LA REAZIONE AL VOTO DI MARTEDI’ A MANHATTAN/ Il brindisi italiano tra i ristoranti di SoHo

di Elisa Calpona

In una New York pullulante di spillette con il volto d'Obama, si respira un'atmosfera d'estate interiore, che celebra la recente elezione del neopresidente degli Stati Uniti.

Se facciamo capolino in un paio di ristoranti a Soho, possiamo prelevare qualche reazione, tra un boccone e l'altro, da parte degli italiani che popolano downtown Manhattan. Chi sono e cosa pensano i giovani connazionali, che orgogliosi di testimoniare ad un evento storico, sono raggruppati davanti al maxi-schermo del ristorante "i Tre Merli" la notte del 4 novembre del 2008? Il Circolo PD NY organizza lì un incontro e ospita due giovani parlamentari italiani, gli Onorevoli Sandro Gozi e Paola De Michele, che hanno deciso di presenziare alle elezioni più agognate della storia d'America. Seguito in diretta lo spoglio elettorale, chiediamo agli italiani di pronunciarsi. Maria Elisa, 30 anni insegnante: "Chi conosce la storia non può che sentirsi accaponare la pelle di fronte all'elezione di un afro-americano. L'America ha votato Obama per quello che rappresenta e per l'ispirazione che c'è alle spalle della sua scelta di fare politica: aiutare i deboli".

Elena, 37 anni, sarta, che vive a New York da 20, aggiunge la sua percezione del contributo che Obama può apportare al suo paese: "La nuova generazione degli afro-americani vedrà sicuramente in Obama una tutela ed un incoraggiamento. I giovani di colore si sentiranno di canalizzare le proprie energie nell'istruzione e nel miglioramento perché c'è chi crede in loro. Non di rado, infatti, le nuove generazioni si sono perse in attività illegali ed hanno finito per sprecare le loro opportunità di riuscire nella vita."

Sostiene l'On. Sandro Gozi, deputato italiano al Parlamento: "Stiamo vivendo in diretta un grande momento della Storia americana. Le porte della Casa Bianca si spalancano ad un giovane di colore, che ha capito il bisogno di cambiamento, di rottura col passato, di costruire di un nuovo futuro per il popolo americano. Il vero messaggio che ci viene dall'elezione di Obama è l'entrata degli USA nell'epoca post-razziale".

Emilia Vitale, Coordinatrice del CIRCOLO PD New York e ricercatrice, dice: "Alle 6 del mattino del 4 novembre, al seggio dell'East Village c'era già la fila per esprimere la propria preferenza. E' sintomo che la politica americana sta cambiando volto, sta vivendo un'innovazione; è l'espressione di un'America diversa che riesce a smuovere qualcosa di grande dentro tutti noi. Solo 40 anni fa Martin Luther King veniva ucciso..."

C'è chi, come Daniela Pistillo, membro del coordinamento del PD e anch'essa ricercatrice, fa perno sulla straordinaria capacità di Obama di aver attirato alle urne milioni di elettori: "Questo rappresenta un unicum nella storia d'America: persone disinteressate di politica per la prima volta hanno preso coscienza delle difficoltà in cui versa il proprio paese e si sono chiesti come poter contribuire."

Paola De Micheli, deputato al Parlamento italiano, aggiunge: "Obama simboleggia la possibilità personale e collettiva di cambiamento. Gli americani hanno capito che il primato Usa nel mondo tra la crisi e le guerre poteva venire meno, ed hanno reagito da grande popolo, sciegliendosi un grande leader, che sprigiona energia e fiducia nel futuro. Per l'Italia questo deve rappresentare una lezione."

Il giorno dopo le elezioni un vivace dialogo sul neoeletto Obama rappresenta il fulcro delle conversazioni trai i tavoli di "Mezzogiorno" altro pilastro dell' anima gastronomica italiana a New York. Alessandro, 28 anni, funzionario ONU, crede nel multilateralismo che Obama pone come asse della sua politica, mentre Roberto, 27 anni, ingegnere, sottolinea l'importanza delle politiche ambientaliste inglobate nel suo programma. Carmelo, 32 anni, analista finanziario, apprezza, infine, il paideutico rispetto di McCain nei confronti del vincitore. L'alta lezione di democrazia dovrebbe far riflettere gli italiani tutti.