MOSTRE/METROPOLITAN/ Il Rinascimento e l’amore nell’arte

di Laura Caparrotti

Anticipando il mese degli amanti, Il Metropolitan Museum of Art celebra l'Italia terra di amore. Infatti, il 18 novembre si inaugura la mostra Art and Love in Renaissance Italy che altro non è che un viaggio fra gli usi, i costumi e la loro incidenza nelle arti nella nostra penisola, nel periodo compreso fra la fine del 1400 e l'inizio del 1500. La mostra è divisa in tre sezioni principali e va seguita puntigliosamente perchè ogni elemento racconta non solo la storia di quei secoli, ma anche la nostra storia. La prima sezione è quella dedicata ai fidanzamenti, ai matrimoni e alla nascita della prole. "Amore vole fe" cita in alto la prima sala e nelle teche del Metropolitan campeggiano regali di nozze e di fidanzamento, maioliche, oggetti in vetro rigorosamente di murano, dipinti, e molte strette di mano. Allora, il matrimonio veniva primariamente sancito proprio da una stretta di mano, con cui la sposa si consegnava fedele al marito. "Io te do la mane/Dame la fede" cita una frase nella terza sala. Oltre ai piatti che recano strette di mano, molti gioielli, fra cui uno dei più antichi anelli di diamanti mai conosciuti, raccontano di matrimoni estremamente costosi, che davano il senso di chi fosse la famiglia e quanto contasse o potesse contare. Cosa che accade ancora oggi in tante parti del mondo, Italia compresa.

Molti dei capolavori presenti vengono da corredi nuziali, di gente comune così come di grandi famiglie. La sposa portava in cassoni, spesso creati appositamente per il matrimonio, un corredo finissimo, fatto di abiti, oggetti di valore, come scatolette pregiate e pettini finemente decorati. I cassoni erano delle vere e proprie opere d'arte, affidate ai migliori artisti in circolazione. Esistevano anche i futuri mariti, che però avevano un compito più semplice. Dovevano semplicemente fare qualche regaluccio alla sposa, tipo anelli, che però potevano essere rivenduti una volta che il matrimonio era stato celebrato. Se lo sposo non voleva comprare il gioiello, poteva anche affittarlo per quelle poche settimane che lo separavano dal matrimonio. Se, dunque, le nozze erano un'occasione di sfoggio di ricchezza e potere, la nascita rappresentava il cuore dell'unione fra un uomo e una donna. Dare alla luce un erede, meglio se maschio, significava la continuazione di una casata. Una possibilità che doveva però scontrarsi con il pericolo della gravidanza, sia per la madre che per il bebé.

Dunque una nascita senza ostacoli era doppiamente celebrata e commemorata. Venivano creati piatti e vassoi che raccontavano la nascita, la vita della madre e del bambino. Presente in sala un vassoio realizzato addirittura per Lorenzo De Medici. Fra tutte queste testimonianze riguardanti la vita amorosa di qualche secolo fa, non potevano mancare i sensi. Due piccole salette, prima dell'ultima grande stanza, sono dedicate all'amore profano e all'erotismo nel Rinascimento. Riflettevamo con la curatrice di questa sezione, Linda Wolk-Simon, come una volta il sesso era visto come parte naturale della vita e in qualche modo, nonostante l'apparente oppressione in certi regni, l'erotismo fosse vissuto in maniera molto più sana e viva di quanto succeda oggi. Lasciamo al visitatore il piacere di scoprire i tanti dettagli di tale arte; ci limitiamo a citare alcuni pezzi presenti, assolutamente inediti per un pubblico museale.

Parliamo in particolare di quello che la curatrice ci ha indicato con flat painting, dicendoci che non esiste una parola ufficiale per indicarlo. Si tratta di una cartolina, una incisione su cartoncino, raffigirante una cortigiana e un Cupido bendato. Erano cartoline che venivano prodotte a Venezia e pare venissero date in dono per sollazzare la fantasia altrui. Nel caso della cartolina esposta, si vede come sia possibile alzare la gonna della cortigiana per trovare ricami e mutandoni, al tempo evidentemente eccitanti. Ci diceva la curatrice che questo tipo di cartoline sono ancora molto poco studiate, dunque non si sa bene che pubblico avessero. Un altro pezzo è presente alla Public Library di New York e rappresenta una gondola fra i canali veneziani: appena si solleva il pezzo della gondola, ecco comparire una coppia abbracciata nell'estasi dei sensi. Infine, citiamo per dovere di cronaca, la presenza nella mostra di artisti quali Tiziano, Tintoretto, Botticielli, Lorenzo Lotto, Parmigianino, Giulio Romano e così via. Il Metropolitan ha anche organizzato una serie di eventi sul tema. Oggi, a partire dalle 2pm, verranno offerte una serie di conferenze promosse anche dall'Isituto Italiano di Cultura di New York. Il 5 dicembre, la professoressa Musacchio racconterà dell' Art, Marriage, and Family in the Florentine Renaissance Palace, mentre il 30 gennaio il professor Chojnacki parlerà di Marriage, Love. and Lineage in Renaissance Venice. Vari concerti di musica rinascimentale sono previsti fino a tutto gennaio e il 9 dicembre, Philippe de Montebello, direttore appena uscito dal Metropolitan, e Isabella Rossellini offriranno una serata - già completamente esaurita - sul linguaggio dell'amore nel Rinascimento Italiano. Per informazioni su tutte le attività, consultare il sito www.metmuseum.org o chiamare il 212-535 7710. La mostra chiude il 16 febbraio 2009.