SPECIALE MUSICA/ Prendi l’America a piccole dosi

di Lorenza Cerbini

Dopo l'assaggio della scorsa estate, Elisa torna a mordere la "Grande mela". La cantante friulana sarà in città mercoledì prossimo per un concerto "intimo". Niente stadi per questa giovane artista che ama il contatto con il palcoscenico al punto da cantare a piedi nudi. Niente grandi platee. Elisa ha scelto l'atmosfera un po' retrò del Bowery Ballroom, dove presenterà "Dancing" il brano che l'ha lanciata negli States e che ha dato il nome al suo ultimo album.

E' partito mercoledì sera da Toronto il tuo primo tour Americano. Diciasette date da vivere tutto di un fiato. Sarai a Montreal, Boston, Filadelfia, Chicago, Solana Beach, Salt Lake City, Seattle. Nonostante l'esperienza internazionale, questo debutto forse ti ha fatto battere il cuore. E oggi hai paura?

«Sono sincera. Un po' sì. Sono abbastanza emozionata».

Martedi giorno delle elezioni, ti esibirai a Washington. Come stai vivendo questo momento storico non solo per gli Stati Uniti, ma per il mondo intero?

«Direi con molta speranza. Spero in un futuro più sereno perchè sono stati anni difficili un po' per tutti e abbiamo bisogno di più tranquillità nel mondo».

Per questo esordio Americano hai scelto locali piccoli, dalle duecento alle mille persone. E' evidente che stai cercando un approccio semplice o meglio intimo con il pubblico americano. Confermi?

«Si assolutamente. Qui negli Stati Uniti sono semi sconosciuta e mi sembra giusto iniziare come ho fatto in Italia, dai piccoli club. Per altro mi esibirò in posti che amo moltissimo».

Canti in inglese sin dal tuo esordio sulla scena italiana, scoperta ancora adolescente da Caterina Caselli. Conosci l'America bene. Hai studiato in California. Pregi e difetti di questo Paese che ti ha effettivamente scoperta grazie allo show televisiovo "So you think you can dance?"... uno tsunami tutto Americano.

«Vivo questo successo con molta sorpresa, di giorno in giorno con spontaneità. La canzopne "Dancing" era uscita nel 2001 e questo successo inaspettato è arrivato nel 2007. Quindi molto tempo dopo. "So you think you can dance?", è stata un veicolo davvero inaspettato. Per quanto riguarda i pregi e difetti di questo Paese, beh, non sono una persona che si affeziona ai luoghi o non li vivo in base alla situazione economico politica del Paese. Ho un'idea mia dell'America, legata all'immagine felice della Berkeley che ho frequentato nel 1996. Il Paese comunque lo trovo molto standardizzato, direi quadrato».

"Dancing" è il tuo ultimissimo album che da luglio scorso si può trovare nei principali negozi di musica del Paese. I risultati... fino ad oggi?

«Siamo nella classifica di iTunes e non mi aspetto un enorme successo. Credo che per il tipo di promozione che stiamo adottando sia necessario il tempo. Stiamo lavorando in maniera progressiva attraverso i concerti dal vivo. Quindi, tutto dipenderà dalla reazione del pubblico e dal passaparola della gente. Spero però di poter tornare in futuro e di fare altri concerti».

Hai mai pensato di contare in spagnolo, seguendo ad esempio le orme della tua collega Laura Pausini?

«Non credo canterò in spagnolo. Mi trovo molto bene con l'inglese. E' una lingua elastica e ha un'importanza affettiva per me. Amo anche l'italiano, ma trovo più difficile comporre nella mia lingua di origine».

Nel 2002 hai esordito in teatro a Palermo in "Ellis Island", un'opera sull'immigrazione con musiche scritte da Giovanni Sollima. Tu eri sul palcoscenico nel ruolo di Felicita Sapegno. Cosa ti è rimasto oggi di quell'esperienza e hai mai più pensato di tornare a recitare?

«Mi è rimasto un bellissimo ricordo. Sollima è un musicista fantastico ed è stato bello lavorare al suo fianco. Il mio ruolo era semplice. Lo rifarei se ci fossero condizioni simili».

Hai firmato le colonne sonore per film di registi come Muccino e Guadagnino. Nell'immediato futuro ci saranno altre novità per il grande schermo?

«Ancora non posso parlare perchè non sono sicura, ma si c'è un progetto in corso».

Sei innamorata?

«Si»

YouTube ti ha fatto conoscere al pubblico Americano. Hai in mente di realizzare un Dvd di questo tuo tour? E stai scaricando video in quel cinema planetario che è appunto YouTube?

«Non sarebbe una cattiva idea. Io sono a favore di YouTube, che può essere usato non solo per frivolezze, ma per dovulgare notizie interessanti. Lo reputo un veicolo importante»

Questa intervista è stata tratta dal "Weekend di Lorenza" in onda giovedì scorso su Icn Radio. La puntata integrale si può ascoltare sul sito www.lorenzacerbini.com/radio.html

Elisa si esibirà mercoledì 5 novembre a Bowery Ballroom (6 Delancey Street). Per informazioni: (212) 533-2111