ANALISI&COMMENTI/ Quale tv per gli italiani all’estero?

di Francesca Alderisi

Per prima cosa desidero augurare a tutti voi una buona domenica e ringraziare Oggi7 per avermi dato la possibilità di entrare in migliaia di case di lettori di America Oggi, popolarissimo giornale molto caro alla comunità italo americana. Ho sempre creduto nell'enorme potenzialità della stampa italiana all'estero a tal punto da avere creato a Sportello Italia, il programma che per molti anni ho scritto e condotto su Rai International, uno spazio dedicato alle "edicole" italiane nel mondo.

 Di tempo ormai ne è passato un po', per l'esattezza è un anno e tre mesi che sono stata allontanata dal mio programma, ma come ho più volte ripetuto non tutti i mali vengono per nuocere e quello che inizialmente poteva sembrare un grave danno per la mia carriera professionale, si è rivelato nel tempo una preziosissima opportunità di crescita ed arricchimento personale. Non solo ho avuto la possibilità di sperimentare un nuovo modo di comunicare mettendo in contatto attraverso internet le comunità italiane nel mondo, creando un sito molto seguito http://www.prontofrancesca.it ma ho finalmente trovato il tempo per viaggiare ed andare ad incontrare personalmente i telespettatori che per anni mi hanno seguito e voluto bene dai cinque continenti. In questo anno "sabatico" dovuto ad una forzata pausa televisiva, ripeto, non dipesa da me, sono stata in Canada, Stati Uniti, Australia, Argentina e Brasile ed eccomi proprio in questi giorni nuovamente a New York, in occasione dei festeggiamenti del Columbus Day, alla vigilia della grande parata di domani sulla Fifth Avenue.

Proprio in questa occasione mi andrebbe di condividere con voi una mia riflessione del tutto personale maturata in questo periodo, riguardo la televisione dedicata agli italiani nel mondo. Per la prima volta mi è stato possibile osservarla con occhio di telespettatore ed ho avuto modo di riflettere su molti aspetti che sinceramente mi lasciano alquanto perplessa. Per prima cosa vorrei sottolineare che al momento gli italiani nel mondo dispongono di un solo canale televisivo, Rai International, anzi Rai Italia, come da poco è stata ribattezzata. Mi viene da sorridere quando noto che la maggior parte dei titoli dei programmi auto prodotti è in inglese, Italia World, Next e via dicendo. Dunque, un unico canale televisivo a pagamento senza un parametro di riscontro di gradimento del pubblico, della serie "o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra".

Come vi dicevo, durante questi mesi ho avuto modo di viaggiare molto e seguire i programmi trasmessi e l'ho fatto con la più assoluta imparzialità, senza considerare le mie vicende personali, provandomi ad immedesimare in un italiano all'estero e soprattutto ponendomi la fatidica domanda: se abitassi lontano dall'Italia questo tipo di televisione mi piacerebbe? La risposta è stata: assolutamente NO! Lo so che non è facile accontentare i gusti di un pubblico così vasto, ma sono fermamente convinta che la maggior parte degli abbonati tipo di Rai Italia, sia ben lontano dai programmi proposti. Lo affermo con cognizione di causa, dal momento che ovunque vada - e vi garantisco che in questi mesi sono stati centinaia e centinaia gli italiani che ho avuto modo di incontrare - le lamentele sono state tantissime.

Secondo me l'errore di base è non immedesimarsi nella realtà della maggior parte dei telespettatori italiani all'estero che utilizzano lo strumento televisivo come un ponte sentimentale con l'Italia, un focolare sempre acceso intorno al quale ci si sente più vicini alla madrepatria. Perché non creare programmi televisivi che parlino in modo semplice a persone semplici. Perché trasformare qualsiasi prodotto in una ostentazione di grafiche moderne e super veloci, per lo più incomprensibili che fanno venire il mal di mare solo a guardarle? Perché mantenere sempre una sorta di freddo distacco dai telespettatori e non comunicare con loro in tono familiare? Perché non creare uno spazio in cui mettere veramente in contatto le varie comunità italiane sparse per il mondo? Perché non entrare nell'ottica che fino a quando i programmi non saranno sottotitolati in inglese e spagnolo, il pubblico giovane di seconda e terza generazione, non sarà mai coinvolto, dal momento che non parla e capisce l'italiano?

Logicamente queste mie osservazioni si riferiscono ai programmi realizzati da Rai International, ben altro discorso per quelli che invece vengono presi dai tre canali Rai ed anche qui potremmo parlare per ore. Per non dire poi di programmi interrotti a metà, programmi che spesso non vanno in onda nel giorno e nell'ora indicata, insomma una grandissima confusione che da quasi l'impressione che non si abbia una reale conoscenza di chi sono i nostri connazionali all'estero, che andrebbero maggiormente rispettati se non altro per il fatto che pagano un abbonamento.

Ho sempre creduto che la televisione si fa per chi la guarda e se oggi mi sono permessa di volervi fare sapere come la penso è solo ed esclusivamente perché ritengo che vi meritiate una programmazione che sia più vicino ai vostri gusti ed alle vostre esigenze. Non credo che le mie parole serviranno a cambiare qualcosa, almeno per ora, ma sono altresì convinta che peggio di così sarà difficile fare e quindi qualsiasi novità non porterà a grandi rimpianti. Se sono qui a distanza di tempo ad occuparmi di italiani all'estero è perché non ho svolto il mio lavoro tanto per farlo e portare a casa uno stipendio. Io amo veramente gli italiani nel mondo e dal momento che da anni mi occupo di televisione e lo faccio per passione e non per casualità, vi prometto che non appena mi sarà data la possibilità, creerò un programma che possa essere vicino ai vostri gusti, così come faceva il mio Sportello Italia.

Le cose belle restano per sempre e proprio per questo con un pizzico di presunzione posso affermare che nonostante sia un po' di tempo che non mi vedete in televisione, il nostro contatto non si è mai interrotto. Questo è la strana magia della televisione, talvolta l'assenza dal video può aumentare la popolarità e nel mio caso, incredibile a dirsi, è stato proprio così!

Se vi va ci vediamo domani per sfilare insieme alla Parata del Columbus Day alle ore 11.20 - 44th East Fifth Avenue (lato Madison Avenue). Per me sarà un grandissimo onore potervi stringere la mano, conoscervi personalmente e parlare un po' delle nostre cose. Grazie di cuore, vi aspetto!