ROBERT MILLER PRESENTA IL LIBRO DI SANTI CORVAJA/ Quando il Duce incontrava il Führer

di Gaia Torzini

E' stato accolto con passione e interesse l'ultimo libro edito da Robert Miller, Hitler & Mussolini, The Secret Meetings, scritto da Santi Corvaja e presentato mercoledì scorso alla Mid-Manhattan Library di New York. Al termine del suo discorso introduttivo sull'opera, l'editore ed esperto di storia contemporanea è stato letteralmente "investito" di domande, richieste di spiegazioni, chiarimenti e persino opinioni personali su dettagli storici relativi alla seconda guerra mondiale da parte di un pubblico curioso e preparato, che per oltre mezz'ora ha saputo animare un vivace dibattito.

Miller, fondatore di Enigma Books, una casa editrice indipendente specializzata in storia contemporanea dal 1999, ha presentato un testo del giornalista italiano Santi Corvaja che, prima della morte, era riuscito a ricostruire, attraverso testimonianze del tempo, gli incontri segreti tra Hitler e Mussolini.

"Sappiamo ben poco sui meetings tra i due capi di Stato -ha spiegato Miller- Eppure, in un decennio, tra il 1934 e il 1944, si sono incontrati ben 17 volte. Si è trattato spesso di incontri privati di cui è rimasto poco in termini scritti. Corvaja ha avuto il merito di ripercorrere questi colloqui, contattando e intervistando i testimoni del tempo". Ed è così che nasce Hitler & Mussolini, The Secret Meetings, un libro (corredato da 32 fotografie in bianco e nero) che cerca di far luce, ancora una volta dopo tanti anni, su uno dei periodi più critici della nostra storia e che indaga sulla personalità di due leader che hanno trascinato le masse sull'abisso della seconda guerra mondiale.

Dopo aver ripercorso, a grandi linee, la nascita del fascismo e del nazismo, Miller ha scelto di presentare due dei 17 incontri analizzati nel testo. Il primo si svolse a Venezia, nel giugno del 1934, a seguito di vari tentativi, da parte di Hitler, di contattare Mussolini. In questo contesto, ricorda Corvaja "Mussolini definisce Hitler uno straordinario personaggio, affetto però da idee maniacali, come il terrore del comunismo e l'ossessione per gli ebrei". Non a caso, proprio in quell'incontro il Fuhrer dichiarò senza mezzi termini che sarebbe stato "ricordato nella storia per la sua missione di sterminio degli ebrei". Il meeting durò due giorni, al termine dei quali, il Duce apparve ai presenti talmente "frustrato" per i colloqui inerenti le questioni razziali (il popolo mediterraneo non poteva competere con quello "ariano" esaltato dai nazisti) al punto di salutare Hitler con un "gestaccio" inequivocabile.

Il secondo incontro selezionato da Miller riguarda invece un momento particolarmente drammatico del secondo conflitto mondiale. Siamo nel luglio del 1943: in Italia sono da poco sbarcati gli alleati, migliaia di soldati italiani sono caduti prigionieri nel fronte russo e Mussolini chiede un incontro con Hitler. La sede del meeting viene spostata da Venezia a Feltre e il colloquio dura soltanto quattro ore, dalle 11 del mattino alle 3 del pomeriggio. I testimoni parlano di un "colloquio strettamente privato" nel corso del quale Mussolini chiede ripetutamente la possibilità di negoziare con Stalin, ma Hitler si rifiuta di accettare rese di qualsiasi genere, rimproverando all'Italia di non essere in grado di resistere all'invasione alleata. Durante l'incontro Mussolini cambia svariate volte posizione e non tocca cibo: segno inequivocabile di tensione, confermata dal suo commento finale rilasciato ai collaboratori. "Pensate veramente che non sappia in quale situazione critica ci troviamo? Ma credete davvero che Hitler ci permetterebbe di uscire dalla guerra?" Frasi significative, quelle contenute nel libro, che testimoniano il controverso rapporto tra i due leader e che avvalorano la tesi di quanti ritengono che Mussolini avesse paura della reazione di Hitler, da lui stesso definito "un pazzo maniacale, che non permette a nessuno di parlare".