SPECIALE/EVENTI/ Al Queens con Pagani per De André

di Donatella Mulvoni

New York non è solo Manhattan. È per questo che abbiamo deciso, per la prima volta, di portare una pagina di cultura italiana nel Queens e regalarla a tutta la nostra comunità. Questa pagina si chiama Fabrizio De Andrè". Maurizio Antonini, vice Console a New York, motiva con queste parole la decisione del Consolato italiano di promuovere un concerto, totalmente gratuito, in un teatro, nel Queens. Un appuntamento, quello del 16 novembre, 5:30 pm, al teatro del "Christ the King" High School, per tutti coloro che apprezzano la musica del cantautore e poeta genovese, fra i più conosciuti e amati di sempre.

A interpretare i brani più famosi di De Andrè un grande artista: Mauro Pagani, che negli anni ottanta è stato protagonista di tante collaborazioni di prestigio con il cantautore genovese.

La scelta di questi due rappresentanti della cultura italiana non è casuale. "De Andrè, secondo noi, è sofisticato e popolare al tempo stesso e si è sempre impegnato nel recupero della tradizione italiana e dialettale- racconta Antonini- Sia lui che Pagani, nella loro attività musicale, hanno spesso fuso le qualità di strumenti musicali secolari producendo suoni nuovi e all'avanguardia. A ben vedere, loro rappresentano, in qualche modo, il pubblico che il 16 novembre vorremmo raggiungere. Gli italiani del Bronx, del Queens, di Brooklyn sono molto diversi da quelli che abitano a Manhattan. Amano il folk, il dialetto e sono legati al passato. Pagani, cantando le canzoni dell'autore di Bocca di Rosa e Don Raffaè, con la sua voce dipingerà molti dei colori, dei luoghi e delle tradizioni da cui la nostra comunità proviene". L'evento è stato reso possibile dalla collaborazione del Consolato con

la Federazione di Brooklyn e Queens e la partecipazione dell'Istituto di Cultura Italiano.

Per circa due ore Pagani proporrà i brani storici che hanno reso famoso De Andrè. Ma anche canzoni popolari e musiche etniche. Quello del Queens non sarà un evento isolato, assicura il vice Console. "Certo, tutto dipenderà dal successo che questa iniziativa otterrà. A noi non interessa solo l'affluenza di pubblico. Un importante dato da rilevare sarà, infatti, quanti italiani da Manhattan si sposteranno fino al Queens per assistere all'evento".

Il 14 novembre un'anticipazione del concerto del 16. Alle 6, nella sala dell'Istituo di Cultura Italiano, si susseguiranno vari tributi all'artista genovese. Poche parole e un video che racconterà chi era De Andrè, con spezzoni presi da alcuni suoi concerti. Sarà proiettata anche un' intervista in cui il cantautore parla di sè e della sua attività musicale. Sarà presente anche Mauro Pagani, che intratterà il pubblico con alcune delle sue più importanti canzoni, dopo aver risposto ad alcune domande che il vice console e il pubblico gli rivolgeranno.

Nessuno meglio dell'artista lombardo, ex componente della Premiata Forneria Marconi, poteva rappresentare Fabrizio De Andrè. La collaborazione fra i due artisti ha dato alla luce alcuni fra i dischi più importanti della musica leggera italiana.

"Creueza de ma", prodotto nel 1984 interamente in dialetto Genovese, è stato giudicato dai critici il miglior album degli ultimi 50 anni. Cosi come "Le Nuvole", inciso nel 1990, sempre grazie alla collaborazione di Pagani, è stato considerato uno dei più bei album del decennio.

Quando si parla di Pagani, si parla di un musicista di calibro internazionale, che ha saputo sperimentare e cambiare il modo di fare musica in Italia. Nel 1978, con il suo primo album da solista "Mauro Pagani", anticipò nelle sonorità e nella ricerca di contaminazioni quella che verrà poi definita "world music".

Nella sua carriera da solista, intrapresa dopo aver lasciato la Premiata Forneria Marconi, ha collezionato molte collaborazioni importanti con vari artisti come Roberto Vecchioni, Gianna Nannini, Luciano Ligabue, Ornella Vanoni oltre che al già citato Fabrizio de Andrè. Si è cimentato, inoltre, anche come autore di colonne sonore. Le sue ispirazioni comprendono non solo il rock, ma anche il blues e la musica etnica di matrice araba, balcanica e medio orientale.

Tutte queste influenze, raccolte nei suoi tanti viaggi in giro per il mondo, fuse con le atmosfere popolari italiane, Mauro Pagani le proporrà al pubblico italo Americano che sarà presente il 16 novembre, ore 5:30, al teatro del "Christ the King" High School, che si trova a Metropolitan Avenue, Middle Village, nel Queens. Per maggior informazioni è a disposizione un numero telefonico: 718-366-77400 

 

ISPIRATO DA RIBELLI E PROSTITUTE

"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori" ("Via del Campo"). È questo il credo di Fabrizio De Andrè, che con le sue ballate ha stravolto i canoni della canzone italiana. Ha raccontato prevalentemente le storie di ribelli, di prostitute e persone spesso ai margini della società. Nel suo mirino sono finiti i benpensanti, i farisei, i boia, i giudici forcaioli e i re cialtroni di ogni tempo. La sua scalata al successo ha inizio nel 1968, grazie alla interpretazione di Mina della sua "Canzone di Marinella". Il brano, uno dei suoi capolavori, è ispirato alla storia vera della morte di una prostituta. "Via del Campo", "Bocca di Rosa", "Don Raffaè" e la "a Guerra di Piero", la sua canzone antimilitarista per eccellenza, sono solo alcune delle sue opere più conosciute dal grande pubblico.

Le musiche delle sue prime opere sono state negli anni contaminate da altre culture, come quella francese e americana. Una produzione spesso all'avanguardia, caratterizzata da suoni nuovi creati con la combinazione di strumenti secolari. Il dialetto è stato fondamentale per il lavoro di Fabrizio De Andrè "In una nazione giovane come l"Italia i dialetti sono indispensabili", ripeteva spesso.

E, interamente in genovese è l'album "Crueza de ma", del 1984, nato dalla collaborazione con Mauro Pagani, giudicato dai critici il miglior album degli ultimi 50 anni. È l'inno a quella Genova che per il cantautore, nato nel capoluogo ligure il 18 febbraio del 1940, rappresentava un "Continente a sè", con "il suo sapore di mare, il profumo della sua cucina, ma anche il puzzo del porto e del pesce marcio".

D.M.