SPECIALE/RESIDENZA PER ARTISTI/ L’arte è inviata a corte

di Olivia Fincato

"in order to cheer myself up with a new project. I am hoping next summer to rent a mediaeval castle right in the centre of Italy on a hill top in the midst of a glorious country: Civitella Ranieri belonging to an Italian cousin...if this plan come off, I hope I shall have a chance to welcome you all.."

Così la fondatrice di Civitella, Ursula Corning, scrisse in una lettera nel 1967 e così il suo desiderio nel giro di un anno si esaudì, trasformando il magnifico castello umbro in un luogo d'incontro e scambio per amici e artisti da tutto il mondo.

Civitella Ranieri sorge su una collina che domina tutta la valle del Tevere e la città di Umbertide ed è una delle fortezze meglio conservate in Umbria. Quando Ursula Corning, cugina americana di Ludovico Ranieri, vi arrivò per un breve soggiorno rimase immediatamente colpita dalla bellezza di quel posto al punto tale da tornarci ogni anno. All'epoca Ursula viveva e lavorava a New York e, nutrendo un particolare interesse per le arti e la musica, amava circondarsi di amici pittori, compositori e scrittori. Dal 1968 trascorse tutte le estati a Civitella e iniziò a invitare a corte una moltitudine di amici e artisti da ogni parte mondo, che lei chiamò The Civitellians. Il castello divenne così un magico crocevia di culture al di fuori del tempo. Agli inizi degli anni '90 Ursula, al fine di permettere che questa tradizione continuasse anche dopo la sua scomparsa, decise di istituire la Fondazione Civitella Ranieri. Grazie alla sua generosità e alla sua dedizione per l'arte, la Fondazione offre da più di dieci anni periodi di residenza nel castello a scrittori, musicisti e artisti provenienti da tutto il mondo. Gli ospiti sono invitati da un gruppo d'esperti nel campo dell'arte che rimane anonimo e ruota regolarmente. La Fondazione provvede al viaggio, vitto ed alloggio per circa sei settimane. Questa esperienza, libera dagli impegni sociali ed economici, permette agli artisti scelti di concentrarsi sui loro progetti creativi e li incoraggia al dialogo e lo scambio.(www.civitella.org)

Dopo ore di viaggio attraverso la campagna umbra Oggi7 è arrivato sulla cima di quella collina ed ha sperimentato, per un unico giorno, cosa significa vivere nel castello incantato per l'arte contemporanea...

Prendere il sentiero sterrato ed entrare a Civitella è un viaggio al passato: rumore, ansia e traffico rimangono alle spalle. Tutto tace tra le mura e un'atmosfera misteriosa e suggestiva ci rapisce, trasportandoci lontano, nel tempo e nello spazio. Ci guardiamo intorno, il verde dorato delle colline rilassa lo sguardo mentre entriamo nel vivo del castello. Oltrepassiamo la porta principale. Silenzio. Rimaniamo affascinati di fronte all'eleganza dei saloni, alla ricchezza della biblioteca, alla cura e all'amore con cui questo patrimonio è mantenuto vivo. «Qui vivono i fellows» ci dice Caitlin, una delle intern, indicandoci alcune porte al primo piano. Proseguiamo il tour ed entriamo in una stanza in cima alla torre del lato est. «Questa è la camera per gli scrittori» continua Catlin mostrando che il locale, avendo le finestre su tutti i lati, gode oltre la vista meravigliosa, della luce del sole per tutto il giorno. Passiamo poi alla stanza della musica: un pianoforte a coda sul fondo della sala accanto alle migliori apparecchiature tecniche per la riproduzione sonora. Finito il magnifico tour ci salutiamo e Catlin, ricordando la cena con gli artisti alle 19.30, aggiunge «C'è wireless in tutta Civitella se hai bisogno». Allora è vero: questo è il fortino delle meraviglie! Completamente immersi nell'atmosfera di corte, quasi da sindrome di Stendhal, possiamo connetterci ovunque alla rete! Chissà se Ursula lo poteva immaginare: il suo, un incantevole castello medioevale all'avanguardia...

