Che si dice in Italia

Porgere l’altra guancia?

di Gabriella Patti

PIERPAOLO PASOLINI SAREBBE FORSE D'ACCORDO. Io, invece, molto più modestamente confesso di avere provato un filo di fastidio - sotterraneo, nascosto, non dichiarato, di cui mi sono vergognata: ma c'era - alla notizia che Pino Pelosi, l'assassino dello scrittore, sia tornato sul luogo del delitto in veste di giardiniere. Pino detto "la rana", che aveva 17 anni quando si macchiò del delitto, oggi di anni ne ha 50. Fa parte di una cooperativa, dove lavorano molti ex carcerati, che tra le sue attività ha anche quella di ripulire il prato alla periferia di Roma dedicato a Pasolini e dove venne commesso l'omicidio. Lo so, cristianamente dovrei dire che tutto ciò è consolatorio. In fondo il perdono e, addirittura, il porgere l'altra guancia sono la grande lezione del Vangelo che ha superato il terribile e vendicativo "occhio per occhio"del Vecchio Testamento. E, poi, gli anni che passano possono davvero cambiare una persona, farla ravvedere. Tutto giusto. Ma mi lasciano perplessa le foto che sono circolate in questi giorni e che mostrano l'ormai quasi attempato Pelosi mentre in tuta taglia l'erba davanti al monumento bianco, nemmeno tanto bello, che ricorda il suo gesto efferato. Sbaglio? Forse sì. Anzi: sicuramente sì. Probabilmente dovrei con umiltà tornare a lezione di catechismo. Eppure...

LUIGI FONTANELLA, nella sua bella e utile rubrica Linguaio, vi racconta da queste pagine l'evolvere e l'ammodernarsi dell'italiano. Non voglio certo rubargli il mestiere. Ma, passando l'altro giorno davanti a piazzale Cadorna a Milano, ho pensato a lui. E ho sorriso. Vari pannelli disseminati lungo i marciapiedi compongono una bella mostra fotografica all'aperto intitolata Oltre la terra e dedicata all'avventura spaziale. Le grandi didascalie che accompagnano affascinanti immagini di stelle e pianeti lontani sono scritte in italiano e in inglese, l'uno traduzione dell'altro. Una di queste illustra una elegantissima galassia e dice, in inglese: A very "stylish" galaxy. Volete sapere la traduzione in italiano? Eccola: Una galassia molto "design". Le virgolette, in entrambe i casi, non sono mie: sono proprio nei testi. Ovvero: per tradurre dall'inglese in italiano si è usato un termine inglese. E' vero che la nuova lingua dell'era della globalizzazione è un esperanto fatto di parole prese dalle varie lingue e innestate sulla base dell'inglese internazionale. Ma quella frase si poteva ancora tranquillamente tradurre: Una galassia di grande stile.

SUI PASTICCI MACCHERONICI e i miscugli di lingue non sono soltanto io a protestare. Michele Fusco, titolare di Borgorosso Footbal Club, una divertente rubrica calcistica nell'edizione italiana del quotidiano gratuito Metro, si è irritato anche lui. Contro i suoi stessi colleghi. A furia di "spizzare" tramonta l'italiano, ha titolato la sua ultima column (scusate: rubrica). Che è successo? Ormai il verbo "spizzare", finora usato colloquialmente solo per indicare l'attività manuale sulle carte da gioco, è entrato nel gergo sportivo. Vorrebbe dire: Deviare la palla impercettibilmente, quel tanto che basta per farle assumere una direzione inaspettata. Togliete il condizionale. Non "vorrebbe dire", bensì "vuol dire". Perché contro i messaggi mediatici c'è poco da fare. Diventano consuetudine. Non ci resta che spizzare impercettibilmente verso nuovi vocabolari.