Bassetti: Obama leader “glocale”

Barack Obama è stato eletto presidente degli Stati Uniti d'America, ma ha vinto in tutto il mondo. La percezione, infatti, è che la sua sia stata forse per la prima volta una vittoria globale, un successo che ha fatto della sua figura un vero e proprio marchio, un brand da seguire e un'immagine comune da esportare.

La stessa Europa, secondo i sondaggi se avesse potuto avrebbe votato in massa il leader afroamericano, ma nel vecchio Continente sarebbe stato possibile costruire un tipo di comunicazione con la stessa impronta globale ma anche il medesimo spirito "local" americano?

"No, L'Europa non ha ancora il ruolo degli Stati Uniti, l'unica nazione che ha anche una funzione globale è l'America - dichiara a all'agenzia News ITALIA PRESS Piero Bassetti, presidente di Globus et Locus - tutto il mondo partecipa alle scelte americane perché ne è di fatto influenzato. La novità è un'altra: le origini afroamericane di Obama gli permettono di essere ancor di più un leader "glocale" proprio perché non viene percepito soltanto come ‘americano'". "L'Europa, al contrario, è ancorata a un tipo di comunicazione solo locale, vi è un audience nazionale ma non globale", prosegue Bassetti.

La comunicazione "made in Obama", infatti, è una "Politica 2.0", la nuove versione della politica dei nostri giorni, come l'ha definita sul suo blog Scott Goodson, fondatore dell' agenzia Strawberry Frog, che ha dichiarato: "Obama non è un brand nel senso tradizionale, è un movimento culturale."

Per la sua campagna elettorale, il candidato democratico alla Casa Bianca ha puntato molto sul Web. "Quella di Obama è stata un'elezione che ha avuto una piattaforma davvero globale, tanta gente è come se avesse partecipato direttamente al voto - aggiunge Bassetti, che questa settimana sarà a New York per presentare mercoledì alla Casa Italiana Zerilli Marimò della NYU la traduzione in inglese del suo libro: "Italici: Il possibile futuro di una community globale" (Vedi l'appuntamento nel Taccuino a pag. 13).