Libera

Sotto la panca la capra campa

di Elisabetta de Dominis

L'ho sentito con le mie orecchie il premier, al tg di mercoledì sera: "Non permetteremo che vengano occupate scuole e università perché non è un fatto di democrazia, ma di violenza nei confronti di altri studenti, delle famiglie e dello Stato. Convocherò il ministro dell'Interno e gli darò istruzioni dettagliate su come intervenire con le forze dell'ordine per evitare che queste cose succedano".

Ma giovedì - niente di nuovo sotto il sole - il Cavaliere ha ritrattato: "Non ho mai detto che servisse mandare la polizia nelle scuole, ho letto titoli lontani dalla realtà. Ho detto invece che chi vuole è liberissimo di manifestare e protestare, ma non può imporre a chi non è della sua idea la rinuncia a un diritto essenziale": l'istruzione. Chi occupa le aule "deve avere ben presente che non può compiere un reato, interrompere un servizio senza conseguenze".

La pensavo anch'io così a 14 anni, quando frequentavo la quarta ginnasio, e non sapevo niente di niente sulle questioni sociali e politiche dell'epoca, mentre la mia unica preoccupazione era fare il mio dovere studiando. Credevo ciecamente a quello che mi diceva la mamma. Un po' come la ministra Gelmini che crede e fa quello che le dice Berlusconi, ma è sulla trentina. Non è una questione di stupidità, ma di ignoranza premeditata: ignorare i problemi a questa età fa comodo. Altrimenti la ministra non sarebbe ministra e, magari, starebbe a mescolare la minestra in cucina per dei pargoli urlanti. In verità, pensa di fare la stessa cosa, solo più in grande: di somministrare il giusto nutrimento ai figli d'Italia sotto l'ègida del Cavaliere senza macchia e senza paura.

Dobbiamo tuttavia riconoscere a Mariastella Gelmini anche una buona fetta di ignoranza non voluta, del tutto genuina: ma come fa una ministra dell'Istruzione a pronunciare: "l'egìda". Ma sa cos'è l'ègida? Certo, lei non ne ha bisogno, perché la difende il Cavaliere. Probabilmente Mariastella andava a scuola, ma non stava in aula. Certi studenti trascorrevano ore nella toilette, perciò oggi ignorano molte cose. Però poi passavano perché avevano una gran testa: imparavano tutto a memoria. La Gelmini si prepara dei bei discorsetti o glieli preparano, visto che non sa neanche pronunciare correttamente egida, che probabilmente era senza accento nel testo. Aegis in latino, che all'accusativo fa aegida, era lo scudo della dea della sapienza e della legge Minerva (ma guarda che caso...). E siccome la parola deriva dal greco aigis, che era la pelle di capra che copriva lo scudo di Zeus e di Atena, viene in mente il proverbio: "Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa" (nel senso che la sottomissione fa morire). E poiché i banchi di scuola avevano scomode panche, la ministra ha rivoltato il proverbio: sotto la panca la capra campa. Stare sotto è sempre meglio, denota ubbidienza, e pazienza se ti diranno che sei una capra, perché non sai niente.

Invece, non sono contro il decreto Gelmini gli studenti di destra di Azione Studentesca, ma annunciano che occuperanno anche loro la scuola perché non possono far l'errore di sgomberarla, come Almirante nel '68. Eppoi non possono accettare il 5 in condotta. Mi sembra un ragionamento da capre, pure disobbedienti. Ognuno ha il gregge che si merita. Ma non ho dubbi che il Cavaliere le metterà in riga. Perché se non può ambire ad essere pastore delle anime, almeno delle capre sì. Che bello stare sotto una grande, immensa egida che ti protegge protendendo i suoi tentacoli, come i capelli serpeggianti del mostro Medusa che era raffigurato sullo scudo divino. Senza accorgersi, si finisce avvinghiati, strozzati, impotenti, senza respiro. Come morti. Ma è vivere questo demandare a un altro, uno solo, il nostro pensare? A uno che deve avere molta paura del popolo di cui si crede il reuccio, se pensa di mandare la polizia a sbaragliare degli studenti indifesi. A uno che non avrà macchie sulla camicia, ma nelle viscere sicuramente sì. Chissà cosa scoprirebbe della sua anima un aruspice analizzandole. Ma non galoppiamo con la fantasia, tanto - come ha detto - dovremo tenercelo ancora per quattro anni e mezzo e farci il callo, perché non ha intenzione di retrocedere. Piuttosto di governare, con pugno di ferro come il suo amico Putin. Da vero comunista.