SPECIALE/MOSTRE/ Bellezza eterna e fulminea

di Olivia Fincato

Un'apparizione fulminea che resta in eterno. La bellezza non ha tempo e se riusciamo anche solo per un attimo a provare quella che Renato Miracco definisce come "sottile e sacra relazione con l'oggetto", quella bellezza rimarrà nostra per sempre. Dovevano restare infatti solo quattro giorni, appena fino al 16 novembre. Ma la loro straordinariatà ha fatto sì che la Morgan Library & Museum ci farà godere fino al 7 dicembre di qualcosa che non ha tempo, qualcosa che ci appartiene e che ora, per la prima volta, è esposto negli Stati Uniti. Italian Treasure from the Calabrian Region è una mostra di pochi rari preziosissimi pezzi, parte del ricco e inestimabile patrimonio artistico dell'estrema punta a sud della nostra penisola. Crocevia di culture, popolazioni e tradizioni, la Calabria, grazie alla favorevole posizione geografica nel Mediterraneo, è sempre stata un polo multietnico di scambio in cui la convivenza e l'incontro di popoli diversi, sono ancora visibili sia nelle testimonianze artistiche che nelle sopravvivenze linguistico-dialettali. La mostra, organizzata grazie al supporto dell'Italian Trade Commission (ICE) e della Regione Calabria sotto gli auspici del Ministero Italiano dello Sviluppo Economico e con la preziosa collaborazione dell'Istituto Italiano di Cultura di New York prevede due sezioni cronologiche e tematiche. La prima costituita da quattro reperti archeologici riconducibili al legame che la Calabria intrattenne con la madrepatria, la Grecia, nel periodo in cui era una delle sue principali colonie. La seconda raccoglie invece un nucleo d'argenti databili all'età barocca e strettamente connessi all'ambito sacro-liturgico.

«Con l'ICE desideriamo affiancare la cultura all'attività più strettamente commerciale, Italian Treasure from the Calabrian Region ne è un esempio importante» dice il direttore dell'Italian Trade Commission Aniello Musella durante l'inaugurazione della mostra lo scorso mercoledì e continua «alla magnifica esposizione delle eccellenze calabre alla Morgan Library seguirà, probabilmente durante il periodo natalizio, un'iniziativa di comunicazione e promozione del territorio calabro. Una sorta di educational della durata venti giorni in vari punti strategici per far conoscere al pubblico americano le deliziose specialità culinarie e i prelibati vini di questa regione così poco conosciuta». E dopo aver passato la parola al direttore Miracco, curatore e fautore della mostra, (non dimentichiamoci che nonostante la Morgan Library abbia rigide pianificazioni annuali il direttore dell'Istituto in tempi brevissimi è riuscito a far diventare realtà il sogno di avere i bronzi e gli argenti calabri a New York) il pubblico parte per un breve tour attraverso le diverse epoche storiche presentate nelle prestigiosa sede artistica.«Vorrei ricordare che questo è solo l'inizio della presentazione delle eccellenze provenienti dalla Calabria, con il 2009, anno del Futurismo, stiamo organizzando un importante iniziativa su Boccioni» continua Miracco mentre si avvicina a quello che è considerato uno dei capolavori del nostro patrimonio artistico, la testa di bronzo di Basilea. Il volto crea un insolito vuoto intorno, è come se la sua bellezza andasse ammirata da distante per poi avvicinarsi, quasi in segno di devozione. È un'opera straordinaria che esemplifica, nonostante le rotture, trafugazioni e viaggi di mano in mano nelle acque mediterranee, l'idea classica di bello. Un viso dall'espressione eroica, regale, elegante. Le linee degli zigomi perfette come quelle dei capelli, tutto segue un disegno preciso, sacro, che vive eterno, nella bellezza senza tempo. Trovato nel 1975 il bronzo venne comprato dal Museo di Basilea e solo nel 1996 riportato in patria per poi solcare ancora una volta nel 2008 le acque, questa volta atlantiche, e arrivare a New York. Il tour prosegue attraverso gli altri pezzi del periodo della Magna Grecia, dalla testa di bronzo passiamo ad un'arula perfettamente conservata che rappresenta il mito di Tyrò, soggetto di una tragedia di Sofocle. Il bassorilievo ritrae Pelia e Neleo supplici all'altare dopo aver ucciso la crudele principessa Sidero che sottoponeva a continue sofferenze la loro madre Tyrò. E prima di passare agli argenti del periodo barocco, ci avviciniamo ad uno degli alberi della sala centrale della Morgan dove, al di sotto di questo, sono esposti altri tre pezzi, quasi a voler continuare la tradizione delle Pinakes. Quest'ultime son tavole votive che usualmente le fanciulle in procinto di sposarsi appendevano ai rami degli alberi, come ex-voto. Quella in esposizione rappresenta Hermes e Afrodite sul carro ed è accompagnata da altri due bronzi, uno specchio, strumento molto importante per il passaggio all'aldilà e il manico di Patera conformato a Kaurus.«Un sorriso arcaico quello della divinità, quasi di compiacenza» prosegue Miracco «le braccia sollevate diametricalmente indicano il concetto della duplicità, tipico nellla mitologia greca: sei libero di bere, sta a te decidere se goderne o abusarne». La visita segue e con un lungo salto epocale passiamo alla seconda sezione, quella degli argenti. «Questi sono esempi di come la spiritualità colleghi l'archeologia con la chiesa» spiega il direttore «la cosa che più mi colpisce di questi oggetti è la quotidianità dell'eccellenza, la preziosità nell'uso comune di tutti i giorni». Sono calici e ostensori realizzati con una minuziosità rara, raffigurano angeli, raggi, molte volte di diversa forma a seconda dei diversi periodi di realizzazione e tutti evocano, come diceva Miracco, l'idea di circolarità tra terra e cielo, dalla fisicità alla spiritualità attraverso il passaggio di Cristo.

La giornata in onore dello scrigno Calabro ammirato anche dal Console Generale Francesco Maria Talò e dal direttore dell'Enit Riccardo Strano prosegue nella Gilder Lehrman Hall disegnata da Renzo Piano. Alla conferenza sulla mostra Italian Treasure from the Calabrian Region dopo il direttore della Morgan Library& Museum William Gridswold sono intervenuti, il direttore dell'ICE Aniello Musella, Clemente Marconi, Professore di Arte e Archeologia Greca alla New York Univeristy, Caterina Greco, soprintendene ai beni archeologici della Calabria, seguiti dal saluto finale di Renato Miracco e della moderatrice della serata Josephine Seidita. Il pubblico fremeva durante la discussione dei relatori... tutti infatti sapevano che oltre ai preziosi bronzi ad aspettarli c'era anche un ricco buffet di prodotti tipici calabresi, benessere per la bocca e per lo spirito! Primo assaggio dell'iniziativa educational Authentic Italian Food from Calabria che sarà organizzata dall'ICE.

Durante la inaugurazione è stato inoltre distribuito a tutti gli invitati un catalogo creato appositamentre per la mostra Italian Treasure from the Calabria Region in due lingue disegnato e realizzato da Leftloft.