LIBRI/ “WORLDLY WISDOM” DI JAMES SLOAN ALLEN/ La saggezza dei grandi libri del passato per la vita del presente

di Stanton H. Burnett

James Sloan Allen: Worldly Wisdom: Great Books and the Meanings of Life. Savannah: Frederic C. Beil, 2009.

Il percorso intellettuale di James Sloan Allen è segnato da importanti tappe, dalla Columbia a Haverford, dalla New School alla Juilliard, dove ha lavorato sia come rettore sia come decano. Uno dei suoi campi di studio è stato - tra gli altri - il Canone Occidentale; egli ha pubblicato articoli di grande spessore sulle maggiori riviste letterarie sulla produzione di Virginia Woolf, Nietzsche, Oscar Wilde, e di altri artisti che si sono opposti al pensiero convenzionale e conformista. Questo percorso lo ha portato, quasi dieci anni fa, alla Mercantile Library di New York, dove ha organizzato una serie di gruppi di lettura che si sono distinti sia per il loro scopo, sia per il grande successo riscosso.

Il Professor Allen ha recentemente abbandonato il suo intrepido percorso accademico per dedicarsi alla sfida più impegnativa per ogni intellettuale, ovvero una sintesi delle maggiori opere letterarie nella ricerca del significato che esse hanno nella nostra vita quotidiana (nel titolo stesso compare la parola worldly, terreno, materiale). La gamma delle opere è vasta (da Bhavagad-Gita a Freud a Gautier), ma l'interesse di Allen si focalizza soprattutto sul modo in cui ogni uomo si rapporta con gli altri, pertanto al centro della sua ricerca non poteva non trovare spazio il pensiero di Dante Alighieri e Nicolò Machiavelli.

Una prima riflessione riguarda l'enigma dantesco: perchè nell' Inferno alcuni crimini estremamente violenti sono collocati in gironi più alti (quelli riservati ai crimini meno gravi) rispetto a peccati considerati veniali dal senso comune posti invece nei gironi più profondi? Perchè il tradimento e la menzogna sono considerati tra i peccati più gravi, mentre l'omicidio invece è ad un livello intermedio? Seguendo un percorso di pensiero sempre molto legato al testo, Allen spiega che in Dante la fiducia è alla base del buon funzionamento della società. Qualsiasi atto che tradisca la fiducia infligge ferite più profonde alla salute della polis di un atto violento causato da una rabbia incontrollabile. Allen dimostra in modo altrettanto eloquente quanto fedele (al testo dantesco) questa inusuale teoria.

Il sistema di pensiero che Allen adotta nella sua interpretazione dell'Inferno (non prende in considerazione le altre due parti della Divina Commedia, e in generale, minimizza le considerazioni religiose in quasi tutti gli scrittori occidentali) viene ribaltato quando affronta l'opera di Machiavelli. Focalizzandosi principalmente su Il Principe, Allen enfatizza la relazione tra mezzo e scopo, tipica del pensiero di Machiavelli. Per usare le parole di Allen: "una volta che capiamo quale direzione dobbiamo prendere e quali sono le circostanze in cui viviamo, dobbiamo scegliere mezzi che ci portino logicamente verso quella direzione e quelle circostanze". Può sembrare un pensiero elementare, ma Allen evita di metterlo in relazione in modo esplicito con le decisioni prese alla Casa Bianca, il riferimento è evidente.

Per molti lettori questo diventerà il libro più importante e consultato della propria collezione.

Ulteriore punto a suo favore è che la lingua è piacevole e la scelta degli autori, spesso divertente e sorprendente, sempre accurata.

Quel ragazzo che in metropolitana si legge Oscar Wilde o Moliere, per merito di Allen, forse sta raggiungendo uno scopo ben preciso.