PUNTO DI VISTA/ L’infezione italiana servile ed egoista

di Toni De Santoli

IL centro-destra è al potere da sei mesi. In sei mesi venne redatta la carta dell'emancipazione dei cattolici in Gran Bretagna. In meno di sei mesi il governo Attlee lanciò l'assistenza sanitaria nazionale. In quattro o cinque mesi De Gaulle rivoltò la Francia come si rivolta un calzino. Ma quali progressi si sono registrati in Italia dalla radiosa primavera 2008 che sancì appunto il ritorno dei reazionari alla guida (...) della nazione italiana? Nessuno. La produttività non aumenta, anzi. Salgono invece i prezzi. I prezzi del latte, del pane, della carne. E Roma capitale? Roma è più sudicia, cafona e trasandata che mai mentre il centro di Firenze è ancora un suk. In varie province, la malavita seguita a spadroneggiare: il sangue continua a scorrere.

Quasi due secoli fa, il principe Metternich disse che l'Italia altro non era che "un'espressione gerografica". Non era vero. Ma è vero oggi. Oggi, l'Italia è, sì, "un'espressione geografica". Nulla più si crea nel nostro Paese. Nulla più nasce, rigoglioso e lucente, in Italia. Non bastano le solite, mirabili, eccezioni. E' il Sistema Italia che, dopo aver brillato, dopo aver accusato però flessioni, dopo aver arrancato alla meno peggio, ora appare prostrato, schiantato. Complici, in questo, parecchi italiani stessi. Gli italiani che fanno adesso risorgere la figura del "padrone delle ferriere". Credevamo che il "padrone delle ferriere" fosse stato eliminato per sempre prima dal governo Mussolini, poi dai vari governi succedutisi negli Anni Cinquanta e Sessanta, e da una coscienza popolare che più non ammetteva sfruttamenti di alcun genere.

Dev'esserci qualcosa di sordido nelle recondite pieghe della nostra psiche. Dev'esseci qualcosa di guasto nel nostro "animus": un'infezione che pensavamo appunto di aver finalmente debellato, ma che ora si ripresenta come un bacillo resistente anche al più robusto antibiotico. Dietro l'ospitalità delle nostre genti, dietro la giovialità delle nostre genti portate al canto, all'abbraccio, al sorriso, all'effusione, al complimento, si agitano invece un egoismo e un'indifferenza che alla lunga rendono vana ogni riforma, ogni riforma giuridica, ogni "riforma" mentale. Ecco che dalla tomba escono i popolani che prendono con successo a colpi di forcone Carlo Pisacane e i suoi... Ecco che rispuntano i romani i quali assistono immobili e inespressivi alla caduta della Repubblica Romana a opera della potenza militare francese... Torna sulla scena l'italiano il quale serve con devozione le famiglie, le classi dalle quali viene quotidianamente sfruttato, vessato, disprezzato. In attesa della carezza che ogni tanto, certo, arriva, ma essa è "pelosa", è fredda, è artefatta. A lui comunque questo non interessa. Si tratta pur sempre d'una carezza... Per pochi istanti gli è concesso ciò che egli bramava! Insieme a mezza salsiccia. Insieme a sconce dimostrazioni di ammirazione verso la moglie, la figliola...

Se Berlusconi un bel giorno proponesse la re-introduzione dello "ius primae noctis", chissà che non troverebbe parecchie famiglie italiane disposte ad acconciarvisi... Scrisse ottant'anni fa Scott Fitzgerald: "Gli italiani? Gente equivoca, ruffiani".

Eccola l'Italia in cui non nasce davvero più nulla che possa allietare l'animo, affinare la mente. Migliorare l'individuo.