Che si dice in Italia

Sciabolate in tv

di Gabriella Patti

POTERE DELLA TELEVISIONE 1) Alle Olimpiadi ci erano tanto piaciute. Le nostre schermitrici, dalla inarrivabile Valentina Vezzali alla straordinaria Margherita Granbassi alla sempre bravissima e serissima Giovanna Trillini, non ci hanno solo regalato medaglie. Ci avevano dato un sorriso e un po' di fiducia nel Paese e in noi stessi. Una piccola ma piacevole dose di ottimismo in questi tempi difficili. Poi, spenti i riflettori di Pechino, si sono accesi quelli del piccolo schermo. E la bella favola è finita. La Vezzali è diventata una sorta di prezzemolo, comparendo dappertutto in tenuta da scherma con tanto di fioretto. Convegni, mostre, festival: c'era sempre lei. Intendiamoci: è una buona cosa che i campioni degli sport ingiustamente definiti "minori" riescano per una volta a continuare ad attirare l'attenzione dei media, anzicché aspettare quattro anni fino alle prossime gare olimpiche. Ma c'è un limite. Fare il prezzemolo onnipresente provoca fastidio. Il culmine, poi, la Vezzali lo ha raggiunto nella scenetta con il capo del govenro, Silvio Berlusconi, regolarmente in diretta televisiva. Gli ha dato un fioretto e lui, galante, a dire "No, non potrei mai colpirla". E lei, di rimando: "Presidente da lei mi farei toccare...". Sono piovute le frecciatine delle giornaliste gossipare e la Vezzali, forse consigliata finalmente da qualche anima buona, si è un po' ritirata. Ed ecco che subentra la carabiniera Granbassi. Nuova fiorettista, nuova saga. Lei, a sorpresa, viene invitata a partecipare a Anno Zero, controversa e forte trasmissione televisiva della Rai Anno. Fatto obiettivamente anomalo. Il programma è condotto da Michele Santoro e vede la regolare partecipazione di Marco Travaglio, due giornalisti grintosi bestie nere di Berlusconi. La Granbassi, di fronte alle perplessità dei suoi comandanti, chiede di poter prendere una aspettativa di nove mesi. L'Arma dei Carabinieri, dopo averci pensato un poco, rifiuta. E lei, allora, medita di dimettersi dalla carriera militare. Forse, quando leggerete queste righe, avrà già preso una decisione. Ma vale davvero la pena? Sì, certo: la tv da' soldi, fama e altro. L'attività sportiva, per di più all'ombra di un corpo militare notoriamente rigido, si traduce solo - quando va bene - in grandi soddisfazioni personali e morali. Capiamo. Però, che tristezza.

POTERE DELLA TELEVISIONE 2) Sorpresa: Berlusconi dice basta alle apparizioni sul piccolo schermo. Proprio lui che su Mediaset, dopo avere fatto i primi lauti guadagni nell'edilizia, ha consolidato - anzi: ha fatto esplodere - il suo strapotere. Motivo del gran rifiuto (che, è ovvio, non verrà rispettato)? "In televisione ci sono programmi indecenti!. La cosa, detta da uno che ha costruito un grande network commerciale basato soprattutto su show, spettacoli e veline, fa francamente sorridere. Come ha ironicamente scritto Beppe Severgnini sul Corriere della Sera: "Che sia un caso di matricidio?".

IL MINISTRO TREMONTI cerca di rassicurare i risparmiatori italiani. "La crisi economica e delle banche in Italia è ben diversa da quella americana. Non c'è da aver paura". E Fantozzi, commissario "salvatore" di Alitalia da' a sua volta una spiegazione curiosa: "Ci salva il nostro provincialismo, che riguarda anche le banche. Sono meno coinvolte a livello internazionale di quelle Usa". Sarà. Ma la gente non sembra tanto convinta. Non ho fatto alcuna ricerca quindi quanto sto peri riferirvi non ha valore scientifico. Ma posso assicurarvi - visto con i miei occhi - che almeno in una agenzia di Unicredit, la banca al momento più chiacchierata, da giorni c'è una fila di anziani, uomini e donne. Ritirano i loro soldi, li mettono in tasca o nelle borsette e se li portano a casa, camminando veloci. Speriamo che nessuno scippatore venga a saperlo.