i prodotti esposti. 150 pezzi selezionati dalle 35 aziende lombarde più innovative del settore manufatturiero e del design, tra cui Artemide, Bizzari, Bodema, Luceplan, Paola C., Progetti (www.livinglombardy.it).

Living ha voluto narrare, attraverso l’esibizione di questi pezzi rari di ingegno maestroso, la straordinaria storia del design e del settore manufatturiero Lombardo, e dunque italiano, ricorrendo anche alla proiezione di film e seminari attinenti al tema. Dopo Turn on the Lights, Visions, Materials and New Trends to Live in the Future, martedi 18 novembre è stata infatti la volta di Feeding the Body and Soul, a cui farà seguito il 2 dicembre il panel intitolato Sustainability: Italian Style; due invece saranno i film in proiezione mercoledi 26 novembre e 3 dicembre: rispettivamente, il film diretto da Bernardo Bertolucci “Lo Ballo da Sola” e il film di Pappi Corsicato “Chimera”.
Moderato da Deborah Wilk, Senior Editor of Interior Design Magazine, il panel Feeding the Body and Soul si è concentrato sull’importanza del design italiano in riferimento al nostro modo di mangiare e di stare a tavola.

A parlarne i maggiori esperti del settore, introdotti da Aldo Colonnetti, filoso, storico e teorico della grafica, nonchè giornalista e docente universitario. Laura Guido-Clark, esperta di colori e materiali, la cui agenzia Berkeley lavora con compagnie come Apple, Mattel e Toyota, ci ha spiegato il liet motiv di un movimento ultimamente in voga negli States e nel mondo: lo slow food movement. Nato in contrapposizione alla moda ormai diffusa dei fast food, ovvero dei locali dove si riesce a mangire velocemente senza perdere il gusto di quello che si sta mangiando, lo slow food è un tipo di alimentazione che propone di mangiare un prodotto più salutare, magari naturale, trovandosi insieme in un luogo accogliente che faccia riscoprire la voglia di mangiare senza avere fretta. Quanto alle modalità di sedersi a tavola, l’Italia è invidiata in tutto il mondo. «Infatti - dice Paolo Barichella, esperto di food technology e proprietario dello studio Milanese Food Design ® - il cibo e l’italiano sono strettamente associati e ciò che fa la differenza tra gli Italiani e il resto del mondo è la capacità di godersi il cibo a tavola, in compagnia, in ambienti dal design e dall’architettura comodi e accoglienti».

Marco Pasanella, designer e amante del vino, ha invece raccontato come le sue due passioni, il vino e il design, abbiano generato un business, Pasanella&Sons, attraverso cui si racconta la sua storia e la storia del design italiano. Della sua esperienza ha anche parlato il milanese Silvio Wolf, fotografo, videografo e artista di installazioni, docente di Fotografia alla Scuola di Arti Visive dell’Istituto Europeo di Design di Milano e Visiting Professor alla School of Visual Arts di New York.
Dulcis in fundo, Elio Fiorucci, artista- stilista la cui creatività e immaginazione rappresenta il lustro del design italiano, celebrato alla Triennale del 2007 come simbolo della rivoluzione del costume degli anni ’70. «Inimitabile il colore rosa che fa da sfondo al nuovo soggetto, i nanetti da giardino. Un richiamo al colore del marchio originario e al carattere spiritoso e fortemente immaginario che da sempre lo connota», commenta insieme a Colonetti il Direttore dell’ICE di New York, Aniello Musella, venuto ad onorare un evento di così grande importanza.

«Un’attività commerciale o industriale deve partire da un progetto spirituale, perchè i consumatori sono sempre in grado di riconoscere i valori essenziali di un prodotto». È così che quell’artista anarchico e libero, come si è autodefinito Fiorucci, ha raccontato il lancio del suo nuovo marchio: Love Theraphy. Coi suoi colorati nanetti, Love Theraphy porta avanti la filosofia che da sempre fa parlare di Fiorucci. Sentimenti e fantasia, divertimento e allegria, una terapia che attraverso colori, materiali e forme non standardizzate, al di fuori della moda comunemente accettata, trasmette ironicamente gioia di vivere. Un messaggio di ottimismo e positività che serve a Milano quanto a New York, visti i tempi che corrono.

Nota non solo per il Duomo di Milano, ma anche per essere il centro finanziario dell’Italia, per il Salone Internazionale del mobile, la Triennale di Milano, il Museo del Design, la Lombardia ha negli anni conquistato il titolo mondiale di capitale del design italiano. Lì, in quel vasto laboratorio di idee e creatività, l’imprenditorialità, l’architettura e il design si sono uniti per regalare all’oggetto un nuovo valore. Quel valore che trascende il semplice carattere materiale e funzionale che solitamente viene associato ad oggetti non viventi, quali un letto o una lampada. Parliamo di trascendenza, quella che consente all’oggetto di realizzare la sua ascesa spirituale, divenendo lo strumento di nuovo linguaggio e di un messaggio quasi umano.

Quell’oggetto diventa, infatti, capace di emozionare e sorprendere ogni volta in maniera diversa, a seconda del luogo in cui viene posizionato e/o delle sinergie momentanee che si scatenano tra la materia e l’immateriale, tra l’uomo e il suo spazio. I nanetti di Fiorucci, così come tutti i prodotti in esposizione al Living, intendono rispondere a queste nuove esigenze.