EVENTI/LA MOSTRA PER IL 50º DEL GUGGENHEIM/ “Theanyspacewhatever” con anche il Pinocchio di Cattelan

di Monica London

Il Guggenheim Museum di New York in previsione del suo cinquantesimo anniversario ha inaugurato la fine dei lavori triennali di ristrutturazione della facciata dell'edificio con un'esibizione d'arte contemporanea dal titolo "Theanyspacewhatever", aperta al pubblico dallo scorso 24 ottobre fino al 7 gennaio. Letteralmente tradotto significa "qualunque-spazio-ovunque" e "rimanda ad una narrativa in cui lo spazio diventa un attivo medium artistico che si apre ad infinite possibilità percettive", sostiene l'inglese Liam Gillick, uno dei dieci artisti partecipanti alla mostra che ha suggerito il titolo e creato un sistema di segnaletiche luminose per guidare ed orientare lo spettatore che s'inoltra nello spazio espositivo.

Viene da una frase del filosofo francese Gilles Deleuze, che utilizza nel suo trattato sul cinema per descrivere un momento nel film caratterizzato da un'essenziale eterogeneità - quel singolo spazio definito da molteplici prospettive in cui il legame tra le parti costituenti può essere realizzato in modi infiniti. In altre parole rappresenta "il luogo del possibile" che si apre a diverse esperienze percettive le quali, talvolta, annullano i confini spaziali o temporali portando lo spettatore in uno stato di leggera "allucinazione".

A cominciare dal "night sky" dell'artista canadese Angela Bulloch situato nello skylight del museo che irradia di luce stellare, si scende nei tre piani a spirale del museo fino al pian terreno, dove si trova la fontana al centro della rotonda, in cui è presente qualcosa di misterioso. E' la scultura di un pinocchio che galleggia a faccia in giù. Un'altra delle bizzarre e controverse opere dell'artista italiano Maurizio Cattelan che apre il viaggio narrativo dell'esibizione all'insegna dello stupore e dell'irrisoluto, in una dimensione che si colloca tra realtà e finzione. Un'opera fiabesca contraddittoriamente legata ad una fine misteriosa, ci si chiede: "sarà forse annegato"?, "si sarà suicidato"? o "sarà annegato in un tentativo di fuga dalla volpe malefica"?.

Le segnaletiche presenti sui tre piani intendono orientare, ma in realtà confondono, sono contraddittorie, giocano con l'ambiguità dei suoni e delle parole per lasciare il lettore con un senso di "spaesamento". Sono dieci le opere-installazioni realizzate dai dieci artisti stranieri, di diversa natura e stile, che indagano sulla complessa ed intricata interazione tra architettura, arte e teatro, dando vita ad un linguaggio visuale che declina in diverse rappresentazioni spaziali che si sovrappongono ed intersecano. Si perdono i confini spaziali, il giorno diventa notte e il dentro diventa fuori con l'opera della Bulloch, si entra, invece, in uno stato di perdizione visiva e sonora con "Promenade", l'installazione dell'artista francese Dominique Gonzalez- Foerster che trasforma la terza rampa del museo in una vera e propria tempesta tropicale caratterizzata da otto diversi canali sonori. Ma per vivere lo spazio fino in fondo "bisogna esporsi all'impatto di nuovi ambienti secondo un'angolazione diversa", secondo l'artista belga Carsten Holler, E' infatti proprio lei a proporre "revolving hotel room", una camera d'albergo che sarà aperta al pubblico per l'intero corso dell'esibizione. Il letto è posizionato su un piedistallo girevole in uno stile moderno e minimalista, illuminata dal "night sky" della Bulloch. Così il museo Guggenhaim per la prima volta in cinquanta anni (e forse nella storia dei musei) diventa un albergo. Infatti, secondo l'artista: "vivere lo spazio da una prospettiva diversa dà appunto la possibilità di cambiare l'intero modo di percepire lo stesso ambiente ed entrare in uno stato di allucinazione". Un albergo che diventa anche molto busy tanto che nel giro di pochi giorni, prima ancora dall'apertura della mostra, registra il pieno delle prenotazioni. La curatrice della mostra, Nancy Spector, commenta: "abbiamo dovuto imparare a come gestire il business managment alberghiero, un'esperienza nuova per tutti noi". I fortunati ospiti avranno così la possibilità di trascorrere una notte nel museo senza l'intrusione delle telecamere (almeno quelle sopra la camera), girare liberamente per i tre piani del museo e godersi la mostra in privato. Gli studenti pagano solo 260 dollari per notte, mentre per gli altri il prezzo si aggira intorno agli 800 dollari. Insomma, un vero e proprio albergo in cui le stelle non si contano, sono troppe.