NOVITA’/ LO CHEF CESARE CASELLA E LA “SALUMERIA ROSI”/ Affettati a Go-Go sulla Amsterdam

di Gina Di Meo

Un pezzo d'Italia s'è desta nell'upper west side. L'orgoglio nazionale italiano si è risvegliato ancora una volta a tavola ed ha invaso Amsterdam Avenue importando il concetto di salumeria/gastronomia. Salumeria Rosi ha aperto i battenti la settimana scorsa tra la 73ma e 74ma strada grazie ad una joint venture tra il famoso chef Cesare Casella, presidente dell'Italian Culinary Academy, e la famiglia Rosi di Parma proprietaria del marchio Parmacotto.

Siamo andati ad incontrare Cesare durante i giorni di testing/tasting della sua nuova creatura. Abbiamo scoperto che il lupo cambia il pelo ma non il vizio e da downtown, dove Cesare era proprietario del ristorante Maremma, ad uptown, il nostro chef non manca di sfoggiare il suo compagno inseparabile, ossia il famoso mazzetto di rosmarino che continua a fare capolino dal taschino della sua giacca. Il posto ci lascia a bocca aperta, sia per il design sia per ciò che pende dagli scaffali o esposto nella vetrina del bancone. Il famoso bancone del reparto gastronomia, che fa bella mostra di sé con tutto ciò che stimola l'appettito. Cesare ci spiega che ha voluto richiamare l'idea della vecchia salumeria con cucina. «Ho voluto ricreare - dice - una salumeria tradizionale di quelle come esistevano una trentina di anni fa, dove c'era all'interno anche il bar del paese. Nel nostro caso aperto, sarà aperto dalle 8 del mattino alle 11 di sera, e contemporaneamente c'è il servizio al tavolo dove volendo ci si ferma a mangiare quello che c'è in vetrina. Diversamente, il posto funziona come una normale salumeria, si compra e si porta a casa». E a proposito di bar del paese, Cesare orgogliosamente dice che sono banditi pancake, bagel, muffin, omelette, insomma quello che vuole offrire è una vera colazione all'italiana, a base di cornetti, espresso e cappuccino.

Salumeria Rosi è nata quasi per caso, neanche a farlo apposta durante una conversazione a tavola. «Ero qui a New York in un ristorante, circa un anno e mezzo fa. Seduto c'era anche Marco Rosi e parlando, ci siamo accorti che entrambi volevamo aprire una salumeria a New York. All'epoca io non sapevo che Rosi era il proprietario di Parmacotto. Alla fine abbiamo deciso di metterci insieme e di aprire questo posto in una delle più belle location della città». Salumeria rosi è stata un investimento importante ed il design è opera di un architetto premio Oscar del calibro di Dante Ferretti. Tutto l'ambiente è stato di fatto realizzato in Italia in un capannone in sei settimane e poi trasportato negli Stati Uniti. I 25 posti a sedere sono stati ricavati in un spazio estremamente confortevole ed elegante ed una gigantografia dell'Italia, che richiama le tradizioni culinarie di ogni regione, prende quasi tutta la sala.

«Vogliamo offrire ai nostri clienti - conclude Cesare - il meglio della gastronomia italiana, oltre a piatti preparati, un ottimo Prosciutto di Parma invecchiato tre anni, salame toscano, bresaola, finocchiona e formaggi come gorgonzola, ricotta, mozzarella di bufala. Il tutto a prezzi convenienti».

E per cognizione di causa, visto che siamo stati tra i fortunati a testare Salumeria Rosi per cena, aggiungiamo che è un'esperienza che vale la pena provare. Salumi, formaggi, antipasti caldi e freddi accompagnati da un buon bicchiere di vino, conditi, inoltre, da un'atmosfera cordiale, sono la ricetta giusta, soprattutto per noi italiani, spesso nostalgici di certe abitudini di casa nostra.