INTERNET/GIOVANI&LAVORO NELLA RUBRICA DI TERESA BLU / La “consigliera” degli stagisti racconta

di Teresa Blu

Non avrei mai pensato che un giorno mi sarei ritrovata a dispensare consigli a stagisti smarriti e, più in generale, a lavoratori in crisi. Ma, che si creda o meno al destino, a volte le cose si mettono in maniera tale da indicarti una via che ti viene assolutamente naturale imboccare.

Quella dei lavoratori precari e non garantiti, come quella dei lavoratori insoddisfatti, è una realtà che non conoscevo, d'altrocanto io ho avuto vita facile da questo punto di vista. Dopo la laurea sono stata subito assunta da un'azienda che mi ha pure finanziato gli studi postgraduate.

Ma a darmi una mano a capire quale sia la realtà lavorativa della stragrande maggioranza degli italiani delle generazioni prossime alla mia è stato un fenomeno patogeno: i dodici starnuti consecutivi emessi dallo stagista che mi avevano appioppato, Piergiuseppe.

È stato come un risveglio da un letargo percettivo. Chi era questo tipo? Che ruolo aveva oltre a quello di rovesciarmi il caffè su vestiti e documenti?

Una sera ad una festa a Milano, mentre applicavo la regola della sezione aurea alle mie lamentele sulle scorrette proporzioni del Negroni che stavo bevendo, un ragazzo dall'aria pulita e il sorriso gengivoso mi ha parlato del progetto di stageadvisor.it, un portale per stagisti i cui utenti possono recensire la propria esperienza per condividerla, oltre a ricercare offerte di stage e tirocini formativi. Ho iniziato a fare domande e a muovere tutta una serie di obiezioni finché Andrea, il nome del giovane dalle gengive in evidenza, mi ha chiesto: "Perché non partecipi al progetto tenendo una rubrica per noi?".

Mi sono schermita per circa due secondi e poi ho accettato con convinzione. Sarebbe stato un modo per capire meglio il mondo di Piergiuseppe.

Andrea mi ha detto che in Italia i lavoratori precari sono tantissimi e ogni anno sono almeno 218.000 i giovani che fanno uno stage, e parliamo solo del settore privato. Un fenomeno quindi già importante che sembra destinato ad aumentare. Nel 2006 un'azienda italiana su 10 ha offerto stage e tirocini, il 10,8% delle imprese italiane secondo il rapporto Excelsior Commissionato dal Ministero del Lavoro. Un'analisi dei dati mostra che oltre la metà (62,5%) delle aziende con più di 500 dipendenti ha offerto stage nel corso dei 12 mesi.

E gli stagisti sono destinati a imprese italiane ma anche estere. La prima lettera che ho ricevuto è stata quella di Alfredo, un ragazzo italiano in stage a New York presso un grosso network televisivo. Alfredo è apparso un disilluso, uno che, penalizzato da una parziale padronanza della lingua, non riusciva a fare capire ai suoi capi il suo potenziale. "Mi parlano come se fossi completamente scemo anche quando mi chiedono cose molto semplici. Alla fine passo le giornate a mettere a posto cassette beta e a catalogarle secondo una serie assurda di categorie. Il mio inglese è abbastanza buono ma qui nell'ufficio ci sono altri stagisti che vengono tutti dagli Stati Uniti e sono sempre prontissimi ad anticiparmi appena inizio a parlare o a compiacere i capi con riferimenti culturali a me sconosciuti".

Partendo per caso da una similitudine con alcune velenose rane tropicali che invece di mimetizzarsi con lo sfondo, evidenziano la loro specificità, ho invitato Alfredo a fare lo stesso, a sottolineare il suo specifico bagaglio culturale e umano, invece di appiattirsi sulla piaggeria dei colleghi. Così è nata la formula della rubrica, riferimenti alla biologia, alla fisica, alla neurologia e talvolta alla cultura pop, che aiutino i lettori in qualche modo a trovare la soluzione ai loro problemi. Anche la loro interpretazione ha un ruolo fondamentale, un po' come nell'I-Ching, solo che alla fine sono soprattutto io a tirare le fila del discorso.

Dimmi con chi ce l'hai è considerata una rubrica surreale, ma in fondo forse i richiami all'etologia, per quanto talvolta acrobatici, non sono così peregrini, dato che alla fine anche sul posto di lavoro si riproducono quei meccanismi tipici della socialità animale. Non a caso alcuni termini chiave della realtà lavorativa sono appunto mutuati proprio dall'etologia, come ad esempio ‘mobbing'.

La mia è quella che probabilmente si potrebbe definire una carriera di successo, ma se capisco profondamente i lettori che mi scrivono è perché neanche io sono estranea a un profondo senso di inadeguatezza. Anni fa mi è stata infatti diagnosticata una patologia di cui ho anche parlato in risposta ad una delle lettere che mi sono arrivate: la sindrome dell'impostora.

La rubrica ha anche un gruppo su facebook che porta il mio nome. È divertente leggere i commenti degli iscritti e le loro iniziative. Ma non tutti mi apprezzano. Qualche tempo fa mi è arrivata la lettera di un uomo che m'insultava dicendomi che rappresento "quanto di più spregevole il progresso e la parità dei diritti abbiano prodotto". Il dubbio è durato poco: ho deciso di rispondere anche a lui. Era infatti da un bel po' che mi ronzava in mente il concetto di ‘selezione artificiale', che non sapevo come applicare alla rubrica.

Dopo la nascita del gruppo ho deciso di inserire ogni tanto, nella mia rubrica, un aggiornamento sullo stato dei miei studi relativi a Piergiuseppe, l'uomo che con la sua goffaggine ha rischiato di chiudere la mia carriera ma mi ha aperto le porte della percezione. Andrea è contento di come va il sito e degli accessi a Dimmi con chi ce l'hai. A volte anche le feste con i Negroni scadenti riservano delle belle sorprese.

La rubrica è su http://teresablu.stageadvisor.it