SPECIALE/CONTRIBUTI ITALIANI IN AMERICA/ Addio Ciongoli, leader scienziato

di Generoso D'Agnese

L'ultima avventura, con la NIAF, l'ha affidata alle stampe lo scorso ottobre, firmando la sua presentazione del numero di novembre della rivista. L'ultima grande soddisfazione è arrivata sempre a ottobre con l'annuale gala della NIAF che a Washington ha riunito migliaia di italiani, italo-americani e italofili per quella che anche negli ambienti politici americani viene vista come un importante appuntamento pre-elettorale. Ma non ha fatto in tempo a dare il suo contributo all'ennesimo cambio presidenziale americano, lui che ha sempre sostenuto con fervore la causa repubblicana.

Nei giorni scorsi il cammino di Alfred Kenneth Ciongoli ha lasciato le strade della vita dopo una strenua lotta contro il cancro, consegnando alla storia un professionista che proprio nella National Italian American Foundation ha trovato il completamento di una carriera ricca di soddisfazioni. Nato a South Philadelphia (tra i tanti vi crebbero anche lo sceneggiatore Joseph Stefano e il tenore Mario Lanza ) nel 1943, nipote di Antonio e Maria Restituta Sacchetti, come tanti italo-americani della zona Ciongoli aveva una parte di sangue abruzzese nelle vene, sapientemente dosato con l'ascendenza napoletana e magnificamente esaltata dall'orgoglio di essere cresciuto in uno Stato (la Pennsylvania) storicamente amico della comunità italiana emigrata nel Nordamerica. Cresciuto nelle scuole superiori della St. Joseph e laureatosi nell'Università della Pennsylvania a Philadelphia, A. Kenneth Ciongoli scelse la neurologia come proprio ambito formativo e in questa direzione percorse la carriera medica. Laureatosi nel 1968, Ciongoli arricchì i suoi studi di medicina con il tirocinio presso l'ospedale di Detroit, specializzazandosi presso la UVM (University of Vermont College of Medicine). Nel verde stato del Nordest americano il medico italo-americano affondò le proprie radici familiari, dedicendo di fermarsi nella città di Burlington, dopo aver sposato Barbara Ann ed essere diventato padre di cinque figli.

Ottenuta la specializzazione in neurologia, nel 1973 il futuro presidente della NIAF sviluppò ulteriormente la propria specializzazione settoriale aggiungendo le specializzazioni di neurofarmacologia, neuropatalogia e neuroimmunologia, rispettivamente presso la scuola di medicina di Harvard, nel Walter Reed Hospital, e nella Penn College di medicina. Ciongoli, nella sua carriera accademica conquistò anche piccolo record: fu infatti il primo cittadino straniero ad ottenere una borsa di studio da parte del governo danese. In Danimarca il futuro neurologo seguì un'ulteriore specializzazione in neuroimmunologia presso il Komune Hospitalet di Copenhagen, appassionandosi soprattutto alla ricerche della degenerazione neurologica. Appassionato professionista, "Ken" Ciongoli scalò negli anni i massimi livelli della sua specialità e divenne il Consulente medico dello Stato del Vermont per ben tre legislature governative.

Una delle più grandi soddisfazioni arrivò nel 1980 quando per l'italo-americano si aprirono le porte delle Olimpiadi invernali di Lake Placid. Designato capo-delegazione dello staff medico del team americano dei giochi olimpici, Ciongoli ha bissato l'incarico dopo 25 anni accompagnando la squadra americana nelle Olimpiadi invernali di Torino.

Inserito nella celebre guida del "Who's Who" nel Mondo, il neurologo medico non perse mai di vista la sua passione per le radici italiane. Orgoglioso della sua italianità, pur masticando poche parole di italiano Ciongoli manifestò sempre la sua convinzione che gli italo-americani sono il ponte insostituibile tra Italia e Stati Uniti, anche in termini di relazioni politiche ed economiche. Perplesso davanti all'esperienza del voto italiano all'estero ("non comprendo la fedeltà a due diverse nazioni", affermò in un'intervista di qualche anno fa), Ken Ciongoli entrò a far parte della NIAF nel 1990 e in 18 anni ha percorso tutte le tappe all'interno del sodalizio più conosciuto nella comunità italo-americana.

Autore di "Beyond the Godfather" (edito dalla New England University Press), di "Passage to Liberty" (pubblicato dalla Regan Books/HarperCollins), e di "Let Me In" il neurologo negli anni ha firmato anche 35 testi scientifici consegnando alla stampa di nicchia moltissimi articoli specialistici. Nel contempo ha mantenuto fede alla sua passione per la cultura popolare e oltre a essere socio fondatore del Vermont Italian Colonial Association (VICA) Ciongoli ha accettato con entusiasmo la nomina a membro emerito della Società di Mutuo Soccorso di Barre, la più antica delle associazioni italo-americane del Vermont, e diretto retaggio dell'esperienza socialista e anarchica in terra americana. Chiamato a far parte del direttivo dell'Ethan Allen Club, sodalizio tra i più prestigiosi del Nordamerica il presidente della NIAF non ha mai disdegnato di apparire negli show televisivi e radiofonici, promuovendo incessantemente la necessità di una crescita costante dell'associazionismo italo-americano.

Tra le ultime soddisfazioni del sessantacinquenne neurologo impegnato attivamente nella ricerca sull'Alzheimer, la visita a Montecitorio lo scorso 19 giugno, insieme a una delegazione di membri della NIAF e di politici italo-americani: nell'occasione Ciongoli incontrò il presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini. Una soddisfazione legittima, quella di guidare la delegazione della Fondazione, per la quale l'italo-americano ha speso tantissime energie in quasi venti anni di ininterrotta militanza. Nonostante l'avanzata inesorabile del tumore, il presidente della NIAF non ha voluto mancare al prestigioso appuntamento con i deputati italiani, in quello che forse è stato il suo ultimo tributo alla terra che nel 1902 aveva visto partire Antonio Ciongoli e Maria Restituta Sacchetti alla volta del Nuovo Mondo.