EVENTI/LIBRI/ La felicità ritrovata a New York

di Michelina Zambella

Il dolore e la solitudine possono affliggere negativamente la salute, fisica e psichica. Sta ad ognuno, dunque, riprendere in mano la propria vita. Riconoscere la felicità, riappropriarsene, agguantarla, aprendosi agli altri, esercitandosi ad essere felici, perchè i soldi e il successo non durano in eterno e, soprattutto, non fanno la felicità.

Questo è il messaggio che l'autrice best seller Antonella Boralevi ha lanciato col suo secondo romanzo, Il Lato Luminoso (Rizzoli, 244 pagine, euro 17.50). Il libro è stato presentato all'Istituto Italiano di cultura di New York, giovedi 30 ottobre, in una sala gremita di ospiti, amici, giornalisti e semplici curiosi, dove il Direttore Renato Miracco ha dato il benvenuto alla Boralevi, bellissima e solare come sempre, al giornalista de La Repubblica Arturo Zampaglione, che ha moderato l'intervista, e a Judy Missoni, pittrice- attrice, che ha interpretato alcuni passi del libro.

Tre i personaggi descritti. Maria, una giornalista del New York Times, cresciuta in una famiglia importante ma gelida. Mark, direttore di un celebre museo, omosessuale, che in gioventù ha infranto ogni regola, ha celebrato con il sesso l'arroganza della sua bellezza, ma adesso deve fronteggiare da solo la sua malattia. Binky, l'anziana paziente di una clinica di lusso, vittima della sua stessa bellezza. Tre vite dell'upper class di Manhattan che si sfiorano, seguendo misteriosi rimandi, fino al giorno del loro incontro. Quel momento luminoso che strappa queste vite dal buio, segnando una scoperta semplice. La scoperta che la Boralevi definisce "esercizio di felicità".

Questo il concetto chiave intorno a cui ruota l'intero romanzo, che già ci introduce al contenuto del libro dalla copertina, mezza nera e mezza dorata. Oggi 7 ha parlato con la Boralevi, che entusiasta ha parlato del suo nuovo romanzo.

Nell'apertura si legge: Ogni riferimento a nomi, persone o eventi è puramente casuale. Ma è veramente casuale?

«Si. Gli incontri del quotidiano ti rimangono impressi, alimentando idee che poi prendono forma. Ho creato questa storia solo per poter lanciare il mio messaggio»

Qual è il suo messaggio?

«Il lato luminoso regna in ciascuno di noi e altro non è che la capacità di aprirsi all'altro, di mostrarsi senza vergogna e senza remore. Tutti possediamo un lato oscuro, fatto di sofferenze e paura, ma anche un lato luminoso. La mia è la storia di tre vite di dolore e solitudine, quella di Maria, Mark e Binky, che si sfiorano nella Manhattan dell'upper class, incontrandosi solo alla fine. L'incontro è il momento in cui ciascuno diventa per l'altro la cura. Con questa "accoglienza" il romanzo si apre alla felicità».

Il suo libro è dunque un antitodo alla tristezza e all'infelicità?

«Col mio romanzo il lettore si appassiona alla storia dei tre personaggi in cui è facile riconoscersi. Ricchi ma tristi e soli. Questa lettura ti consente di indagare te stesso, superare quelle paure, ricordi ed incertezze che ti impediscono di aprirti agli altri. Infatti, solo quando i miei personaggi si tolgono la maschera che indossano, mostrandosi veramente per ciò che sono, senza timore, scoprono la felicità».

Qual è il suo personaggio preferito?

«Binky è l'unica a parlare in prima persona. La preferisco perchè ne provo pietà. La sua ricchezza e bellezza l'hanno distrutta e resa insoddisfatta. Ma è lei il cuore centrale della storia, è lei ad avere il segreto che poi sarà svelato, è lei la chiave di tutto».

Il Lato Luminoso scritto da un'italiana e ambientato a New York. Perchè?

«Perchè New York è una città straordinaria, bellissima, in cui esiste tanta ricchezza, ma anche tanta solitudine e tristezza. Tra l'altro amo questa città, in cui ho trascorso molto tempo e ho avuto tante esperienze che mi hanno consentito di realizzare la mia storia».

La ricerca delle ragioni dell'autodistruzione dell'essere umano hanno, dunque, spinto la Boralevi a scrivere questo manuale della felicità, per condividere la sua scoperta. Ovvero che la felicità è una musica che si suona in due, con l'altro, chiunque esso sia, amico o sconosciuto. Aprirsi a colui che ti accoglie per quello che sei, senza secondi fini o pregiudizi, togliendosi quella maschera di ipocrisia e apparenze che ci rende sconosciuti a noi stessi. La storia nasce, così, dalla volontà di voler affascinare il lettore, di intrappolarlo nella lettura, che pagina dopo pagina ti incuriosisce nella difficoltà di un testo forte ma scorrevole, penetrante e anche poetico. I versi di Anna Achmatova, Giuseppe Ungaretti, Attilio Bertolucci, Sofocle, Waslawa Szymborska ricorrono infatti nel romanzo, la cui colonna sonora è Sunday Morning dei Velvet Underground.

Con questa presentazione Il Lato Luminoso ha segnato il suo ritorno alle origini. New York, la città in cui la storia si è materializzata, luogo che la Boralevi ama tanto. "Cerco di rimanere a New York almeno un mese all'anno, perchè è una città che ti apre il cervello, che ti dà ispirazione. È qui che capisci come vanno veramente le cose"- ammette l'autrice, che conclude: "Tornarci per me rappresenta una sorta di brainwash, un lavaggio di cervello. Infatti, adesso che ritorno voglio scrivere un altro romanzo".

Non resta altro che attendere il prossimo ritorno, quando la Boralevi, presentando il suo prossimo capolavoro, troverà l'ispirazione per la sua futura opera d'arte.