Scendiamo nelle nostre camere, non un rumore, non un passo tra i saloni; alcuni degli studi degli artisti sono al secondo piano, gli altri appena fuori le mura, immersi nel verde, manca poco per conoscere i fortunati ospiti della reggia. Arriva ora di cena: siamo tutti seduti intorno ad un tavolo lunghissimo; dalla cucina escono pietanze profumate, tipiche italiane, mentre artisti australiani, americani, tedeschi, argentini, inglesi gioiscono serenamente insieme. Dana Prescott, direttrice della Fondazione, ci introduce ai nuovi Civitellians, l'atmosfera è quella di una famiglia, lontano dalla competizione e dalle cene "di lavoro" del mondo dell'arte newyorkese.

Fedeli alla volontà di Ursula, gli "eredi" di Civitella hanno continuato la sua tradizione mantenendo saldo il valore che lei dava al cenare insieme, momento ideale per condividere e conoscersi. «Ursula preparava ogni sera la cena per i tutti suoi ospiti e ciò che amava di più era rompere qualunque tipo di barriera culturale e sociale tra le persone attorno al suo tavolo; sedeva un banchiere vicino a un viaggiatore, un giovane vicino un anziano, donando, grazie al cibo delizioso e all'atmosfera incantata, un momento puro di scambio e condivisione» mi dice Dana e prosegue «lei se ne stava in disparte e lasciava che gli altri entrassero nel vivo della conversazione, li ascoltava e gioiva nel veder nascere amicizie tra culture, lingue ed espressioni artistiche differenti».

Ursula Corning non si è mai sposata e non ha avuto figli ma ha devoluto tutto il suo amore alla creazione di quest'idillio. Dicono che durante gli ultimi anni di vita spesso si chiedeva cosa ne sarebbe stato della sua Civitella, non poteva sopportare che questa fortuna, dopo la sua morte, diventasse un mausoleo di oggetti polverosi e ricordi passati. Questo, grazie ad un board di direttori attento e grazie ad un staff di persone entusiaste sia in Umbria che a New York (Civitella Ranieri Foundation 28 Hubert Street) non è avvenuto, anzi, tutto quello che Ursula Corning ha lasciato in quel castello e tra la gente è ancora vivo.«Il cuore di Civitella sono gli artisti in residenza» prosegue Dana «ogni decisione è presa in base alle loro esigenze in modo da garantire loro un'esperienza indimenticabile. Il privilegio di essere qui, in questo meraviglioso castello circondato dalla natura, è sentito da tutti. Giornalmente ci troviamo a parlare della magia che ci circonda, delle intuizioni che nascono spontaneamente, parlando con gli artisti, guardando al loro lavoro».

Lo spirito di Ursula del being here aleggia ancora tra le mura di Civitella, chi ha la fortuna di essere invitato e viverci per sei settimane sperimenta un'occasione unica; quella di "staccare" completamente dalla vita normale ed essere trasportato in un mondo a parte, immerso nel silenzio insieme a persone sconosciute. La purezza dello scambio intellettuale ed emotivo che può nascere con gli altri e se stessi in un contesto tale, completamente estraneo, fuori dai soliti sistemi competitivi, è prezioso e raro. Come, a fine serata, Dana ci svela«Il più grande regalo che facciamo agli artisti ospiti è il tempo di lavorare in pace in un ambiente dove possono trovare la quiete e gli stimoli per portare a compimento i loro progetti. Civitella Ranieri offre il perfetto equilibrio tra il tempo da soli per pensare, riflettere, studiare e sognare e il tempo condiviso delle cene insieme e delle escursioni di un giorno alla scoperta delle meravigliose città e opere d'arte che ci circondano».

Ricordiamo che il prossimo venerdì 17 ottobre ci sarà l'inaugurazione della galleria di Civitella Ranieri con la prima mostra intitolata "Bianco e Nero". Gli artisti coinvolti nell' esposizione sono accomunati dal fatto di aver trascorso un periodo al castello. Le opere che saranno esposte sono state realizzati con diverse tecniche: film, fotografia, disegno, pittura, incisone e scultura. "Bianco e Nero" sarà il collante attraverso cui le opere cominicheranno, nella loro diversità.

Tutti i lavori in mostra sono parte della collezione permanente della Fondazione Civitella Ranieri, una collettiva di autori provenienti da Argentina, Germania, Stati Uniti, Sud Africa, India, Russia, Olanda e Italia. (Civitella Ranieri Center, Località Civitella Ranieri, Umbertide PG 06019).