PRIMO PIANO/FESTIVAL NICE/ Giallo pucciniano a New York

di Natasha Lardera

Dopo il trionfo alla Mostra del Cinema di Venezia e la entusiastica accoglienza di stampa italiana ed internazionale, questa sera verrà presentata, alle ore 20.00, al Walter Reade Theater di Lincoln Center, la prima americana del film di Paolo Benvenuti Puccini and the Girl (Puccini e la Fanciulla) nell'ambito del NICE film festival.

Il film racconta il rapporto tra la creatività musicale di Giacomo Puccini e una delle sue più intime e segrete fonti di ispirazione: l'universo femminile. In 84 minuti, si narra uno degli episodi più oscuri della vita del Maestro - la tragedia di Doria Manfredi, la sua giovane cameriera, che si suicidò nel gennaio del 1909. Puccini, interpretato da Riccardo Joshua Moretti, (l'assomiglianza con Puccini è assolutamente incredibile), si trova a lavorare nella sua villa di Torre del Lago, dove sta componendo l'opera La fanciulla del West. Doria, viene ingiustamente accusata dalla moglie del Maestro, Elvira, di essere l'amante di suo marito e la ragazza, incapace di sopportare la vergogna, decide di togliersi la vita. La verità si scoprirà quando ormai è troppo tardi.

Ancora una volta il regista cattura dal primo istante di visione l'attenzione totale del pubblico, che sorprende raccontando questo capitolo della vita del grande Maestro con sole immmagini accompagnate da musica. Il dialogo diretto tra i personaggi è completamente assente, ci sono solo delle voci fuori campo che leggono le lettere ed i telegrammi tramite i quali quest'ultimi comunicano. La musica diviene un personaggio vivo e vibrante del film intrecciandosi con i sentimenti, con le azioni e gli avvenimenti storici.

"La scelta di fare un ‘film muto' è stata motivata da considerazioni etiche ed estetiche," ha dichiarato il regista, "Abbiamo sentito (lui e la moglie Paola Baroni) che fosse l'unico approccio espressivo per ottenere del ‘cinema puro', capace di esprimere concetti ed emozioni attraverso un flusso unico di immagini e suono."

Nei giorni passati, l'opera di Benvenuti è stata anche protagonista di due screening presentati alla Casa Italiana Zerilli Marimò: Gostanza da Libbiano (2000) e Segreti di Stato (2003), entrambi film legati ad episodi storici.

"Gostanza da Libbiano è il film con cui l'ho conosciuto," confessa il direttore della Casa Italiana, Stefano Albertini, "ed è stato un vero colpo di fulmine. Lo presento sempre nel mio corso Italian Films, Italian Histories, corso in cui mostro come il nostro cinema abbia raccontato la storia agli italiani."

In breve il film narra la storia vera di Monna Gostanza da Libbiano, anziana donna vissuta alla fine del 1500 a San Miniato, nel Ducato di Toscana, interrogata dall'Inquisione per stregoneria. La donna rovescia progressivamente i ruoli tanto che porta gli inquisitori a temere realmente la sua forza.

"Quello che ammiro di più del cinema di Benvenuti sono il rigore storico con cui lui e la moglie, Paola Baroni, realizzano le loro opere," continua il Professor Albertini, "ed il loro punto di vista cinematografico, unico per ogni film ma che fa parte di uno stile proprio che caratterizza il loro cinema. Il film Gostanza da Libbiano, realizzato nel 2001 ha il look e il ritmo di un'opera di un lontano passato. Mi ricorda molto La Passione di Giovanna d'Arco di Carl Theodor Dreyer, del 1928, film di luce ed ombre che traducono in un linguaggio visivo l'umore dei personaggi."

Per realizzare un film, Benvenuti si documenta ogni volta per anni e poi mette in scena i suoi lavori con pazienza, pochissimi soldi e attori spesso non professionisti.

Per la realizzazione di Puccini e la Fanciulla, il regista è stato aiutato da un gruppo di 16 studenti di Intolerance, la scuola di cinema di Viareggio. Nel 2001, gli studenti espressero il desiderio di capire come Benvenuti scrivesse le sue sceneggiature e insieme iniziarono a studiare questo particolare episodio. Era un soggetto al quale il regista era già attaccato. Gli studenti si recarono a Torre del Lago ad intervistare gli anziani del paese, ma nessuno era disponibile a dire cosa sapevano. Così libri e lettere sono stati i veri complici nel ricreare queste vicende, ma il vero tesoro furono dei documenti mai pubblicati trovati in una valigia dimenticata dal tempo.

Scrupolosa non è solo la ricostruzione dei fatti, ma anche quella della vita nell'Italia contadina degli inizi del ventesimo secolo, con scene di vita rurale ma anche di ricchezza e divertimento, evidenziando così la differenza di classe sociale. L'assenza di dialogo rende ogni scena un meticoloso tableau, bello ed intrigante come un quadro d'altri tempi di rara bellezza.

Puccini e la Fanciulla, 16 novembre, 20.00

Walter Reade Theatre @ Lincoln Center

70 Lincoln Center Plaza