ANALISI&COMMENTI/IDRAULICO DI McCAIN/ Joe, fai acqua da tutte le parti

di Marcello Cristo

Nel 2005 la maggioranza degli elettori francesi, chiamati a pronunciarsi in sede referendaria sull'approvazione di una nuova costituzione europea, decise di respingerla dichiarando che le nuove normative sulla mobilità del lavoro all'interno dell'UE avrebbe provocato "un'invasione di idraulici polacchi".

Qualche settimana fa, la candidata alla vicepresidenza repubblicana Sarah Palin nel corso del dibattito televisivo con il suo avversario democratico Joe Biden, ha accennato ad un fantomatico "Joe Sixpack", simbolo dell'americano medio; di quell'uomo comune del cui voto i Repubblicani hanno un disperato bisogno per continuare ad assecondare gli interessi di quella minoranza ricca del paese che di "comune" non ha assolutamente nulla.

Finalmente, nel corso dell'ultimo dibattito presidenziale, questi due curiosi spauracchi hanno magicamente trovato la loro personificazione reale in Joe Wulrzelbacher, l'idraulico dell'Ohio chiamato in causa da John McCain e balzato agli onori della cronaca per aver publicamente "sfidato" la politica fiscale di Barack Obama durante una visita in Ohio del senatore democratico.

Il programma politico di Obama consiste nell'alleviare la pressione fiscale per tutti coloro che guadagnano al di sotto dei $ 250.000 l'anno cancellando, nel contempo, quei tagli alle tasse istituiti da George Bush che favoriscono gli strati più ricchi della società e ristabilendo così la situazione esistente durante l'amministrazione Clinton.

Considerando che negli ultimi anni tutti gli indicatori economici evidenziano un drammatico aumento della disuguaglianza sociale paragonabile ai livelli degli anni ‘20, quello di Obama di ristabilire un minimo di equilibrio sembrerebbe un intento encomiabile ma, dopotutto questa è l'America dove Robin Hood, con le sue idee "socialiste" di prendere dai ricchi per dare ai poveri, non è mai stato visto di buon'occhio.

Ovviamente, è assurdo che la parola "socialismo" (cioè il completo controllo statale dei mezzi di produzione economica) venga persino pronunciata nel dibattio politico degli Stati Uniti dove semmai il problema è l'intrusione delle lobby economiche in ogni ambito dell'attività legislativa (cioé il controllo dell'economia sullo stato).

E' come se i Tuareg del deserto del Sahara considerassero le inondazioni come la minaccia più seria alla propria sopravvivienza.

Tuttavia, ispirato da Joe l'idraulico, McCain non ha esitato ad enfatizzare proprio la prospettiva di una bolscevica ridistribuzione del reddito come la minaccia più grave alle fondamenta della società americana celata nel piano quinquennale che il compagno Obama avrebbe in serbo per la nazione.

Daltronde, i conservatori d'America, così come quelli italiani, sono maestri in quella propagandistica "normalizzazione dell'assurdo", la stessa che negli anni ‘90 consentì a Silvio Berlusconi di accusare i giudici (conservatori!...) di Mani Pulite di essere dei comunisti.

Ma torniamo al nostro idraulico.

Interpellato dai giornalisti di mezzo mondo, il prode Joe non ha voluto rivelare per chi intende votare ma, durante un'intervista con Diane Sawyer il giorno seguente al dibattito, ha dichiarato indirettamente le sue preferenze politiche ribadendo il suo malcontento per il programma fiscale di Obama.

Malgrado il fatto che, per sua stessa ammissione, al momento la ditta di Joe è ben lontana dal realizzare un profitto netto di $ 250.000 l'anno, l'idraulico più famoso e ottimista d'America non tollera il fatto che, quando inevitabilmente taglierà questo traguardo, le sue tasse aumenteranno di, udite udite, $ 600 dollari l'anno!

Nel frattempo però, il ricavo della sua azienda è ben al di sotto della soglia dei $ 250.000 e perciò sarebbe stato opportuno chiedere a Joe, nel caso in cui Obama venga eletto, se intenderà approfittare degli sgravi fiscali che il senatore dell'Illinois intende garantire a tutti quelli nella sua fascia di reddito. Se volesse essere coerente dovrebbe, nel presente, rifiutare quell'aiuto finanziario che, nel futuro ha dichiarato di voler negare a coloro che si troveranno nei suoi panni attuali.

Ma, si sa, quella sotenuta da Joe è una battaglia di principio. Dopotutto,va il suo ragionamento, perché mai il suo successo professionale dovrebbe essere "punito" dalle politiche fiscali del governo? Perché coloro che guadagnano di più grazie al proprio duro lavoro e al loro spirito di iniziativa dovrebbero pagare più tasse compensando per quei "fannulloni e buoni a nulla" che non riescono a stare al passo? "Questo è socialismo!" ha sbottato Joe a Diane Sawyer senza nascondere la sua indignazione.

Rieccoci col socialismo!

Questo argomento classico della retorica conservatrice è basato sulla ridicola assunzione che il successo personale e aziendale avvvenga in uno stato di completo isolamento dell'individuo dalla società che lo circonda. E' incredibile che nessuno faccia notare a Mr. Wurzelbacher che, se un giorno la sua ditta idraulica riuscirà ad espandersi ad un livello che gli consentirà di realizzare un profitto di $ 250.000, sarà anche grazie al fatto che il bravo Joe avrà avuto la possibilità di assumere aiutanti o contabili che hanno imparato a fare il loro mestiere ai college o alle università statali ai quali, presumibilmente, sono stati ammessi dopo aver ricevuto un'educazione primaria presso scuole pubbliche.

Se al momento Joe riesce a correre al soccorso dei suoi clienti alle prese con lavandini e gabinetti otturati, è anche grazie al fatto che può contare su un sistema di collegamenti stradali costruito con soldi pubblici e se un bel giorno invece di un solo furgone potesse permettersene due o tre, il suo utilizzo di questo sistema pubblico stradale aumenterebbe proprio come la quantità di emissioni inquinanti che dai furgoni di Joe, finiranno nell'aria che noi tutti respiriamo.

Non dimentichiamo inoltre, che se Joe può esercitare la sua professione di idraulico è anche perché esistono sitemi di acquedotti e conduzione idrica e sistemi fogniari costruiti e mantenuti con soldi pubblici.

Se infine, Joe dovesse un giorno raggiungere quell'agiatezza economica che gli consentirà di comprare una bella casa, dovrà considerare che i servizi pubblici di polizia e dei vigili del fuoco che proteggono la sua lussuosa magione da furti e incendi, avranno più valore per lui, con una casa da, diciamo, un milione di dollari, che per coloro che hanno una casa da duecentomila dollari.

Ma allora, mi si dirà, se il lavoro e l'iniziativa imprenditoriale si traducono in più tasse da pagare, qual è l'incentivo? Dove stà la ricompensa per questo impegno? Semplice: nelle migliaia e migliaia di dollari che, al netto delle tasse, finiscono nei conti in banca di questi imprenditori che, presi nel loro insieme, costituiscono comunque il 5% più ricco della popolazione americana.

L'idea quindi, che la funzione ri-distributiva delle tasse sia "socialista" è grottesca perché, in realtà è fondata sulla più semplice di tutte regole di mercato: più aumenta l'uso, diretto o indiretto, di un servizio o di un prodotto, più aumenta il prezzo da pagare.

Un concetto comprensibile per tutti coloro che pagano mensilmente le bollette del gas o della luce ma che diventa improvvisamente astruso per quei repubblicani come John McCain Joe l'idraulico, il cui modo di ragionare fa acqua da tutte le parti.